A Torino e Milano, le mostre di Giovanni Canu per tutto il mese di febbraio

ci riferisce Carla Caredda

  

"Nel Segno della terra madre" – Galleria Terre d’Arte, Torino dal 29 gennaio 2009 – in questa mostra, Canu ha deciso di mettere in scena uno dei materiali a lui più congeniale, la ceramica. Oggetti e forme dalla superficie ruvida ma convesse e accogliente (per maggiori info@terredarte.net).

Un ritorno a Torino, voluto, questo di Giovanni Canu, dopo quattro decenni intensi, un lungo percorso artistico e umano costellato di incontri, mentre si allargava e si solidificava la sua fortuna critica. Sardo di Mamoiada, classe 1942, era approdato nel 1968 nella capitale sabauda, prima al Liceo artistico e poi all’Accademia Albertina, quindi a Milano dal 1970, per completare la sua formazione a Brera e inserirsi infine nel contesto artistico del capoluogo lombardo. Poliedrico artista, alle spalle esperienze anche da disegnatore/ pittore –  protagonisti i suoi conterranei, donne e uomini naturalisticamente effigiati, avvolti nel nero orbace –  ha voluto tornare a esporre nella prima città che lo ha accolto  "in Continente",  mettendo in scena uno dei materiali che più gli è congegnale, la ceramica. E  la plastica argilla, ancora una volta, ben testimonia il divenire della sua storia, modellandosi in forme che riportano certo al passato ma, al contempo, segnalano il suo essere diverso oggi, pur nella fedeltà di un coerente percorso. Fedeltà alla primigenia natura, allora: aspra e forte ma rielaborata con "solido mestiere", a dirla con Rossana Bossaglia, e con felice libertà espressiva; fedeltà alla sua cultura, caratterizzata e caratterizzante: la cui ricchezza viene rielaborata sì con orgoglio ma soprattutto con autonoma sensibilità, superato ma non rinnegato ogni localismo,  a restituire nuove emozioni. Nell’insieme, forme dalla superficie ruvida, ma convesse e accoglienti, dove a volte l’ansa suggerisce e permette un diretto rapporto con l’ archetipo: e  la madre terra si adorna di simboli, forse arcaici e certo rievocativi ma che suggeriscono immediate, attuali  riflessioni e portano a nuove esperienze, visive e tattili. Un artefice ben dentro la sua storia, dunque, e maestro della sua materia, con lo sguardo al presente e al futuro, certamente, ma sempre – tenacemente, da vero figlio di Sardegna – consapevole delle radici sue e della sua arte, così antica, così moderna …  Anty Pansera

E IN CONTEMPORANEA A MILANO, "LA MATERIA E IL SEGNO" "La Materia e il Segno" – Tingo Design Gallery, Milano dal 6 al 27 febbraio 2009 – Giovanni Canu è soprattutto scultore, usa la ceramica ma anche altri materiali come il ferro, la pietra, il nero basalto, la rossa trachite, il granito…la graniglia di marmo. In questa mostra l’artista presenta pezzi d’eccezione che ricompongono artigianalità e artisticità : opere d’arte trasfigurate in oggetti dall’ uso quotidiano. Tavoli, tavolini e sedute e ancora librerie , vasi e attaccapanni, invenzioni tecniche e linguistiche per "domare" e "alleggerire" il marmo di Orosei; oggetti permeati di una forte simbologia che proviene dall’iconografia tradizionale sarda. È il primo esperimento dell’artista nell’ambito del forniture e si tratta di manufatti realizzati con tiratura limitata.

Scultore, soprattutto: le tre dimensioni ad affascinare, da sempre, Giovanni Canu. Ceramica – e abbiamo già visto la sua capacità nell’affrontarla, nella rassegna torinese a Terre d’Arte –  ma anche il legno, il ferro, la pietra, il nero basalto, la rossa trachite, il granito…la graniglia di marmo. Declinati con una sintassi che non ha nulla del tradizionale linguaggio della figurazione plastica,  e tuttavia recupera un passato lontano – Canu è barbaricino – per riproporlo con una tensione "anche" progettuale. Materiali ricchi di storia e di memoria ma che l’artista si impegna a far dialogare con quella contemporaneità, con quell’ ambiente d’intorno,  che chiede  – meglio richiede  quando non sollecita/impone – l’ "uso". Così Canu, in quella Milano dove l’interior  design è di casa, e dove il furniture dilaga, ha da tempo proposto – e continua a riproporre –  dei manufatti, realizzati con sapiente  tecnica, dall’inesauribile forza estetica e dall’immediata efficacia narrativa/comunicativa. Pezzi d’eccezione, certo, dal modellato raffinato, che ricompongono artigianalità e artisticità, all’insegna di quella progettuale creatività che li rendono, nelle nostre case, insiemi anch’essi di emozioni e momenti di gioia, ma anche trasfigurati oggetti quotidiani, cui non possiamo rinunciare. Tavoli, allora, tavolini e sedute e, ancora, librerie…vasi e attaccapanni: invenzioni tecniche e linguistiche per "domare" il marmo di Orosei e "alleggerirlo", quasi, grazie a un geometrico percorso, nitido e suggestivo insieme: a nascondere/evocare insieme simbologie  e inaspettate fruizioni, a organizzare, intorno,  armonici spazi. A lanciare, quasi, una sfida: rimaterializzando e "appesantendo", per consapevole scelta, complementi d’arredo che nel corso del tempo sono andati dematerializzandosi, riconferendogli non soltanto un luogo nel  nostro habitat ma la forza pregnante di un segno.

Anty Pansera

 

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Un commento

  1. Ignazio Salvatore Basile (Cagliari)

    Egregio Massimiliano la ringrazio per la considerazione e le comunico che ho già linkato nel mio blog il vostro indirizzo.Cordialmente

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *