"Sa Die de sa Sardigna" celebrata a Cremona

di Paolo Pulina

 

 

I sardi associati nei circoli FASI della Circoscrizione Centro Nord- Lombardia, a partire dal 2003, celebrano la festa del popolo sardo, "Sa Die de sa Sardigna", che ricorre il 28 aprile, ritrovandosi a centinaia, per un’intera giornata da vivere in compagnia e in allegria, in una delle città della regione: dopo Bergamo, Como, Varese, Vigevano, nel 2008 è arrivato il turno di  Cremona. Oltre 500 sardi, domenica 4 maggio, tra sventolii di bandiere con i quattro mori, hanno "invaso" pacificamente le vie centrali della famosa città d’arte per recarsi innanzitutto all’inaugurazione, presso la Biblioteca Statale, della mostra "Antichi strumenti musicali della tradizione europea", curata da Michele Sangineto. Hanno fatto  gli onori di casa ed hanno rivolto i saluti ai numerosissimi presenti Emilia Bricchi Piccioni, direttrice della Biblioteca, Antonio Milia, presidente del locale Circolo sardo "Sa Domu sarda", Giuseppe Torchio, presidente della Provincia, Gianfranco Berneri, assessore alla Cultura del Comune, Tonino Mulas, presidente della FASI (Federazione delle Associazioni Sarde in Italia), Antonello Argiolas, coordinatore della circoscrizione Centro Nord-Lombardia dei Circoli FASI. Dopo l’illustrazione, da parte del curatore, delle caratteristiche essenziali della mostra, i circa 80 strumenti musicali – che sono, per la maggior parte, gloria di costruttori italiani attualmente viventi – sono stati ammirati dalla quasi totalità dei visitatori sardi mentre il villaputzese Luigi Farci (del Circolo sardo di Parabiago) suonava le launeddas: quasi "un incontro di note" tra l’antichissimo strumento sardo e i violini che hanno fatto grande la tradizione liutaria di Cremona, come ha intitolato Massimiliano Perlato la copertina del numero speciale del giornale "Tottus in Pari" stampato e distribuito in occasione dell’appuntamento cremonese. La festosa comitiva, preceduta da un gruppo in costume tradizionale sardo, ha quindi raggiunto  piazza del Duomo (sul quale si affaccia anche il Palazzo Comunale  con la Loggia dei Militi), accolta e salutata dal sindaco Gian Carlo Corada, con la fascia tricolore. Attorno a lui, nello spazio centrale dell’antica città medievale, risuonavano tutte le varianti della lingua sarda. Anche nel Duomo (l’imponente cattedrale  che risale al  XII secolo e che si erge tra il Torrazzo e il Battistero), durante la messa, officiata dal vicario del vescovo Dante Lafranconi (che con una lettera si è scusato di non poter essere presente), sono risuonati i canti religiosi del popolo sardo grazie alle voci armoniose delle cantanti sarde Elena Ledda e Simonetta Soro. E nel segno della lingua sarda si è svolta, nel pomeriggio, la manifestazione culturale, presso l’Auditorium della Camera di Commercio. Come si sa, quest’anno la  Regione ha stabilito, con una delibera redatta anche in sardo (in Limba Sarda Comuna),  che "Sa Die de sa Sardigna" fosse dedicata  "a sa limba nostra" ed ha ripreso a tal fine, come slogan, un verso di un sonetto del grande poeta improvvisatore Remundu Piras (di cui quest’anno ricorre il trentesimo anniversario della morte): "Sempre sa limba tua apas presente". Giuseppe Corongiu (che ha orientato i suoi studi e il suo lavoro sull’uso del sardo sia per la redazione diretta sia per la traduzione di atti pubblici e amministrativi: un suo recente volume, in sardo, è intitolato "Pro una limba ufitziale") ha ricostruito gli ultimi sviluppi della discussione in Sardegna sui problemi dell’impiego del sardo come lingua pratica e non solo poetica. Per Corongiu si tratta di realizzare un effettivo bilinguismo e questo risultato può essere raggiunto solo se si stabilizza un uso scritto del sardo  con una funzione co-ufficiale con l’italiano. Riferendosi ai rapporti tra lingua e identità, per Corongiu, "dobbiamo impegnarci a sperimentare per avere una lingua che ci unisca nel nome della sardità scelta, voluta o sognata". Tonino Mulas ha ricordato  le iniziative del mondo dell’emigrazione sarda organizzata a favore della tutela della lingua sarda ed ha assicurato la disponibilità dei circoli a  "produrre materiali a contenuto fonico nelle diverse varianti della lingua sarda inerenti esperienze di vita e di lavoro", in particolare nel mondo dell’emigrazione, come richiesto dalla deliberazione regionale citata. Il successivo concerto di Elena Ledda e del suo gruppo ha raccolto entusiastici applausi da parte degli spettatori. A fine giornata i partecipanti hanno lasciato Cremona avendo nella mente  le dolci sensazioni di una gioiosa esperienza e in bocca, tanto per non rinunciare a una sana competizione, la dolcezza di un torrone, quello di Tonara, preparato in uno stand allestito  in piazza Duomo, che non ha niente da invidiare al famoso torrone cremonese.

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