Il "maratoneta in zippone" per portare il nome di Oristano in giro per il mondo

di Gigi Sanna

 

Andrea Mulas lo conoscono ormai tutti ad Oristano. Si è fatto tanti amici con quel suo carattere gioviale, con la sua spontaneità ed umiltà. Ma ancor più è diventato simpatico per quella sua idea ‘strana’, per il chiodo fisso di suscitare in qualche modo volontà di movimento, gioia di vivere ed entusiasmo tra i giovani di una città della Sardegna da sempre notoriamente sonnacchiosa, rassegnata, fatalista. Lui infatti non ci sta a che Oristano, la città dei Re Giudici sardi, sia l’ultima ruota del carro per iniziative economiche, culturali e sportive. Cosciente di abitare in una terra che ha dato tanta storia, sia nel recente passato sia in quello più antico dell’ Isola, di questa terra ha assunto da tempo i simboli forti, proponendoli in modo del tutto singolare all’attenzione della sua città, della Sardegna e del mondo intero, soprattutto in quelle particolari ricorrenze che sono solite richiamare centinaia di migliaia di persone da ogni angolo del pianeta: le Maratone internazionali.  Dopo aver raggranellato i quattrinelli con l’aiuto di qualche amico e di qualche sponsor per il viaggio ed il breve soggiorno, eccolo il nostro maratoneta, oristanese e sardo, superallenato dai sentieri aspri e dai campi brulli del Sinis, pronto per la gara di Amsterdam. Correrà però diversamente da tutti gli altri: in costume sardo, con tanto di berritta, ‘entone, zippone, ragas e cartzones de orroda. Un abbigliamento non certamente in linea e sportivo il suo, paragonato alle magliette e ai pantaloncini corti che trionferanno per l’occorrenza. Ma Andrea è andato nella città dei tulipani per non essere un anonimo, uno dei tanti, ma per provocare il pubblico, per attirarne l’attenzione in virtù del suo stratagemma di arrivare al traguardo comunque per primo. Il primo degli ultimi, per volontà propria. Anzi c’ è da scommettere che batterà il ‘Guinnes’ dei primati per vestiario pesante (manca solo la mastruca) in una gara di corsa di 42 chilometri.
Tutti così lo vedranno e gli faranno tanti applausi chiedendo e chiedendosi chi è e da dove venga quel tale con quella pittoresca tenuta sportiva. Per l’occasione si porterà il grande manifesto realizzato dall’amico Massimiliano, che lo dipinge come un eroe sardo con l’albero giudicale arborense in Amsterdam (I AM-SICORA); così come uno degli eroi sardi dagli ‘occhi solari’ di Monti Prama era stato dipinto nella precedente Maratona di Dubai. Vai Andrea, anche noi ti seguiamo e tifiamo per te; per te ultimo ma primo, nell’impresa di raggiungere il fine, soprattutto quello segreto, di abbattere il muro ed il mostro dell’indifferenza e del nessun entusiasmo tra i nostri giovani. Vai sicuro perché stavolta non ti aiuteranno solo degli eroi semidivini ma sarà al tuo fianco, in pariglia, addirittura un antichissimo dio, un ‘sardus pater’ del Sinis vestito proprio come te, con la berritta al vento, mentre uccide il drago, ovvero il mostro dei mille pericoli, le paure, le angosce, quelli che da sempre hanno tormentato la vita dell’uomo.

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