Intervista alla terralbese Maria Jole Serreli, pittrice e scultrice

di Claudia Tronci

 

Ho incontrato Maria Jole Serreli, pittrice e scultrice autodidatta; nata a Roma da genitori sardi vive e lavora a Terralba. Innamorata della Sardegna porta nel cuore da sempre anche la sua città d’origine.

Come nasce la passione per la pittura e la scultura? Sono sempre stata una bambina creativa, realizzavo forme e omini persino con la mollica di pane, ogni occasione era buona per creare. Disegnavo dappertutto anche sulle scatole della pasta. Poi un giorno, quando avevo 15 anni, ho preso un pezzo di argilla e ho iniziato a lavorarlo, i miei attrezzi sono stati uno stuzzicadenti e una forchetta. E’ stata la mia prima opera scultorea rappresentando due anziani seduti "a su friscu" come usavano i nostri nonni. Per me gli anziani sono un grande tesoro e mi hanno dato tanto.

Cosa ti ha fatto scattare l’idea di concretizzare e valorizzare le tue doti artistiche? Ho partecipato ad un corso di introduzione alla ceramica presso l’istituto d’arte Contini di Oristano, immergendomi finalmente nel mondo che mi appartiene, lasciandomi trasportare dalla tradizione della ceramica oristanese. Successivamente ho frequentato un corso per ceramisti presso l’ente regionale formazione lavoro Pastore di Oristano ed a Urbania nelle Marche. Tutte esperienze formative da tanti punti di vista, ho conosciuto grandi professionisti del settore che mi hanno dato tanto anche credendo in me.

La tua prima mostra personale scultorea è intitolata "Statue d’animo – il mio presepe"… Statue d’animo è in concreto ciò che io sento dentro, un viaggio nel mio animo. Qualcosa di speciale che ho voluto realizzare vivendomi nel profondo. Desidero un insolito presepe dove non ci sono re magi e pastorelli a venerare la sacra famiglia, ma solo angeli caduti e demoni della vita. E’ così che i miei infiniti stati d’animo si trasformano in scultura, materia che desidero plasmare, in cui l’argilla è come inchiostro e le parole diventano forme.

Dove e quando la tua ultima mostra? Ho esposto nel periodo natalizio a l palazzo Bojl di Milis una collettiva organizzata dal comune in collaborazione con l’associazione "Morsi d’Arte" di Oristano. Per l’occasione ho realizzato una installazione intitolata "la valigia dei ricordi" legata all’emigrazione, tema a me molto caro e che mi tocca da vicino.

Qual è per te un artista vero? L’artista vero credo sia quella persona che riesce a trasmettere l’emozione nell’opera che ha realizzato facendola sentire propria allo spettatore.

Cosa senti più tua, la pittura o la scultura? Nella pittura non ho ancora trovato la mia strada, nella scultura ho il mio stile, e credo di essere pronta a sviluppare forme più grandi anche sulla trachite.

Idee per il futuro? Mi piacerebbe realizzare un laboratorio di ceramica per valorizzare questa meravigliosa arte, recuperando i mestieri antichi e proporli per il futuro.

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