GENERAZIONI A CONFRONTO NELL’ISOLA DI FINE ‘800: I TEMPI E I CODICI DEL MONDO AGROPASTORALE AL CENTRO DEL ROMANZO DEL DORGALESE GIUSEPPE SERRA

Giuseppe Serra

“Dopo aver trascorso 35 anni fra numeri, pratiche e banche, sempre alle prese con l’Agenzia delle Entrate, ho voluto dare sfogo alla mia grande passione per la scrittura”. Giuseppe Serra, 66enne di Dorgali, parla a cuore aperto del suo debutto da scrittore col romanzo “Taddeo di Orga”, Carlo Delfino editore e della grande emozione che ha provato nel momento in cui, dopo averla tanto accarezzata, si è trovato fra le mani la sua prima creatura letteraria.

Liceo scientifico al Fermi di Nuoro e laurea in Scienze Economiche Bancarie a Siena, dopo una breve esperienza da insegnante, nel capoluogo barbaricino Serra si è dedicato all’esercizio della libera professione di dottore commercialista.

Nonostante il suo sia un libro d’esordio, il testo si presenta compiuto per forma e contenuto. Dall’alto valore identitario, calato nella Sardegna di fine ottocento, ripropone la società del tempo con le sue problematiche, le sue tradizioni, il suo mondo agropastorale dove si fronteggiano buoni e cattivi, deboli e forti, ricchi e poveri.

Di facile e agevole lettura, in apparenza semplice, l’opera sottende profonde riflessioni sull’onestà, il rispetto, gli affetti, l’amicizia, il lavoro e l’amore, valori che si sprigionano in un lungo narrare fra un ragazzo e un adulto, metafora di due generazioni a confronto attraverso le tante storie che si intrecciano e si concatenano. Sullo sfondo una sana passione per il cavallo, filo conduttore di questo viaggio letterario,che nel testo assurge a strumento di riscatto dalla povertà e da una condizione sociale alquanto umile. Il protagonista Taddeo “Mirava più a conservare il rapporto di amicizia e di massima intesa che con lui aveva instaurato dal primo momento che gli era montato sulla groppa, scoprendo un mondo magico, quello dei cavalli, che non avrebbe più abbandonato per tutta la vita”, trovando un sereno approdo nel lavoro e nella società grazie anche all’amore per la sua donna.

L’evoluzione del protagonista verso la completa formazione genera la narrazione nel romanzo e passa attraverso prove da superare, esperienze lavorative, esempi e insegnamenti veicolati dalla sua famiglia di origine e da quanti gli hanno voluto bene.

I personaggi si muovono nell’ambiente agropastorale dove il paesaggio non è un dettaglio, ma un dato essenziale. I suoi elementi, vento, sole, rocce, piante e colori si caricano di simboli animati da una melodia interiore che consente ai protagonisti uno scambio serrato fra uomo e natura. La terra diventa modello e potenza espressiva di un codice non scritto, spietato, che impone la sua logica e la sua morale per ristabilire l’equilibrio fra gli uomini. Non esiste nessun’altra norma che prevalga, tuttavia una coscienza interiore guida il giovane Taddeo, lo orienta e lo conduce qualora fosse tentato in inganno.

Perché il lettore dovrebbe leggere il suo libro ce lo spiega lo stesso autore: “Quella è la mia grande paura – afferma -. Vorrei che lo trovasse quantomeno avvincente e appassionante, nel senso che il racconto si fa leggere tutto d’un fiato ma poi sarà lui a trarre le considerazioni finali se si identifica coi personaggi e gli insegnamenti. Spero che i racconti da me narrati lo inducano ad approfondire la conoscenza del mondo delle campagne”.

Le figure da lui riportate appartengono alla storia di un passato che trova il proprio equilibrio col presente quando, ristabilito un ordine fra l’elemento femminile e maschile nel rispetto della propria funzione, la frattura si ricompone. Se alla debolezza femminile si contrappone la risolutezza maschile la cui autorità non viene mai messa in discussione perché la figura dominante del padre rende superflua la presenza o l’assenza femminile, la sua figura di madre è un esempio polarizzante, un’ancora di salvezza, un cuore pulsante che dà senso alla vita. Temi importanti questi che il testo intende suggerire, per dire ai giovani che l’equilibrio dei ruoli fra uomo e donna genera armonia e condivisione.

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Un commento

  1. letto… complimenti Giuseppe!

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