SCRITTORI IN ERBA NELLA SCUOLA PRIMARIA DI MUSEI, NEL SUD SARDEGNA

il disegno dei bimbi di Musei (sotto l’abitato)

di MANOLA BACCHIS

In Sardegna, Isola magica e incantata che ha da sempre suscitato nei suoi viaggiatori sentimenti ed emozioni contrastanti, ci sono poco più di un milione e cinquecento abitanti. Il suo territorio è vasto e variegato. È proprio “quasi un continente” come narrava Marcello Serra. Si possono ammirare colline, vaste distese di pianura, coste mozzafiato, montagne a picco sul mare cristallino ed altre che ergono nel cuore dell’Isola.

I Comuni sono trecentosettantasette, e se la vita pullula nei principali centri urbani, come Cagliari, Sassari, Oristano, Nuoro e nell’area metropolitana attorno al capoluogo di Regione, beh, non si può dire la stessa cosa per i piccoli centri. In questi ultimi la natalità è in calo, a volte passano anni per vedere un fiocco sulle porte delle abitazioni che annuncia un nuovo arrivato. E così si spopolano… e pian piano si spengono le luci delle case che vengono abbandonate “per cercare pane migliore di quello di grano” come direbbe Salvatore Satta.

L’emigrazione non si arresta, e i giovani si dirigono verso la Penisola, all’Estero o nelle grandi città sarde quando tutto va bene.

Di rimbalzo, nelle piazze, che prima si arricchivano di voci gioiose di bimbi, ora cala il silenzio che si estende lungo le strade e i vicoli. Le scuole prima contavano numerose iscrizioni, i doppi turni erano la regola, invece oggi una ad una chiudono i battenti, in particolare nei piccoli paesi, ricchi di storia e depauperati dal bene più prezioso: la gioventù.

Poche resistono e quando accade per mantenere viva quella fiammella di speranza, un unico edificio accoglie piccoli alunni dell’infanzia, della primaria e della secondaria di primo grado. Come? Con la creazione delle pluriclassi. Non è una novità. Accadeva anche nei primi del ‘900 in Sardegna, dove piccole sedi scolastiche fiorivano nei paesi di montagna o isolati da collegamenti. Ad oggi le pluriclassi resistono solo in poche realtà, e rappresentano una ricchezza culturale talvolta poco riconosciuta o valorizzata. False credenze e timidi pregiudizi inducono i genitori a fare scelte altre, iscrivendo così i propri figli in sedi lontano dalla residenza.

Ebbene, adesso entreremo in una di queste pluriclassi. Pronti?

Ci troviamo nel Sulcis Iglesiente. Da Cagliari percorriamo la Strada Statale 130, svoltiamo a destra a pochi chilometri da Iglesias. Un cartello ci indica la destinazione: Musei.

Poco più avanti, a poche centinaia di metri dall’incrocio, un altro cartello sottolinea quanto di più bello possa esserci in questa vita frenetica e digitalizzata: “andate piano in questo paese i bambini giocano ancora per strada”.

Ci accingiamo cauti e intravediamo la scuola.

Dapprima quella dismessa, svuotata da anni. A seguire, angolo via Satta, un edificio vecchio stampo ci fa intendere che siamo arrivati. Ingresso principale in via Sardegna.

C’è un cortile immenso con dei giochi all’aperto e un gazebo.
Entriamo.
Sul portone principale leggiamo: “Scuola primaria, Scuola dell’Infanzia e Scuola secondaria di primo grado”.

Nel corridoio, al pian terreno, sulla destra si odono i piccini, e sulla sinistra le voci dei grandetti della primaria in due aule distinte: prima, quarta e quinta formano una pluriclasse, e seconda e terza un’altra. Sono assorti ad ascoltare la lezione, e appena ti vedono il loro sorriso, coperto dalla mascherina, è palese in quegli occhi luminosi. Condividono spazi, tempi, doveri scolastici, gioie e momenti incerti dettati dall’emergenza sanitaria.

Nella pluriclasse le parole d’ordine sono: apprendiamo, collaboriamo, divertiamoci imparando e scoprendo cose nuove. I piccoli seguono con lo sguardo i grandi, e questi ultimi sentono la valenza del loro esempio. In inglese si direbbe cooperative learning, in italiano collaborazione e partecipazione attiva, in sardo campidanese aggiudu: ma che bella parola!
L’effetto finale è spettacolare. Insegnanti che tirano fuori strumenti del mestiere da ogni dove, e due occhi ovunque, lezioni contemporanee e al contempo differenziate in relazione alla classe (!), una sorta di multitasking o Mary Poppins.

Le vedi che conducono la pluriclasse con maestria. Suddividono diversi compiti senza buchi vuoti fonte di noia. Leggi tra le righe passione e amore. E soprattutto felicità di far parte di una pluriclasse.
C’è chi legge, chi studia, chi esegue il dettato, chi ha verifica… Tutto all’unisono con un ritmo equilibrato. I dietro le quinte sono silenti, umili. Proprio come la vincita.

La vincita? E già!

Nella pluriclasse composta da seconda e terza, quest’ultima, con le maestre Nerina Asaro, Alessandra Giambarresi, Claudia Merlo, Giorgia Pinna, Alice Sanna e, al seguito, l’alunna Aurora Contini, e gli alunni Matteo Manca, Filippo Piras, Giuseppe Leandro Secci, Davide Steri, si è conquistata un posto tra i finalisti dell’ottava edizione del Concorso Nazionale di scrittura creativa “Scrittori di Classe 2022”.
Un racconto fantastico e leggero dal titolo: “Un’avventura incredibile” dove monopattini volanti, album animati, e bambini coraggiosi con super poteri sfidano degli zombie che hanno invaso il loro luogo di vita e di crescita: la scuola. La preside Bencivenga è una tipa strana. Boh… pare che sposti montagne. Ah no, non è lei! Le montagne le sposta la vera preside o dirigente scolastica – che dir si voglia – dell’Istituto comprensivo “F. Meloni” di Domusnovas, la giovanissima e intraprendente prof.ssa Marta Putzulu che una ne pensa e mille ne realizza.

Curiosi di leggerlo?

Per ora solo un assaggio…

-“Ehi, il tuo zaino balla!” gli dice una compagna. “Oh, no. Sono i miei disegni,” spiega a bassa voce. “Non lo dire a nessuno, ma da quando ho trovato quest’album nuovo sul mio banco, i miei fumetti si animano e a volte escono persino dalla pagina…” Non riesce a finire la frase perché si sente un grido agghiacciante che squarcia l’aria e zittisce tutti. La preside Bencinvenga corre fuori dalla scuola gridando: “Presto, andate in classe, è successa una cosa molto grave, non abbiamo tempo da perdere, serve l’aiuto dei più coraggiosi…“Oh, allora non certo il mio” mormora Paolo, stringendo lo zaino a sé…-

Bravissimi tutti e ad maiora.

3 risposte a “SCRITTORI IN ERBA NELLA SCUOLA PRIMARIA DI MUSEI, NEL SUD SARDEGNA”

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