SARDEGNA ITINERANTE. UN PICCOLO VIAGGIO TRA LE CIVILTA’ NURAGICA E PUNICA: A ERBA DAL 18 GIUGNO AL 28 GENNAIO 2024 CON LE ASSOCIAZIONI SARDE DI COMO E LECCO

di LUCA RUIU

Una mostra per raccontare al pubblico la Sardegna di epoca nuragica e fenicio punica

attraverso interessanti reperti archeologici prestati dal Museo di Cagliari e dalla Soprintendenza

DA DOMENICA  18 GIUGNO 2023 A DOMENICA 28 GENNAIO 2024

Presso Villa Ceriani – Via Ugo Foscolo 23 – Erba

A cura di: Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Como, Lecco, Monza e Brianza, Pavia, Sondrio e Varese e del Museo Civico di Erba

In collaborazione con: Circolo Culturale Ricreativo Sardegna di Como APS, Associazione Culturale Amsicora di Lecco, Associazione Artelario, Cassa Rurale ed Artigiana di Cantù BCC, Società Archeologica Comense, Associazione Nazionale Alpini sezione di Como – gruppo di Erba, Associazione Nazionale Carabinieri in congedo – sezione di Erba, Associazione Lo Snodo

Con il patrocinio di: Città di Erba, Assessorato del Lavoro della Regione Autonoma della Sardegna, F.A.S.I. (Federazione delle Associazioni Sarde in Italia)

Verrà inaugurata sabato 17 giugno, alle ore 17.00 presso il Museo Civico di Erba la mostra “Sardegna itinerante. Un piccolo viaggio tra le civiltà nuragica e punica”, realizzata a cura del Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Como, Lecco, Monza e Brianza, Pavia, Sondrio e Varese e del Museo Civico di Erba, con l’esposizione al pubblico di reperti archeologici di proprietà statale provenienti dal Museo Nazionale di Cagliari e dalla “Collezione Giardini” che verranno concessi in prestito al Museo Civico di Erba.

LA MOSTRA

In mostra saranno esposti una cinquantina di pezzi di epoca nuragica e fenicio-punica provenienti dalla Sardegna, in particolare bronzetti, armi e ornamenti in bronzo, accanto a diversi recipienti in ceramica.

L’obiettivo è quello di presentare al pubblico una parte della ricca e affascinante storia di una regione italiana, la Sardegna, di cui raramente si parla nei programmi scolastici. Sia il pubblico generale, che quello delle scuole in modo particolare, avranno l’occasione di approcciarsi a due grandi civiltà, quella nuragica e quella punica, attraverso le loro testimonianze archeologiche. La mostra tratterà diversi temi, in particolare si parlerà della vita quotidiana in epoca nuragica all’interno dei villaggi, in genere sorti attorno ai monumenti megalitici più noti della Sardegna, i nuraghi, e si approfondirà il tema del sacro e dei santuari, presentando i tipici bronzetti votivi nuragici e le loro iconografie. Si seguirà la storia della Sardegna a partire dall’età del Bronzo fino all’età del Ferro, arrivando poi al periodo di grande fioritura della civiltà fenicio-punica in Sardegna, esaminando il tema delle necropoli e dei rituali funerari.

La mostra si pone un ulteriore obiettivo quello di consentire la fruizione, in aggiunta ai pezzi prestati dal Museo di Cagliari, di una collezione fino a oggi privata (Collezione Giardini) di materiali archeologici in parte autentici, ma con un nucleo anche di oggetti contraffatti, riconducibili in entrambi i casi alla Sardegna dei periodi preistorico, nuragico e punico. Questa collezione – oggi detenuta dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Como, Lecco, Monza e Brianza, Pavia, Sondrio e Varese e in procinto di essere donata al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari – offrirà l’occasione per mostrare al grande pubblico le dinamiche che stanno dietro al collezionismo privato, con le sue luci e le sue ombre. In particolar modo sarà possibile evidenziare quali limiti alla ricerca crei il collezionismo privato e raccontare quali sono le nuove tecniche di indagine, sempre più sofisticate, che vengono in aiuto agli archeologi per il riconoscimento dell’autenticità dei reperti. Si è perciò volontariamente scelto di esporre in mostra, in una sezione dedicata, alcuni manufatti identificati come falsi, perché anch’essi hanno molto da raccontare al pubblico.

Augusto Giardini (1931-2011), noto imprenditore del tessile vissuto a Capiago Intimiano (CO), amante dell’arte e collezionista eclettico, oltre ai reperti antichi, custodiva nella sua casa, progettata dall’architetto Luigi Caccia Dominioni, anche opere di artisti moderni e contemporanei. La sua collezione archeologica, in particolare, era costituita da circa 120 oggetti, appartenenti a diversi ambiti culturali. Nel 2000, la Soprintendenza per i beni archeologici della Lombardia, riconoscendone il grande valore scientifico, decise di vincolarla e dopo la morte di Augusto Giardini ne sono stati possibili il recupero e la valorizzazione. La parte più consistente della collezione è oggi esposta presso i Giardini di Villa Melzi d’Eril a Bellagio (CO). Sono là raccolti un centinaio di reperti riferibili a diverse culture del Mediterraneo antico. I reperti nuragici e punici provenienti dalla Sardegna, invece, considerata la loro intrinseca specificità, sono stati scorporati dal resto della collezione e, grazie alla disponibilità del Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, saranno restituiti alla loro terra d’origine, dove potranno finalmente fare ritorno. Prima del loro ritorno, lo Stato ha deciso di intraprendere una serie di attività dirette a promuovere la conoscenza dei reperti costituenti la collezione e di allestire questa mostra itinerante che dalla Lombardia, in particolare da Erba, accompagnerà i reperti nuragici e punici della collezione nel loro viaggio di ritorno verso la terra d’origine.

