La disoccupazione giovanile in Sardegna raggiunge numeri preoccupanti

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La disoccupazione giovanile deve diventare la prima preoccupazione della politica sarda dopo la consultazione elettorale. E’ questo, infatti, il problema più importante delle famiglie sarde e sono quanto mai necessarie e urgenti nuove misure e interventi specifici mirati a combattere la mancanza di lavoro tra i giovani. In Sardegna il tasso di disoccupazione giovanile, cioè le persone in cerca di occupazione in età 15-24 anni su forze di lavoro della corrispondente classe di età, è del 32,5%. Si tratta di una percentuale altissima, seconda solo a quella della Sicilia (al 37,2%), e pari a quella della Campania. Il dato ultimo è quello del 2007; in attesa di quello del 2008 che non dovrebbe registrare – purtroppo – dei miglioramenti, visti i dati trimestrali della disoccupazione più complessiva e lo stato dell’economia regionale. A testimoniare il perdurare del fenomeno c’è da sottolineare che in 13 anni, per la Sardegna, le variazioni positive del tasso di disoccupazione giovanile hanno riguardato una modesta riduzione di appena 1,8 punti percentuali. In questo arco temporale, infatti, il tasso di disoccupazione più alto si è registrato nel 1999 con 37,7%, quello più basso nel 2002 con il 28,8%. Il tasso di disoccupazione giovanile della componente femminile è quello che crea maggiori preoccupazioni: è infatti pari al 43,3% (persone in cerca di occupazione in età 15-24 anni sul totale delle forze di lavoro femminili di pari età). E, in questo caso, si è di fronte ad un picco che non ha riscontri negli ultimi 13 anni: nel 2006 si era al 39,0% e nel 2005 al 38,6%. Un’annotazione importante riguarda la consistente riduzione del tasso di disoccupazione giovanile nelle regioni del centro-nord negli ultimi 13 anni e anche le stesse regioni del meridione, pur mantenendosi su livelli molto alti, registrano un decremento consistente del fenomeno. Per la Sardegna la disoccupazione giovanile registra in 13 anni tassi che, nella variazione annuale, si discostano solo di pochi punti percentuali. È prioritario un programma straordinario di interventi per contrastare la disoccupazione giovanile, alla luce anche dell’allarme occupazione lanciato a livello internazionale dall’OCSE (l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) e dall’ILO (l’Organizzazione Internazionale del Lavoro), che prevedono per il 2009 e per il 2010 un incremento di questo fenomeno sia in area Ocse, sia in area UE. Nell’Isola questo allarme è purtroppo ancora più preoccupante perché impatta con un’economia che da anni è vicina alla crescita zero.

 

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