IMPORTANTE APPUNTAMENTO PER LE CANTINE DI NEONELI ALLA XVII EDIZIONE DI “VINIVERI” DALL’8 AL 10 APRILE A CEREA (VR)

Cantine di Neoneli – da sx Marco Deiana, Salvatore Cau e Samuel Corda

di RICCARDO SGUALDINI

Importante riconoscimento per le Cantine di Neoneli: l’azienda vitivinicola di casa nel piccolo borgo del Barigadu, in provincia di Oristano, è stata infatti invitata a partecipare, unica dalla Sardegna insieme solo a Raìca, di Olbia, alla diciassettesima edizione di ViniVeri – Vino secondo natura, la fiera in programma dall’8 al 10 aprile a Cerea, in provincia di Verona: un appuntamento promosso da Viniveri, il consorzio nazionale che riunisce i vignaioli accomunati da una stessa idea di base e dal rispetto dei cicli della natura.
 
Grande soddisfazione per i fondatori delle Cantine di Neoneli, Marco Deiana, Samuel Corda e Salvatore Cau, tre amici che cinque anni fa hanno dato vita al loro sogno: quello di salvare l’identità secolare delle loro terre, della loro comunità, e di aprirla al mondo, in un’equilibrata miscela di tradizione e innovazione. «È un debito verso la nostra gente, che ha saputo mantenere per secoli la qualità di queste vigne» raccontano nel sito cantinedineoneli.it. «Oggi lavoriamo una superficie vitata di oltre sei ettari, suddivisi su una ventina di vigneti circa, alcuni di proprietà delle rispettive famiglie, gli altri presi in affitto soprattutto da persone anziane che non possono più accudirli. Sarebbero andati perduti, la loro storia dimenticata per sempre».
 
Concentrate nella vallata di Canales, le vigne hanno stabilito nel corso dei secoli una perfetta simbiosi con le sughere, dando forma a un particolare paesaggio, con le vecchie viti ad alberello che coabitano in armonia con gli ulivi, le piante da frutta, le siepi di fichi d’India e le querce (dalle quali viene ricavato il sughero per i tappi delle bottiglie).
 
«I nostri vigneti vengono lavorati a mano» sottolineano i tre soci delle Cantine di Neoneli. «Quelli più giovani con l’ausilio di piccoli mezzi meccanici. In quelli vecchi, invece, l’aratura viene effettuata con i buoi o i cavalli, come nella tradizione locale, e in essi convivono almeno dieci varietà di vitigni: è la filosofia di una tessitura virtuosa, di un dialogo costruttivo della diversità che la popola».
 
Una filosofia che, naturalmente, predilige la qualità alla quantità: «La qualità e la fatica che ci sono in ognuna delle nostre etichette sono fatte per mantenere il giusto equilibrio economico fra le necessità di produzione e il riconoscimento sul mercato che pretendiamo dal nostro impegno rigoroso e quotidiano».
 
Già a partire dalle rispettive etichette i vini delle Cantine di Neoneli dichiarano con orgoglio il loro stretto legame con il territorio e la comunità da cui hanno origine: Canales trae il nome dalla vallata dove maturano le uve di Neoneli; vecchie vigne ad alberello di piccole dimensioni che di media non superano il mezzo ettaro a un’altitudine dai 450 ai 550 metri sul livello del mare. In ciascuno dei vigneti convivono circa dieci varietà di vitigni a bacca rossa: vinificati tutti insieme, danno vita al “Canales“, il vino tipico del posto da secoli. Si chiamano come tre località all’interno della stessa vallata i vini Grughes, prodotto da uve cagnulari, Omestica, da uve cannonau, e “Liori”, a base di uve pascale. È invece un bianco il Melavaxìa, nome con cui i neonelesi hanno sempre chiamato il nuragus, vitigno presente in piccola percentuale in ogni vigneto della vallata di Canales e necessario per la provvista familiare.
 
Con questo bouquet di etichette le Cantine di Neoneli si apprestano dunque a sbarcare alla diciassettesima edizione di ViniVeri – Vino secondo natura. «Per noi far parte della ristretta lista di vignaioli che partecipano alla fiera ViniVeri significa avere un grande riconoscimento per il lavoro che stiamo portando avanti in cantina, ma prima ancora in vigna» dichiarano con soddisfazione Marco Deiana, Samuel Corda e Salvatore Cau mentre si preparano per l’appuntamento in programma a Cerea da venerdì 8 a domenica 10 aprile: «Rappresentare la Sardegna in questa prestigiosissima fiera di vini naturali è un motivo di orgoglio, che ci spinge a essere sempre più convinti della nostra filosofia aziendale: produrre vino, preservando il paesaggio rurale, rispettando e dando dignità al lavoro dell’uomo».

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