LE DISTINZIONI NEL CAMPO SCIENTIFICO: INTERVISTA ALLA PROFESSORESSA CARLA ROMAGNINO SUL PREMIO “DONNA DI SCIENZA”

Carla Romagnino

di LUCIA BECCHERE

Fondato nel 2000 da Carla Romagnino, Guido Pegna e Ugo Galassi, il Comitato ScienzaSocietàScienza nel 2016 verrà trasformato in Associazione, di cui tuttora i fondatori sono soci onorari, mentre fino a quella data, la Romagnino ha ricoperto anche il ruolo di presidente del Comitato. Nel 2017 verrà nominata Presidente dell’Associazione Elisabetta Piro e la Romagnino verrà eletta Presidente per il triennio successivo. Nel 2020 la nuova Presidente sarà Maria Maddalena Becchere, attualmente ancora in carica.

Laurea in Fisica all’Università di Cagliari, insegnante di Matematica e Fisica per 23 anni al Liceo Scientifico Pacinotti, la Romagnino ha fatto anche parte delle Commissioni Brocca e De Mauro per il riordino dei cicli scolastici occupandosi per prima delle sperimentazioni dei piani nazionali per il miglioramento dell’insegnamento scientifico. Nel ‘99 le è stata attribuita la medaglia Volta dalla EPS (European Physical Society) e dal 2000, a un anno dal pensionamento, si è dedicata alla divulgazione della scienza. Dal 2006, per decreto ministeriale, fa parte del Comitato nazionale presieduto da Luigi Berlinguer che si occupa dello sviluppo e della diffusione della cultura scientifica e tecnologica. Vincitrice del premio della Società Italiana di Fisica 2009 per la Didattica e La Storia della Fisica, ha pubblicato numerosi articoli sulla diffusione della cultura scientifica.

Nel 2019, sotto la sua presidenza, è stato istituito il premio “Donna di scienza”, 2000 euro da destinare ad una figura che maggiormente si è distinta nel campo scientifico.

Professoressa Romagnino, quali le finalità di questo premio?

Si tratta di dare un premio a figure femminili che, in campo scientifico, abbiano contribuito al prestigio della Sardegna. Nel 2020 abbiamo cercato di coinvolgere anche le istituzioni, ottenendo soltanto l’attenzione dell’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Cagliari che erogava la somma di 1000 euro per l’istituzione di un secondo riconoscimento “Premio donna di scienza giovani”, da destinare ad una giovane donna che operasse nella città metropolitana e fosse cittadina cagliaritana.

Da chi è composta la Giuria e per quanto tempo resta in carica”?

Abbiamo il patrocinio dell’Università di Cagliari e di Sassari, dell’Ente di ricerca INAF (Istituto nazionale di Astrofisica) e l’INFN (Istituto nazionale di fisica nucleare), collaboriamo con la sede locale di microbiologia del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) di Monserrato e ciascun ente esprime un suo delegato a far parte della giuria. Inoltre ne fanno parte l’ex Rettrice dell’Università di Cagliari Maria del Zompo, una rappresentante delle giornaliste GiULia Sardegna (Giornaliste Unite Libere Autonome) e Silvia Rosa Brusin che ha ricoperto il ruolo di caporedattrice del TGR “Leonardo”. Parliamo di figure altamente qualificate che operano nel campo scientifico o nell’affermazione del ruolo della donna nella società.

La giuria, di cui io sono Presidente, è rinnovabile ogni anno e in prossimità del bando viene chiesta a ognuno la disponibilità”.

Questo è il quarto anno di vita del Premio, a chi è stato attribuito finora?

Nel 2019 il premio “Donna di scienza” è stato attribuito a Giovanna Puddu, fisica Cagliaritana che lavorava al CERN (Consiglio Europeo Ricerca Nucleare) di Ginevra nel campo delle particelle elementari, notevole il suo impegno anche nella didattica.

Nel 2020 è stato conferito a Micaela Morelli docente dell’Università di Cagliari, mentre il premio “Donna di scienza giovani” è stato assegnato a Raffaella Mulas, prestigiosa ricercatrice del capoluogo sardo che lavora in Germania quale responsabile di un gruppo di ricerca nel Max PlancK Institute, Associazione senza scopo di lucro e una delle principali istituzioni tedesche nel campo della ricerca di base. Al momento del conferimento del Premio, per i suoi 28 anni, era la più giovane fra le destinatarie.

Nel 2021 Il premio “Donna di scienza” è stato assegnato a Donatella Spano docente dell’Università di Sassari, esperta del clima e dell’ambiente. La giovane premiata è stata la fisica Francesca Dordei di Cagliari, ricercatrice al CERN di Ginevra sulle particelle elementari e impegnata anche nel progetto ARIA dell’Iglesiente.

Nello stesso anno è stata premiata anche la scienziata Maria Del Zompo. Quale la motivazione?

 Il quell’anno abbiamo voluto istituire il “Premio speciale della giuria” da destinare alla Prof.ssa Del Zompo che era appena andata in pensione, nel caso specifico si trattava di una targa realizzata dall’artista orafa Maria Conte. Premio non istituzionalizzato ma ripetibile qualora si riproponessero le condizioni. La destinataria è sempre una donna che, partendo da una formazione scientifica, si sia particolarmente distinta in altri percorsi, accademico, politico, economico, imprenditoriale e che, pur non essendo il suo contributo legato alla specificità della sua carriera, la ricaduta sia stata notevole sull’intera Comunità.

Per quanto riguarda l’anno in corso, i nomi dei premiati verranno resi noti durante la conferenza stampa per la presentazione del Cagliari FestivalScienza 2022 che su terrà il 28 ottobre, momento in cui verranno proclamati i vincitori.

Questo vostro impegno ha avuto una ricaduta nel territorio?

Giovanna Puddu e Micaela Mulas sono sempre in contatto con noi e seguono le nostre attività. Con Donatella Spano, per ragioni di distanza e di lavoro, abbiamo perso i contatti. Una delle vincitrici ha destinato parte del premio alla nostra associazione e parte ad un’altra ugualmente impegnata nella divulgazione scientifica.

Con quale spirito avete istituito questo premio?

Abbiamo voluto gettare un seme nella speranza che altri vengano messi a dimora da istituzioni pubbliche e private. L’intento è quello di scuotere le coscienze di quanti finora, distratti da molteplici impegni, hanno trascurato l’ambito scientifico a favore di altri settori. Investire nella ricerca significa avere a cuore il futuro dell’umanità.

Prof.ssa Romagnino, cosa le resta di questa lunga esperienza?

Mi porto dentro tanta ricchezza umana e professionale. Questo lavoro mi ha impegnato moltissimo, ho chiesto di lasciare l’incarico perché sento il peso della stanchezza. Durante il mio mandato di Presidente del Comitato e dell’Associazione ho imparato tanti mestieri, commercialista, addetta stampa, operatore agenzia viaggi, curatrice di pubblic relations e tanto altro.

Spogliandosi per un attimo del suo rigore scientifico, la professoressa Carla Romagnino si lascia andare e scherza con noi.

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