Esibizioni in Lombardia per il gruppo folk "A manu tenta" di Osilo

di Paolo Pillonca *

 

E’ piena come un uovo la sala di Villa Ghirlanda, fiore all’occhiello del Comune di questa cittadina di 80mila abitanti alla periferia di Milano che almeno una volta all’anno viene concessa volentieri dagli amministratori di Cinisello al circolo AMIS intitolato a Emilio Lussu per le sue iniziative esterne che coinvolgono il territorio. Stavolta il tema in discussione riguarda la criminalità in Sardegna, esaminata in diacronia: dalla storia del banditismo alle nuove forme delinquenziali che si affacciano pericolosamente anche in Sardegna. Il relatore è un noto magistrato cagliaritano: Paolo De Angelis. Al suo fianco l’assessore comunale alla Cultura Giuseppe Sacco, il commissario capo della polizia di Cinisello Angelo Lino Murtas – moderatore del dibattito – e Tonino Mulas, presidente della FASI. Immobili come statue, tre ragazze di Osilo del gruppo "A manu tenta" (Doloretta Manca, Sara Manueli, Elisabetta Pulinas) nel pieno sfavillio di un costume celebrato da secoli ricordano in silenzio agli ascoltatori in sala una presenza distinta. La relazione di Paolo De Angelis, già ricchissima di spunti originali, è ornata ulteriormente dai discorsi di Tonino Mulas e Giuseppe Sacco e dalle "cuciture" del moderatore Murtas. Il pubblico segue tutto con attenzione e poi interviene in colloqui con i protagonisti al termine del dibattito pubblico. C’è una grande soddisfazione nelle parole di Carla Cividini, presidente dell’AMIS: Già l’anno scorso il dottor De Angelis era stato autore di un intervento davvero pregevole sui sequestri di persona, ricorda. Quest’anno la sua relazione ha toccato i punti nevralgici di una criminalità di tipo inusuale per la Sardegna. La popolazione locale ha risposto alla grande è questa è la nostra soddisfazione maggiore perché i buoni rapporti con la gente sono l’essenza della nostra attività. Mi dispiace soltanto che all’ultimo non sia potuta venire da noi Romina Congera, l’assessore regionale del Lavoro che ha sempre sostenuto le nostre iniziative. Ma contiamo sulla sua presenza alla prima occasione. Il nostro programma è vasto. Un ringraziamento speciale la signora Cividini lo dedica a Doloretta Manca e a tutto il gruppo di Osilo, sindaco compreso, ma soprattutto ai bambini: sono stati di una bravura eccezionale, saremo molto contenti di ospitarli ancora, l’anno prossimo. Ad accompagnare il gruppo del paese del castello c’era anche il giovane sindaco Nanni Manca, che da ragazzo ballava con il gruppo e ha voluto guidare la rappresentanza osilese: questa opportunità è per noi una di quelle soddisfazioni che non si dimenticano, confida. Abbiamo avuto modo di presentare un aspetto importante delle nostre tradizioni più riconosciute e radicate. L’interesse è l’alto gradimento di cui ci hanno gratificato generosamente spingeranno noi amministratori a intensificare l’impegno su questo fronte: non si fa mai abbastanza per il proprio paese. Il sindaco pensa alla creazione di un vero e proprio museo del costume nel palazzo Satta acquisito dal Comune già da qualche anno e che oggi ospita alcune manifestazioni dell’estate osilese. Brilla di luce propria Doloretta Manca, nel suo costume regale, felice per la splendida esibizione dei bambini: Già dalla nostra denominazione – a manu tenta – prendiamoci per mano, si può capire quali siano gli scopi che ci prefiggiamo, dice. Noi siamo soltanto un gruppo di ballo, ci sentiamo portatori di un’identità complessiva inconfondibile, nella cultura materiale e nei beni immateriali di cui il nostro paese è ricco. E al nostro luogo di nascita ci sentiamo legate da un vincolo profondo e per certi versi misterioso. La prova dei bambini è anche frutto di un laboratorio iniziato nella scuola elementare grazie alla sensibilità dei due dirigenti che si sono succeduti in questi anni alla guida dell’istituto: Paolo Carta e Maria Paola Pintus. La mia felicità si riferisce anche al coinvolgimento delle famiglie, alcune delle quali inizialmente avevano manifestato delle perplessità. Le fa eco Elisabetta Pulinas: ma come tutte le cose belle della vita ci ha richiesto una buona dose di fatica. Io la ripeterei volentieri in qualche altra sede della nostra emigrazione. Elisabetta, iscritta alla facoltà di Scienze dell’educazione e della formazione all’Università di Sassari, concorda con l’idea di istituire un museo del costume a Osilo. Aggiunge Antonella Cambilargiu: Per noi la doppia manifestazione di Cinisello e Cesano Boscone rappresentano uno dei momenti più veri di proposta culturale. Dopo tanti anni di attività nel gruppo posso dire che questa uscita è stata una delle nostre prove migliori anche come gradimento da parte del pubblico. Chiude Sara Manueli: Ci hanno accolto in maniera egregia, al di là di ogni nostra migliore previsione. Per me è stata un’esperienza indimenticabile. Nel cortile di Villa Ghirlanda, prima che i bambini inizino a ballare, le ragazze del gruppo offrono agli ospiti alcuni omaggi della tradizione di Osilo. Poi tutti osservano compiaciuti l’esibizione dei mini danzatori e li applaudono calorosamente. Negli occhi di Antonella Cambilargiu splende una luce intensa e dolce allo stesso tempo.

