In Sardegna il trionfo di Berlusconi. Soru travolto, Regione a Cappellacci

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Ugo Cappellacci diventa il nuovo Governatore della Sardegna. Per Renato Soru, una sconfitta netta che brucia. Gli elettori isolani hanno inesorabilmente bocciato la politica, a questo punto, non popolare fatta di divieti che hanno caratterizzato gli anni della sua legislatura. Pensiamo ai Piani Paesaggistici o alla Tassa sul Lusso. La tematica più urgente, non è stata risolta. E Soru la paga con la sconfitta elettorale: i posti di lavoro tanto agognati non si sono creati. La tranquillità economica del paese nemmeno. Soru ha sempre contestato i dati dell’Istat, ha ripetuto che l’occupazione, soprattutto quella giovanile, in Sardegna era cresciuta. Ma l’Eurostat, l’ufficio europeo di statistica, ha confermato che tra i giovani dai 15 ai 24 anni la Sardegna è ai primi posti della disoccupazione con un tasso del 32,5%. E con Soru hanno perso tutto il centrosinistra e il Pd, dilaniato dall’ex governatore, con una spaccatura verticale difficilissima da ricucire. Cappellacci è al 51,90% dei consensi, mentre il presidente uscente si ferma al 42,89%, con un distacco di 9 punti che pesa come un ko. Irrompe un inedito «partito», quello delle schede nulle che diventano la terza forza della Sardegna: sono quasi 15.000, a cui si aggiungono le schede annullate volontariamente dall’elettore (circa 3300) e quelle bianche (più di 5000). Cappellacci: ha vinto con l’aiuto fondamentale di Berlusconi che si è impegnato nella campagna elettorale, ci ha messo la faccia e l’ha spuntata. Tutta l’alleanza che ha lottato compatta intorno al suo candidato  alla fine ha dimostrato che solo uniti si vince. Ma, finita la sbornia di questo successo, da Cappellacci si attendono fatti concreti. La Sardegna non può più aspettare, ha bisogno di una durissima cura per guarire da questa febbre che l’ha messa in ginocchio. Le promesse elettorali devono subito essere mantenute, dai bonus ai disoccupati agli interventi per le aziende. E anche il governo Berlusconi deve far seguire i fatti a ciò che è stato detto in campagna elettorale. E’ arrivata la sterzata, alibi non ce ne sono più. In palio c’è il futuro: sbagliare è tassativamente vietato.

5 risposte a “In Sardegna il trionfo di Berlusconi. Soru travolto, Regione a Cappellacci”

  1. Per certi versi, fra gran parte degli emigrati sardi, c’è delusione per l’esito delle elezioni regionali. La Sardegna sotto tant aspetti, stava cambiando. Per farlo, Soru aveva dovuto fare anche delle scelte non popolari. Scelte necessarie per cambiare la storia dell’isola, per uscire da sessant’anni di assistenzialismo che pesano come un macigno. Il popolo sardo doveva comprendere questo. Con tutto il rispetto per il neo Presidente, il timore è che sia stato fatto un passo indietro. “Tottus in Pari” augura al Presidente Cappellacci un buon lavoro. Invitandolo a non gettare quanto di buono fatto in questi anni dalla precedente Giunta. Per il bene di tutti. Per il bene della Sardegna.

  2. Dopo questo post un tantino di parte, dico solo che Cappellacci-Berlusconi hanno vinto le elezioni grazie (o a causa) di:

    – disinformazione;

    – calunnia e diffamazione;

    – eccessiva presenza del premier nei tg e nei rotocalchi;

    – solita politica sporca del PDL (promesse e bugie);

    – mercificazione del voto;

    – distruzione dell’immagine personale del Presidente Soru.

    se volete continuo… ma non mi sembra il caso…

    Se questo è un modo per vincere le elezioni, io non ci sto e scendo.

    A presto, F.

  3. Mi piacerebbe sapere cosa ha fatto di buono soru per gli emigrati, dato che c’è così tanta delusione tra voi. E poi volevo dire che l’articolo della prima pagina del vostro giornalino mi sembra di averlo già letto… intere frasi sono riprese “paro paro” dalla prima di un quotidiano sardo ed è pure firmato.

  4. Cappellacci cancellerà ciò che a fatto Soru!

    Non sarà lui a decidere cosa si dovrà fare,

    sarà Berlusconi a decidere perche ha tanto

    da difendere, incominciando dai terreni della

    figlia a Costa Turchese! Via libera al cemento.

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