A CASA 1.322 DIPENDENTI CHE LAVORAVANO TRA OLBIA E MALPENSA. ‘AIR ITALY’ A FINE CORSA: ARRIVANO LE LETTERE DI LICENZIAMENTO

di DAVIDE MADEDDU

Le speranze sono finite. Per i 1.322 dipendenti di Air Italy, la compagnia aerea in liquidazione, c’è il licenziamento con effetto immediato. A sancire la fine di un percorso durato quasi quattro anni (tra attività lavorativa e ammortizzatori sociali) le lettere, anticipate via mail, e datate 2 gennaio. Nessun preavviso ma il pagamento dell’indennità sostitutiva.

La procedura avviata il 23 settembre, come si legge nelle lettere firmate dai liquidatori Enrico Laghi e Franco Maurizio Lagro, «si è conclusa». Che tradotto significa «licenziamento ai sensi e per gli effetti della legge in oggetto, con effetto immediato e pagamento dell’indennità sostitutiva del preavviso».

L’ultimo atto di una vertenza durata sino alle ultime ore del 31 dicembre 2021 in cui si sono succeduti gli appelli perché da parte dei liquidatori ci fosse una richiesta della proroga della Cig. Ora, per i 1.322 dipendenti distribuiti tra gli hub di Olbia e Malpensa c’è la disoccupazione. E la fine di un percorso iniziato nel febbraio del 2020 quando è stata decisa la liquidazione della compagnia aerea sardo qatariota nata nel 2018.

«Purtroppo oggi è arrivata l’ufficialità del licenziamento dei lavoratori di Air Italy – commenta Arnaldo Boeddu, segretario generale della Filt Sardegna -. Siamo davanti a un disastro più volte annunciato per responsabilità da ascrivere totalmente alla proprietà e alla mancata vigilanza da parte della politica. Solo alcuni giorni or sono, hanno continuato a dirci che i ministri stavano interloquendo con il Qatar ed il Fondo Akfed, ma di queste interlocuzioni non vi è traccia».

Dalle organizzazioni sindacali parte una richiesta di aiuto per salvaguardare i lavoratori: «Chiediamo un’immediata azione del Governo – dice William Zona, segretario della Uil trasporti Sardegna – che metta in campo un sistema di tutela e permetta ai dipendenti di essere reinseriti nel mondo del lavoro in un settore che speriamo veda una ripresa prima possibile». Sulla stessa lunghezza d’onda anche Mario Clemente, segretario Confael Trasporto Aereo, che chiede l’applicazione delle «stesse misure previste per i lavoratori di altre compagnie che sono, di fatto, già chiuse, come purtroppo Alitalia e Norwegian».

A sollecitare un intervento del Governo, attraverso la vicepresidente e assessora al Lavoro Alessandra Zedda, è la Regione Sardegna. «Ora chiediamo ai ministri coinvolti di convocare con la massima urgenza le Regioni e i sindacati con l’obiettivo di costruire il futuro dei lavoratori: occorre agire tempestivamente per allontanare lo spettro della Naspi – dice -. Abbiamo il dovere di mettere insieme le misure necessarie a mantenere attivi i lavoratori e tutelare e valorizzare le loro competenze e professionalità affinché possano rientrare nel mercato del lavoro e in particolare in quello del trasporto aereo. La Regione Sardegna è pronta a fare la sua parte».

Romina Mura, presidente della Commissione Lavoro alla Camera dei deputati non usa giri di parole e tira in ballo anche la vertenza Alitalia. «A giugno 2021 con il ministro Andrea Orlando ci siamo inventati 6 mesi di Cig per i lavoratori di Air Italy per dare il tempo necessario a Mise, ministero Trasporti e regioni Sardegna e Lombardia di mettere in campo un progetto industriale per non disperdere le preziose competenze ed esperienze dei lavoratori e lavoratrici Air Italy – dice -. Abbiamo anche previsto, con mozione approvata all’unanimità da Camera dei deputati, che la vertenza Air Italy finisse sullo stesso tavolo di quella di Alitalia. Ma quel tavolo non è mai stato apparecchiato». Quindi le critiche della deputata: «Mi pare abbastanza chiaro che chi doveva non ha creduto in questa battaglia, salvo agitarsi, purtroppo inutilmente, nelle scorse settimane. Il comportamento della proprietà, che ha rifiutato ogni tipo di interlocuzione, non merita commenti».

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