LE OPERE DI ROSSANA DEDOLA: RICORDANDO GRAZIA DELEDDA CON IL CIRCOLO SARDO DI CIAMPINO

di LINA FURFARO

Nella Sala Consiliare “Pietro Nenni” di Ciampino l’Associazione Culturale “Grazia Deledda” APS e la Pro Loco di Ciampino, in occasione dei 150 anni della nascita, hanno ricordato Grazia Deledda con due opere dell’autrice Rossana Dedola, anch’essa sarda. Dall’incontro è emersa una ricca letteratura della scrittrice, ricercatrice che ha valorizzato l’unica donna italiana Premio Nobel per la letteratura. Dai commenti e dalle letture dei due libri presentati emerge una personalità forte e determinata, amante della propria terra di origine, la Sardegna. Gli scritti e la stessa serata molto partecipata, anche dal sindaco di Ciampino Emanuela Colella, hanno rappresentato una forma di gratitudine verso una donna che ha delineato il genere femminile svincolando da chiusure ermetiche il difficoltoso riscatto in un’epoca quando le donne non potevano studiare.

L’autrice, nativa di Sassari, con le sue opere “In Sardegna con Grazia Deledda – Isola di feste, riti e racconti” e “Grazia Deledda. Lettere e cartoline in viaggio per l’Europa”, tra sole e ombre di lecci, folate di vento e le cumbessias, ci accompagna per mano in un’isola, la sua, raccontata dalla scrittrice Deledda nei numerosi romanzi che sono un inno, una celebrazione alla sua terra. L’isola emerge qui incontaminata, selvaggia, primitiva, intrisa di legami atavici e di retaggi patriarcali, propri della Sardegna, rappresentando spazi, luoghi fisici, ma anche gli infiniti moti dell’anima, amori, rimorsi, sofferenza, religiosità. I due testi, dei quali durante la manifestazione sono stati letti alcuni stralci, conducono gradualmente tra leggende, strade, monti, chiese, santuari; un percorso di ricerca biografica e letteraria che sfida luoghi e tempi. È letteratura che spazia, esplora il mondo raccontato da Grazia, ma entrambe le autrici in sintonia traggono pennellate ispirate all’asprezza e al fascino di un’isola rocciosa, cruda, autentica, cullata dal mare.  Le opere di Rossana Dedola confermano, in modo ora pacato ora vivace, che Grazia Deledda con i suoi scritti intrisi di poesia ha reso immortale il suo paese, l’ha fatto conoscere a persone che non hanno mai messo piede sull’isola; contribuiscono a diffondere un’opera poco padroneggiata dai lettori attuali e al tempo osteggiata da scrittori e parenti stessi della giovane Grazia, o meglio, Cosima. Nata il 27 Settembre 1871, quinta di sette tra figli e figlie, la sua vita viene raccontata, narrata soprattutto nel racconto autobiografico postumo, “Cosima” appunto, che rivela la determinazione e la forza della ragazza ambiziosa che si sente stretta in quell’ambiente ostile e si ribella attraverso la scrittura, scoprendo così l’arte letteraria, un talento che coltiva con tutte le sue energie, riuscendo nell’ intento. Intenso è il racconto della fragilità umana, in quello che è considerato il suo capolavoro: “Canne al vento”. Nel libro di Rossana Dedola, che intercala critica alla cronaca di un viaggio tra i luoghi deleddiani, in apertura viene riportata la singolare immagine di “Cosima” sul monte; da questa posizione Grazia osserva il mare rapita, estasiata, affascinata dalla distesa: ciò che lei vede è un orizzonte che la spinge ad andare oltre i confini. E così è stato.    

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