A Milano la mostra di Giò Tanchis: viaggio pittorico fra Sardegna e Spagna

di Pierangela Abis

 

Per tutto il mese di giugno, alla Galleria Lazzaro in via Broletto 39, ci sarà la mostra di Giò Tanchis "Spagna e Sardegna: viaggio pittorico" in collaborazione con la FASI e il patrocinio della Ambasciata di Spagna in Italia. L’esposizione comprende 40 tele di varie dimensioni frutto di un lavoro recente, che si sviluppa sul rapporto culturale tra la Spagna e la Sardegna, terra che ha dato i natali all’autore e dove tuttora risiede, ed in particolar modo sull’accostamento imprescindibile dei colori, utilizzati dall’autore unitamente alle tematiche del toro e del cavallo, quest’ultimo fortemente radicato nella cultura popolare sarda. La pittura di Giò Tanchis (al secolo Walter Marchionni), possiamo considerarla e definirla "pittura cruda"; è pittura dove non esistono mescolanze di colori. L’immediatezza del tratto e la spontaneità del colore sono gli elementi portanti della sua espressione; gli accostamenti degli stessi combinano immagini quasi surreali, nel colore, ma delineati da figure, prevalentemente tori e cavalli, che ci trasmettono dubbi e certezze, allo stesso tempo, sulla definizione delle immagini stesse. Sono colori e campiture larghe e piatte, che combinate trasmettono sensazioni forti dove prevale il nero, vero tema ispiratore dell’ultima produzione di Tanchis: il colore nero che troviamo nelle masse rocciose dell’isola dei Sardi, è un nero "magmatico, basaltico". Tanchis accanto al nero utilizza altre cromie allo stato puro (il giallo, il rosso, il bianco) tutti colori presenti nella variopinta isola di Sardegna, colori accentuati ed esaltati da Tanchis, e che accomunano la nostra isola alla terra di Spagna che per 350 anni ha unito la propria cultura e quella della terra dei sardi. Per sua ammissione il suo istinto lo avvicina ai grandi maestri figurativi italiani della seconda metà del novecento: Sassu, Fiume, Guttuso. La sua vita è stata vissuta in mezzo all’arte, in maniera diretta o indiretta; pienamente e direttamente a contatto con il padre Dino Marchionni, che ha insegnato per 35 anni Educazione Artistica a Villacidro ma soprattutto straordinario acquerellista ed incisore, e indirettamente visitando mostre od essendo a contatto con gli artisti, frutto della sua attività di gallerista e curatore di mostre. Proprio da Sassu e Fiume, che rappresentano quella che può essere definita Arte visiva del Mediterraneo, ne coglie, ovviamente in maniera spontanea, la luce, il colore e l’essenza di un’appartenenza ad una terra (in questo caso la Sardegna ma per esteso il sud Europa) dove da secoli la luce, i colori del cielo e della terra, ma anche del mare, e ovviamente quelli propri del popolo sardo, si intrecciano con quelli delle popolazioni che l’hanno attraversata: oltre agli spagnoli anche arabi, fenici. Le geometrie costruite dai colori e dalle immagini con tagli obliqui, orizzontali e verticali, formano la prospettiva e la profondità che si può cogliere immediatamente o magari scrutando e metabolizzando il dipinto facendolo proprio. Nascono così sensazioni personali, filtrate solo dal nostro cervello e dalla nostra immaginazione: ecco perché, l’espressione artistica di Giò Tanchis, si può definirie immaginifica.

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