Good Bye Sardinia!

di Marisa Dodero

  

 

Indipendentemente dagli orientamenti politici, le recenti elezioni hanno posto al centro dell’attenzione una domanda ineludibile: che ne sarà della Sardegna? Dello sviluppo urbano e costiero, del suo paesaggio, del suo volto? Ognuno segue le proprie convinzioni politiche ed etiche, ma è sotto gli occhi di tutti il mutamento dell’isola, il cambiamento dei suoi connotati. Negli ultimi decenni assistiamo impotenti allo sviluppo delle periferie delle città, spesso agglomerati commercial-industriali informi e desolanti; all’assalto alle coste che ha già modificato la morfologia dei luoghi e la sua percezione, da parte di chi ci vive o ci trascorre le vacanze. Un posto incantevole come S. Teresa di Gallura ha gonfiato la sua superficie, negli ultimi anni, quasi in virtù di un lievito miracoloso. L’orrenda, mastodontica costruzione de La Marmorata grida vendetta ai cieli, lo sviluppo di un paesino come San Pasquale, sempre in Gallura, farebbe invidia a Las Vegas. Tutta la costa settentrionale – e mi fermo a questa, per brevità – è un ininterrotto susseguirsi di cantieri e di villaggi-fantasma, vuoti per 10 mesi, ma pieni per tutto l’anno di un’inutile ostentazione di se stessi, e per sempre, in futuro, dell’offesa arrecata al paesaggio. La prima obiezione che viene fatta, in genere, a questo tipo di considerazioni è che si tratta di creare lavoro e di sviluppare il turismo. Dunque, proprio su questo vorrei argomentare.  Il fascino della Sardegna, quell’attrattiva che manca a luoghi anche ben più famosi, sta nel suo paesaggio: la macchia mediterranea, i  profumi, il silenzio, le sparse vestigia del passato contornate da una natura spesso ancora intatta, la flora, la fauna.  L’unicità del paesaggio che circonda i nostri paesi, le chiese campestri, le fonti, i luoghi di culto, è  impresso nella nostra mente e nella memoria storica. Questo amiamo della nostra terra e questo i turisti, gli estimatori dell’isola cercano, assieme alla bellezza delle coste e alla limpidezza delle acque. Tutto questo sta paurosamente arretrando, a fronte di guadagni facili, ma temo effimeri. Se, infatti, l’assalto ambientale dovesse proseguire con questo ritmo, lungo tutto il perimetro dell’isola ci ritroveremo una ininterrotta sequela di seconde case alla Disneyland, versione finto-mediterranea, con qualche appendice a prato inglese fino al mare, per milionari. Presto diventeranno indispensabili i resorts di lusso, i campi da golf, i centri-benessere – tutte cose di cui ognuno di noi sente una necessità impellente. Come consolazione resteranno, negli alberghi, le foto della "Stintino di una volta", della "Villasimius che fu", di "Cala luna della nonna". Avremo dunque uno stuolo di proprietari di seconde case e di villaggi, abitati per un paio di mesi all’anno. A quel punto, a chi mai interesserà spendere soldi e faticare per una traversata sulla famigerata Tirrenia, per ritrovarsi nella solita zuppa: folle maleducate in spiaggia, natanti a nugoli in un mare sempre più grigio-beige, chilometri di pizzoteche paninoteche gelatoteche nell’entroterra? Tanto vale andare in una spiaggia più vicina, più economica, con sdraio e ombrellone a modico prezzo, servizi garantiti sul serio dai Comuni (acqua, fogne, depuratori, manutenzione del territorio, negozi a prezzi non stellari). Per chi può, non ci sono problemi: andrà a Dubai, St. Tropez, nei Caraibi… In definitiva, dopo che ci saremo venduti la camicia e l’anima, avremo il danno e le beffe. Dunque, good-bye, Sardinia? Davvero mi piacerebbe capire cosa ne pensano i giovani e i meno giovani del nostro sgangherato "sviluppo", anche nella prospettiva dell’ultima follia di stagione: le centrali nucleari.

 

4 risposte a “Good Bye Sardinia!”

  1. Son sicuro che tantissimi leggeanno l’articolo.

    Le promesse da marinaio sempre e soltnto e i propri affari sono di casa o meglio in bocca a chi persevera i propri interessi personali e non solo leggasi massoni, mafiosi ecc. ecc.

    Mi piacerebbe conoscere l’opinione di quei lavoratori che nel suicis hanno votato il pdl, e che ora che ‘amico Putin li lascia a casa , tanto il venditore ormai ha vinto e in Sardegna non ci sarà solo cemento maanche scorie e central nucleari, in compenso vremmo più disoccupati, e più emigrati in quanto non ci sarà uno sviluppo rurale gestito e govenato nel rispetto delle cose e sopratutto nel rispetto dell’uomo. quasi quasi chiedo asilo politico in qualche isola sperduta non arrivano giornale e tv.

    Niente paura rimango e combatto. Un auguro e sluto a tutti .

    Ennio Pilloni

  2. Buongiorno Max e Valentina,

    Solo stamattina scopro il vostro blog, in quanto ho ricevuto una segnalazione da Paula Frasca, e subito mi sono permessa di inviarvi un piccolo commento sul vostro post: GOOD BAY SARDINIA, pubblicandolo a mia volta sul mio di Blog, il quale è nato con il primario intento di rappresentare le rassegne stampe che parlano della Baronia di Orosei, Galtellì, Loculi, Irgoli e Onifai, denominata anche Valle del Cedrino. Una delle tante iniziative da me intraprese, è anche spaziare sulle problematiche politiche regionali. Un’altra iniziativa e stata quella di riuscire a recuperare tutti gli indirizzi di posta elettronica dei circoli sardi sparsi nel territorio nazionale, europeo e intercontinentale, al solo intento di rappresentare questa nuova iniziativa, così da essere giornalmente messi al corrente delle problematiche rappresentate dai corrispondenti delle varie testate giornalistiche che raccontassero di noi, l’unico circolo che saltuariamente scrive è: Círculo Italo Argentino “Raíces Sardas” Buenos Aires Norte. Da oggi inserirò il anche vostro link, per ringraziarvi dell’iniziativa lodevole di far sentire i sardi che per motivi di lavoro operano in terre altrui come fossero ancora a casa loro, vi saluto augurando un buon proseguo di lavoro, Valle.

  3. Mi fa molto piacere che abbiate pubblicato la lettera di Marisa Dodero ,sono stata io a dargli il vostro indirizzo e anche altri. Riguardo all’amico di Valle Cedrino se scrive al circolo Sardegna Moreno riceverà risposta e anche i sardi del Chaco e di Bahia Blanca, posso dargli i loro indirizzi se gradisce.

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