Ad un mese dal voto regionale, parlano i sondaggi: sarà un testa a testa

di Paolo Figus *

 

Le campagne elettorali vivono di pane e sondaggi. I cittadini (con poche eccezioni) seguono gli interventi dei candidati, ascoltano i programmi, fanno il tifo. E chiedono: ma come sta andando? Per rispondere alle tantissime domande di questo tenore che arrivano, l’Unione Sarda ha commissionato un sondaggio alla Coesis Research per capire quali sono le priorità dei sardi, valutare notorietà e fiducia dei due principali candidati (Ugo Cappellacci e Renato Soru) e misurare le intenzioni di voto. Sono stati intervistati 1.005 soggetti maggiorenni (con un’estrazione dagli elenchi telefonici) e per realizzare le interviste sono stati effettuati 5.136 contatti. Il margine di errore – dice la Coesis – non è superiore a 3,1 punti percentuali. Ed ecco i risultati a un mese dalle elezioni regionali.

Secondo il 19% degli intervistati, la qualità della vita in Sardegna è migliorata; secondo il 52% non è né migliorata né peggiorata; per il 29% è peggiorata. Un saldo negativo, dunque, che non meraviglia. Come non meraviglia il fatto che alla domanda: in quali settori vengono ritenuti urgenti gli interventi della Regione?, la risposta sia lavoro/occupazione, agricoltura, imprenditoria/tutela delle aziende, trasporti/viabilità e infrastrutture/lavori pubblici. Settori per i quali più volte, L’Unione Sarda da queste colonne ha denunciato le gravissime e preoccupanti carenze. Ma i lettori vogliono sapere – pensiamo – soprattutto le intenzioni di voto. Ci stiamo arrivando, ricordando che i nomi presi in esame sono solo quelli di Cappellacci e Soru.

Capitolo conoscenza. Cappellacci è conosciuto dall’81% degli intervistati, Soru dal 99%. Questo nel periodo tra il 13 e il 15 gennaio. Nelle rilevazioni del 7-8 gennaio, invece, Soru era sempre conosciuto dal 99% delle persone raggiunte dai ricercatori della Coesis, mentre la conoscenza di Cappellacci si fermava al 66%. Notevole quindi il balzo in avanti del candidato di centrodestra. E la fiducia nei due candidati? Soru è al 42%, Cappellacci al 40. Nelle rilevazioni del 7-8 gennaio Cappellacci era sempre al 40%, Soru era al 45%: ha quindi perso tre punti in percentuale.

Già, ma come voterebbero adesso i sardi? Le intenzioni di voto su Soru sono al 50,5%; su Cappellacci al 49,5%. Da notare che Soru in una settimana ha perso mezzo punto, che è stato conquistato da Cappellacci. Cambia – e di molto – il panorama se si guardano le liste. Il centrodestra si attesta al 53%, il centrosinistra al 47% (e nel centrosinistra è compreso l’uno per cento dei socialisti che, si sa, correranno da soli). I due partiti maggiori? Il Pdl è al 44%, il Pd al 36.Questi sono i numeri della Coesis Research: ognuno li legga come vuole, ne tragga auspici più o meno buoni per i propri candidati. La sensazione (ricordiamo, il margine di errore è dato al 3,1%) è che sarà un gran bel testa a testa tra i due candidati sino alla fine, con Cappellacci ovviamente meno conosciuto di Soru e quindi con maggiori probabilità di variazione. Un’ultima considerazione: il 43% degli intervistati non ha espresso una preferenza tra i due candidati. I famosi indecisi che, come al solito, metteranno il timbro sul risultato finale.

•·       * Unione Sarda , 18 gennaio 2009

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