UN FILO DIRETTO TRA ORANI E NEW YORK: NEGLI STATI UNITI PER COSTANTINO NIVOLA, UNA SECONDA CASA E POSSIBILITA’ INFINITE D’ESPRESSIONE

di GIACOMO PISANO

Nivola, artista poliedrico e amante della sperimentazione iniziò il suo rapporto con New York nel 1939, in fuga per via della guerra. Qui trovò non solo un rifugio sicuro dagli orrori che il mondo aveva ancora da vedere ma anche nuova linfa vitale per il suo ruolo di artista. L’atmosfera dinamica della città gli fornì un panorama urbano elettrico ma nel contempo spiazzante: un luogo dove la modernità è continuamente superata divenendo in breve tempo obsoleta, in un percorso di ricerca del futuro continuo e spasmodico. Arte in senso classico, design, architettura dialogavano in una pioneristica New York in modo evidente per Nivola, la cui sensibilità personale e artistica, si attivò immediatamente conquistata dai nuovi stimoli e dalle infinite possibilità offerte. Il suo apprendistato nell’atelier dell’incisore e pittore Mario Delitala, l’esperienza di lavoro manuale maturata affianco del padre muratore, il diploma di grafica sono la base da cui Costantino Nivola spiccò il volo verso il mondo. Nel 1937 diviene direttore grafico per la Olivetti, azienda all’avanguardia, e sposa Ruth Guggenheim. Con lei si trasferisce a Parigi, prima di fuggire definitivamente a New York, a causa dell’invasione nazista, ed entra in contatto con i più grandi intellettuali del tempo. Nel 1948 fu nominato art director di “Interiors and Industrial Design”, una rivista fondamentale del settore. Collaborò anche con la Columbia University diventando sempre più noto a livello internazionale ma non dimenticando mai le sue origini. Negli anni ’70 conobbe a Cagliari Maria Lai e insieme a lei realizzò il lavatoio comunale del paese natio di Maria, Ulassai, aprendo alla creazione di un museo a cielo aperto condiviso.

La mostra Nɪᴠᴏʟᴀ & Nᴇᴡ Yᴏʀᴋ. Dᴀʟʟᴏ Sʜᴏᴡʀᴏᴏᴍ Oʟɪᴠᴇᴛᴛɪ ᴀʟʟᴀ Cɪᴛᴛᴀ̀ ɪɴᴄʀᴇᴅɪʙɪʟᴇ. Questo è il titolo della mostra curata da Giuliana Altea, Antonella Camarda, Luca Cheri e Carl Stein che sarà ospitata al Museo Nivola di Orani dal 15 aprile al 15 luglio 2022.“La mostra racconta il rapporto tra Nivola e New York, e quanto la metropoli abbia plasmato la sua visione artistica. Racconta come uno shock culturale possa trasformarsi in un impulso creativo, come dal caos e dal senso di spaesamento possano scaturire nuove idee e generarsi visioni estetiche originali – ci ha detto Antonella Camarda, una delle curatrici – L’intento era regalare un momento di stupore. Per questo, grazie alla collaborazione con il CRS4 e l’Isti CNR di Pisa, abbiamo concepito e realizzato un’idea un po’ folle: usare le nuove tecnologie di visualizzazione e stampa 3D per ricostruire a grandezza naturale il colossale bassorilievo sandcast dello Showroom Olivetti di New York, 23 metri di meraviglia mediterranea, che nel 1954 contribuirono in modo determinante a lanciarono il Made in Italy in America, e a consolidare l’idea della creatività e della fantasia degli Italiani. Ci ha dato una mano il Visualization Research Lab di Harvard, università che oggi conserva l’originale del rilievo, mentre la produzione è tutta sarda: la fresatura dei pannelli è di Make in Nuoro, il fab lab della Camera di Commercio di Nuoro. Per completare l’esperienza abbiamo chiamato Chiara Ligi e Mauro Macella di Tokonoma per un videomapping del rilievo, che guida il visitatore alla scoperta di dettagli, forme, personaggi e racconti all’interno del rilievo, con uno straordinario paesaggio sonoro di Max Viale – già premio Donatello con le musiche per Miss Marx – che ci riporta a New York negli anni Cinquanta. Nella mostra c’è molto di più: i disegni e i dipinti della Città meravigliosa, la Stephen Wise Recreation Area e la Combined Fire and Police Facility, ultima opera pubblica newyorchese di Nivola, in collaborazione con l’architetto Carl Stein, tra l’altro co-curatore della mostra. E per i veri Nivola-aficionados, una bellissima timeline preparata da Roger Broome e Steven Hyllier (curatori della mostra Nivola. Figure in Field alla Cooper Union nel 2020) e disegnata da Gianfranco Setzu racconta tutti i progetti che hanno visto Nivola collaborare con i più grandi architetti modernisti.  Grazie a Monica Casu, abbiamo anche realizzato una serie limitata dei famosi Cavallini, in formato da scrivania, che saranno in vendita nel bookshop”.

Antonella Camarda perché un artista come Nivola ha ancora oggi un’impronta fresca e contemporanea? “Nivola pensava che l’arte dovesse migliorare la vita delle persone, e che fosse uno strumento per favorire gli incontri e gli scambi culturali.  Per tutta la sua vita fu un convinto assertore dell’umanesimo, del pacifismo e dell’internazionalismo. Il suo amore per la madre terra e per la natura si trasformò, almeno a partire dagli anni Settanta, in un convinto sentimento ambientalista. Di Nivola abbiamo, oggi, bisogno come il pane”.

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