GIOVANNI PALOMBA E GRAZIA DELEDDA, STORIA DI UN PLAGIO LETTERARIO: IL SAGGIO DI ANTONIO BUDRONI

Neria De Giovanni e Antonio Budroni

E’ stato presentato anche a Nuoro, lo scorso 25 gennaio, il volume Grazia Deledda. Plagio letterario. “Con molto orgoglio oggi sono qua come editora, direttrice editoriale della Nemapress e prefatrice del libro dello studioso algherese Antonio Budruni dove si documenta il plagio che Giovanni Palomba aveva consumato ai danni di Grazia Deledda” ha detto Neria De Giovanni nel presentare il saggio.

“Grande merito all’autore – ha aggiunto il presidente dell’ISREE Stefano Lavra -, per aver portato alla luce questo scoop. La figura della Deledda non ha bisogno di essere esaltata ma è doveroso rendere giustizia a quella ragazza che a 21 anni da autodidatta aveva già scritto delle opere importanti sulle tradizioni e sui costumi del suo popolo”.

“A metà degli anni ‘80  – ha raccontato Budruni –, durante un lavoro di ricerca per l’ISREE di Nuoro sulla continuità della lingua catalana ad Alghero, mi sono trovato fra le mani un lavoro del maestro elementare Giovanni Palomba datato 1906 quando, ospite d’onore a Barcellona al Congresso Internazionale sulla Lingua catalana, aveva illustrato una sua grammatica sull’algherese moderno ove aveva ripreso molto della vicenda linguistica ma anche utilizzato in maniera subdola un po’ del catalano catalano e non dell’algherese catalano, ottenendo grande successo in quella sede e questo è un altro documento che io metto agli atti. Nell’Archivio Storico Sardo – ha proseguito -, ho anche trovato che nel 1911 aveva scritto “Tradizioni popolari di Alghero” e diversi anni dopo ho scoperto “Tradizioni popolari di Nuoro in Sardegna” scritto dalla Deledda nel 1895 quindi antecedente a quello di Palomba. Nel mettere a confronto le due fonti ho subito capito di avere fra le mani un plagio sensazionale poiché si trattava di un vero copia incolla del testo della scrittrice nuorese tradotto in catalano”.

Come è potuto succedere tutto questo? “E’ stata una cosa voluta – ha spiegato l’autore -, probabilmente lui non sapeva nulla di tradizioni popolari del suo paese e ha proiettato quelle di Nuoro nella tradizione algherese”.

Come è stata accolta la notizia? “Durante la presentazione di mio libro ad Alghero, il pubblico è andato in escandescenza al grido di Vergogna! Vergogna!  E le insegnanti impegnate nel progetto Palomba finanziato dell’amministrazione comunale hanno capito di aver passato agli alunni un falso fino a quel momento sconosciuto”.

Durante le sue ricerche ha avuto altre esperienze del genere? “Mentre lavoravo per questo testo ho scoperto un altro plagio sempre ai danni della Deledda da parte di Umbertina Chamery, sua carissima amica. A lei Grazia aveva rivelato il titolo di un suo libro “L’indomabile” su cui stava lavorando, titolo che l’amica aveva utilizzato per una sua pubblicazione. Questa volta lei si è accorta dello scippo e letteralmente impazzita aveva cambiato titolo e storia di quel romanzo diventato La via del male. Secondo una critica internazionale parrebbe che proprio grazie a quel romanzo la Deledda abbia mosso i primi passi verso la ribalta nazionale”.

Perché solo adesso ha deciso di rendere noto il risultato della sua ricerca? “In un primo momento mi sembrava un po’ sgradevole farlo, poi ho pensato che a distanza di 112 anni non fosse giusto tacere perché ognuno si deve assumere le proprie responsabilità anche se, come nel caso di Palomba scomparso nel ’53, l’autore del plagio è venuto a mancare. Il mio vuole essere un omaggio e un riconoscimento importante per la nostra scrittrice”.

Leggere il libro, inserito a pieno titolo nella collana “deleddiana”, è non soltanto interessante ma anche utile al lettore per verificare come quanto riportato da Antonio Budruni corrisponde al vero perché tutto è esattamente sovrapponibile. Che si tratta di un copia incolla lo si evince già dai due indici messi a confronto dove indovinelli, spauracchi, bestemmie, proverbi, battesimi, poesie religiose, descrizioni varie e tanto altro rivelano non soltanto un plagio di contenuti ma anche di stile.

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Un commento

  1. Neria De Giovanni

    Grazie del…rilancio!

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