Accanto ai reperti della Collezione trovano posto quelli prestati dal Museo di Cagliari e recuperati nell’ambito di indagini archeologiche vere e proprie, condotte in importanti centri afferenti alla cultura nuragica e a quella punica, fra i quali citiamo il complesso di Su Nuraxi a Barumini (SU), il santuario di Su Benatzu a Santadi (SU), la necropoli di Monte Sirai a Carbonia (SU) e quella di Tuvixeddu a Cagliari.

La mostra, dopo il periodo di apertura presso il Museo Civico di Erba, si sposterà presso il Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, dove resterà aperta fino a giugno 2024.

EVENTI E DIDATTICA

Durante tutto il periodo di apertura della mostra verranno organizzati degli eventi per il pubblico, in collaborazione con associazioni e organizzazioni presenti in Lombardia e in Sardegna. Si coinvolgeranno anche le scolaresche con delle attività didattiche e dei laboratori progettati per le diverse fasce di età. Sempre grazie al contributo delle associazioni, l’orario di apertura del Museo verrà ampliato anche al sabato e alla prima domenica del mese. Per questo motivo si ringraziano: Circolo Culturale Ricreativo Sardegna di Como APS, Associazione Culturale Amsicora di Lecco, FASI (Federazione delle Associazioni Sarde in Italia), Associazione Artelario, Cassa Rurale ed Artigiana di Cantù BCC, Società Archeologica Comense, Associazione Nazionale Alpini sezione di Como – gruppo di Erba, Associazione Nazionale Carabinieri in congedo – sezione di Erba, Associazione Lo Snodo.

LA STORIA: LA SARDEGNA NURAGICA E FENICIO-PUNICA

LA CIVILTÀ NURAGICA

Più o meno quattromila anni fa in Sardegna è sorta la civiltà nuragica, che è durata all’incirca mille anni. Il suo nome deriva dai nuraghi, i monumenti archeologici più importanti e diffusi in tutta l’isola. Erano grandi torri a base rotonda costruite per diversi metri di altezza con grosse pietre sovrapposte. Col passare del tempo, ai nuraghi vennero aggiunte più torri, creando delle strutture complesse accanto alle quali spesso sorgevano i villaggi di capanne in cui viveva la popolazione. Importanti erano anche le aree sacre e i santuari, in genere legati al culto delle acque. Dai santuari provengono i bronzetti, come quelli che vedete esposti in mostra, che venivano donati alla divinità e che rappresentavano uomini, animali o oggetti della vita quotidiana.

La società nuragica, guidata dai guerrieri e dai sacerdoti, era basata sull’agricoltura e l’allevamento, ma importante era anche lo sfruttamento delle risorse minerarie e la navigazione. La Sardegna era molto fiorente per la ricchezza delle sue risorse naturali e per la sua posizione geografica al centro del Mediterraneo. Gli antichi Sardi erano abili navigatori ed ebbero scambi commerciali e culturali con i più importanti popoli del Mediterraneo.

I FENICI

La civiltà nuragica nel corso dell’età del Ferro entrò in contatto con la civiltà Fenicia. Il territorio abitato dai Fenici era in origine una striscia di terra costiera che oggi corrisponde a parte della Siria e del Libano. I Fenici erano un popolo di marinai e commercianti che navigavano lungo tutto il Mediterraneo, fondando città e colonie. La Sardegna costituiva una tappa lungo le rotte che i Fenici attraversavano e fra i due popoli vi furono importanti contatti e una convivenza estremamente pacifica.

I CARTAGINESI

Intorno al 510 a.C. la Sardegna passò sotto il controllo dei Cartaginesi (o Punici, come erano chiamati nell’antichità), provenienti da Cartagine, una potente colonia fenicia fondata sulle coste della Tunisia. I Cartaginesi controlleranno l’isola fino alla conquista da parte dei Romani nel III sec. a.C. 

L’influenza fenicio-punica porterà profondi cambiamenti nella cultura locale della Sardegna, con l’introduzione di importanti innovazioni come le città e la scrittura. Si ebbe una profonda evoluzione anche nella produzione artigianale, come è possibile vedere dai recipienti in ceramica esposti.

INFORMAZIONI

Inaugurazione: sabato 17 giugno, ore 17.00. Ingresso libero e gratuito.

Dove: Museo Civico di Erba, presso Villa Ceriani, via Ugo Foscolo 23 – Erba (CO)

Orari di apertura: martedì 9.00-12.30; giovedì 9.00-12.30; venerdì 15.00-18.00; sabato 14.00-18.00; prima domenica del mese 14.00-18.00

Richiesta la prenotazione: museoerba@comune.erba.co.it; 031.3355341; 366.2177464

Ingresso gratuito

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