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Il circolo sardo "Domo Nostra" di Cesano Boscone esiste da 30 anni: una presenza consolidata e di prestigio per gli ottimi rapporti che è riuscito a creare e fortificare nel tempo con la comunità lombarda che li ospita. Questo trentennale ci sta impegnando molto: ogni fine settimana di ottobre abbiamo avuto una manifestazione, premette Marinella Panceri, milanese sposata con un sardo di Bono, neo presidente del circolo. Un nostro consigliere, Pietrino Depalmas, ha preso contatti con 6 amministrazioni comunali dei centri vicini a Cesano Boscone dove vivono cittadini di origine sarda. Con il loro aiuto abbiamo realizzato diverse iniziative culturali in ciascuno di questi Comuni: hanno accolto con piacere la nostra proposta, direi con entusiasmo. Scambi culturali ininterrotti, ormai da diversi anni, che rinvigoriscono i rapporti tra i sardi emigrati in questa zona della Lombardia e la popolazione locale. Sul palco del teatro comunale Doloretta Manca presenta i bambini di "A manu tenta" che eseguono 4 balli (intrada, ballu tundu, aggesa e dantza) accompagnati da Giuseppe Cubeddu con il suo organetto: Ilenia Amadu, Valentina Muresu, Matteo Dore, Giada Bassu, Pietro Migheli, Flavia Fadda, Monica Nonna, Pietro Dore, Cecilia Piras, Cristian Mannu, Azzurra Piroddu, Emanuele Mannu, Roberta Puggioni, Alice Bassu, Salvatore Vargiu e Rossana Ladinetti. Preceduti dalla musica di 4 canzoni famose di Piero Marras, i bambini di Osilo entusiasmano il pubblico in sala, che li applaude calorosamente. C’è poi l’illustrazione dei singoli pezzi del costume femminile di Osilo. La vestizione curata da Baingia Manca, Antonella Muresu e Mariangela Mura: camija a trintza, gropitu e imbustu, camijola, mudandones de pitzu, velu ‘etadu e faldetas de pannu, muncaloru ispaltu, cobaltedda a fiocu, faldeta a cuguddita, capita niedda, faldeta cova cada, isciallu biundu, iscuallu
nieddu, velu de capita a faldeda ruja che rappresenta il simbolo più celebrato del vestire tradizionale osilese. Viene illustrato anche il costume maschile completo. Un trionfo, generosamente sottolineato da un lunghissimo battimani: sintesi di un breve viaggio tra i misteri di una tradizione che rischia di perdersi nelle nebbie delle memorie deboli.

* La Nuova Sardegna (novembre 2008)

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