Presto un seggio tutto sardo nell'Unione Europea a Bruxelles

di Ennio Neri

E forse dopo 15 anni la Sardegna potrebbe avere un uomo a Bruxelles, eletto in prima battuta. Dopo il no dei parlamentari sardi alla legge elettorale europea, arriverà nel prossimo consiglio dei ministri un provvedimento per scorporare la regione Sardegna, ai fini elettorali, dalla circoscrizione Sicilia – Sardegna. Allo scopo di consentire ai sardi di avere un proprio rappresentante nel prossimo Parlamento europeo. Le rassicurazioni, arrivano per voce del ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, intervenendo nell’Aula del Senato prima dell’approvazione definitiva della riforma del voto per le elezioni europee. Un impegno preso per evitare che passasse un emendamento che avrebbe rispedito alla Camera il ddl in terza lettura. «Rispetto alla discussione sullo sbarramento», ha chiarito Calderoli, «sono stati sollevati, legittimamente, problemi che costituiranno il contenuto di un provvedimento organico che affronterà complessivamente la materia. Su un punto credo si debba dare una risposta in tempi brevi prima che si svolgano le elezioni europee: il problema della circoscrizione della Sardegna. Si tratta», ha aggiunto il ministro, «di un’annosa questione, legata a quella relativa alla circoscrizione Sicilia – Sardegna, che fino ad oggi ha fatto sì che gli eletti venissero sempre in Sicilia proprio per la dimensione demografica dell’isola». «Nel prossimo Consiglio dei ministri», ha annunciato, «il Governo intende portare un provvedimento ad hoc che consenta lo scorporo della Sardegna dalla circoscrizione Sicilia – Sardegna, con la creazione quindi di un’ulteriore circoscrizione». Il tema della creazione di una circoscrizione sarda era stato sollevato da senatori sia di maggioranza sia di opposizione ed erano stati presentati dei ddl.

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