Voce e ricordi degli emigrati sardi

progetto F.A.S.I. e Regione Sardegna

 

Il progetto che parte alla fine di questo 2008 si propone di cogliere l’occasione di questa importante scadenza de "Sa die de sa Sardigna" dedicato alla lingua sarda. Il progetto consiste nella raccolta di interviste, attraverso supporti digitali, videocamera e registratori. Le interviste sono rivolte:

Agli anziani, che raccontano vicende della famiglia originaria e dell’ambiente dei paesi d’origine; vicende dell’emigrazione, con le esperienze di vita, di lavoro, di integrazione o di rottura.

Alle donne e ai giovani, che raccontano le vicende familiari, con le storie del ricongiungimento, dei problemi dell’educazione dei figli, delle problematiche culturali legate alla diversità di usi, costumi, ambiente.

Ai dirigenti dei circoli, fondatori degli stessi. Per conservare la memoria e cominciare a scrivere la storia delle nostre associazioni.

Le interviste sono in limba. La lingua è quella del paese d’origine di ciascun invitato. Lo scopo è quello di rappresentare tutte le varietà della lingua sarda (lugudorese, campidanese, nuorese, gallurese) con le specificità dialettali di ciascun paese; dal progetto non sono ovviamente escluse le varietà alloglotte parlate sull’isola (tabarchino a Carloforte e Calasetta e catalano ad Alghero). Oltre a dare visibilità allo straordinario patrimonio antropologico e linguistico custodito dai sardi della "diaspora" si potranno anche verificare alcune peculiarità del sardo parlato fuori dalla Sardegna. E’ infatti lecito chiedersi se i parlanti, venuti a contatto con le varietà dialettali italo romanze o, anche, con le lingue europee di maggiore diffusione (tedesco, inglese, francese, spagnolo, fiammingo, subiscano influssi o conservino meglio la loro varietà originaria. Prime indagini sembrerebbero dimostrare che, in alcuni contesti sociali ben definiti, le parlate sarde si mantengono abbastanza salde anche in emigrazione e, spesso, non partecipano alle innovazioni (soprattutto lessicali) che le varietà linguistiche dell’isola hanno recepito negli ultimi decenni. Particolarmente interessante è verificare quanto le varietà sarde siano parlate dalle seconde generazioni. E’ possibile per i figli dei sardi recuperare o, anche, acquisire naturalmente il patrimonio linguistico dei loro genitori? Alcuni esempi, ben specifici, sembrerebbero confermare in senso positivo questa possibilità, ma ulteriori indagini sono comunque necessarie. Altro fattore importante, tutt’altro che trascurabile, vista la lunga diatriba sulla standardizzazione del sardo che si trascina ormai da tempo immemorabile, è la capacità dei sardi della diaspora di continuare a utilizzare le loro varietà native nel rispetto della diversità. I sardi fuori dall’isola sono un esempio assai efficace della sostanziale infondatezza del "mito" basato sulla presenta inintelligibilità fra le varietà linguistiche sarde: per i sardi lontani dalla Sardegna "sa limba" (in tutte le sue varietà) è presto diventata uno strumento di identità forte che ha comportato una maggiore capacità di ascolto e confronto tra i conterranei, anche dal punto di vista linguistico.

Il responsabile del progetto è il presidente della FASI, Tonino Mulas. L’organizzazione è a cura dei dirigenti dei circoli sardi, che fanno attività di volontariato e che non percepiscono alcun compenso se non a titolo di rimborso spese. Questo è il valore aggiunto dell’intervento culturale, da sottolineare e da tenere in considerazione anche relativamente ad una certa elasticità nella modulazione dei tempi e della realizzazione. La FASI in questa prima fase organizzativa ha provveduto a sensibilizzare i dirigenti dei circoli sull’importanza del progetto. I circoli attualmente si stanno attivando e quanto prima provvederanno a inviare una rosa di possibili soggetti da intervistare. Il progetto prevede la raccolta di 3 interviste, rivolte ad un anziano, una donna o un giovane, uno dei dirigenti fondatori del circolo, per 60 circoli sardi. Complessivamente vengono trattate 180 interviste, con una ipotesi di almeno 30 minuti ciascuno per almeno 90 ore di registrazione.

Il progetto prevede: un comitato scientifico di almeno 5 esperti; un seminario di preparazione per la costituzione di un pool di intervistatori e di redattori; la raccolta delle interviste; la trascrizione di un campione di interviste; l’archiviazione degli originali; la masterizzazione su dvd o altro supporto magnetico; la conferenza di chiusura che illustra i risultati del progetto. Il comitato scientifico è stato già formato ed è composto da: Simone Pisano, ricercatore dell’Università di Pisa, glottologo; Bachisio Bandinu, antropologo, psicanalista; Paolo Pillonca, giornalista, scrittore, esperto di poesia e letteratura in limba; Pasqualina Pira, insegnante scuola superiore a Parma, esperte questione femminili; Giovanni Cervo, esperto video e informatica.

Le interviste saranno effettuate presso la sede dei circoli dei sardi. Durante l’intervista saranno raccolte le informazioni biografiche sull’intervistato, sulla sua famiglia, il suo lavoro, la sua vita sociale. Il materiale raccolto verrà analizzato dal Comitato Scientifico che sceglierà la parte più significativa da trascrivere, tenendo conto delle varianti linguistiche presentate. Il materiale sarà a disposizione del sito della Regione sarda http://www.sardegnamigranti.it/ e di coloro che ne faranno richiesta per studi e ricerche. La FASI si riserva di poter pubblicare parzialmente o interamente il materiale o di produrre supporti informatici o altro da utilizzarsi come materiale culturale per le iniziative organizzate dai circoli.

I tempi del progetto:

30 dicembre 2008, completamento selezione intervistandi

30 aprile 2009, completamento della raccolta delle interviste

15 settembre 2009, completamento delle trascrizioni dei brani di interviste

30 settembre, conferenza di chiusura che illustra i risultati del progetto.

Una risposta a “Voce e ricordi degli emigrati sardi”

  1. Ciao,mi sono imbattuta mel blog tottus in pari tramite il sito di Falvio Soriga. Mi presento, come prima cosa, sono Silvia Della Longa, sono di Firenze, attrice e operatrice culturale nonché laureanda al dams. Sto lavorando a un progetto (che è poi anche l’argomento della mia tesi di

    laurea) incentrato su una trilogia di spettacoli dedicati alle “migrazioni minori”, il primo dei tre è dedicato, appunto, alla “diaspora dei sardi”. Non sono sarda, mi verrebbe da dire purtroppo, ma il mio fidanzato lo è, è di

    Nuoro, anche se vive a Firenze da dieci anni; appena possiamo andiamo in Sardegna… sto raccogliendo materiale per questo progetto, tramite amici, tramite circoli di sardi sparsi per l’Italia e per il mondo; disgraziatamente non sempre trovo la disponibilità che vorrei. Ti chiedo quindi se ti va di aiutarmi, non so di dove sei e se eventualmente ci possiamo incontrare o se puoi dire a che ne ha voglia di scrivermi e raccontarmi le loro storie, madarmi foto di famiglia…tutto ciò che vogliono! Ti ringrazio in anticipo, prima di tutto per aver letto questa mail e poi per l’aiuto che potrai e vorrai darmi.

    Silvia

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