Renato Soru ad Asiago per le celebrazioni del 90° della "Grande Guerra"

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Il Presidente Soru ha partecipato ad Asiago alla cerimonia per il novantesimo anniversario della fine della Grande guerra. In un breve intervento nel sacrario militare del Leiten, dopo la messa e davanti a un folto pubblico, il Presidente della Regione ha ricordato il sacrificio dei sardi della Brigata Sassari "in questo paesaggio bellissimo dove però si è consumato un grande dramma, fra queste creste che invitano alle passeggiate e che allora erano un luogo dello spavento e della paura".  "Asiago è anche la nostra patria – ha continuato il Presidente della Regione – qui hanno vissuto molti soldati sardi, molti hanno perso la vita, tutti hanno sperato combattendo in questo luogo per un futuro migliore per la Sardegna. C’è molto del nostro cuore e della nostra storia e per questo sono venuto qui insieme a molti sardi per rievocare il sacrificio dei nostri nonni". Il Presidente della Regione ha ricordato quanta parte abbia avuto nel costituirsi della memoria dei sardi la lettura dei libri di Emilio Lussu da parte di molte generazioni di ragazzi, "i quali hanno potuto conoscere le vicende della Grande guerra dalle belle edizioni Einaudi di ‘Un anno sull’Altipiano’". La giornata è cominciata con il raduno presso la Loggia dei Caduti e, a seguire, con la sfilata al sacrario militare del Leiten e la celebrazione di una Messa in suffragio dei caduti.

Una risposta a “Renato Soru ad Asiago per le celebrazioni del 90° della "Grande Guerra"”

  1. ancora una volta il Presidente Soru ha dimostrato una grande sensibilità:ripeto sempre:è il primo Presidente Sardo che la nostra regione ha avuto dal riconoscimento costituzionale della Regione Sardegna come regione autonoma ed a statuto speciale.

    Mi auguro che la maggioranza dei sardi confermi la sua fiducia in lui alle prossime elezioni e che i “politici del passato”, che tanta responsabilità hanno sempre avuto nel cattivo uso delle leggi costituzionali a nostro vantaggio occupati soltanto o di andare a Roma o di farsi gli affari propri come ben sa fare il recente autonominatosi nostro concittadino,vengano esclusi dalla possibilità di rinnovare i loro terrificanti poteri clientelari.

    Un cordiale saluto

    Lucano

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