MURU MURU (E MURO CONTRO MURO): LE SPECULAZIONI NAZIONALI SULLE TRANSIZIONI ENERGETICHE IN SARDEGNA

Il Decreto sulle aree idonee conferma un fatto che ripeto da anni: mai fidarsi dello Stato, dei suoi governi, dei suoi ministri. Non perché siano necessariamente “cattivi” ma perché fanno i loro interessi nazionali, che non coincidono quasi mai con quelli più propri dei sardi e della Sardegna.

Per questo bisogna sempre stare sull’attenti e, come si dice dalle nostre parti, camminare “muru muru”. Ma anche essere sempre pronti al muro contro muro. Senza paure e tentennamenti.

Bisogna negare l’intesa al Decreto e opporsi all’articolo 10 (in particolare il comma 1). Con un colpo gobbo messo alla fine del Decreto il Governo Meloni salvaguarda tutti i procedimenti autorizzativi finora aperti e istiga a una corsa alla domanda di nuove autorizzazioni prima che noi si individui le aree idonee e non idonee.

Tra l’altro, dicendo che questi procedimenti andranno valutati con la regolazione “previgente”, di fatto spoglia di qualunque forza effettiva l’atto di censire le aree.

Sono certo che il nostro Governo risponderà con la giusta durezza e determinazione, mettendosi – come ha già fatto con la rapida proposta del disegno di legge di “moratoria” – alla guida del vasto mondo che vuole battersi contro l’ennesima speculazione a danno dei sardi e del nostro territorio.

Confido che anche il Consiglio saprà agire con la dovuta convinzione e velocità portando a sintesi dentro il Disegno di legge tutti gli strumenti utili che si stanno elaborando e stanno emergendo anche dal dibattito sociale. Senza attendere che qualcuno a Roma ci sollevi dalla fatica di fare quello che dobbiamo fare: una politica dei sardi e per i sardi, senza badare a cosa dicono e vogliono le segreterie romane dei partiti.

Infine, ribadisco un punto che mi pare fondamentale: lo Stato, che ha oggettivamente più potere di noi, terrà duro sul fatto che noi si produca un certo quantitativo di energia. La nostra capacità deve essere quella di determinare noi dove e come si deve produrre, ma soprattutto produrla noi, attraverso Enas o la Società Energetica Sarda da costituire immediatamente.

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3 commenti

  1. Maria Laura Mocci

    Sta cosa mi fa ribollire il sangue!

  2. Tiziana Serra

    Le pale in Sardegna e la corrente prodotta al nord … colonialismo energetico … bregungia .

  3. Gianluca Arca

    Specu che???

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