IL MATEMATICO CON LA PASSIONE PER IL BALLO SARDO: RICORDO DI GIOVANNI TODDE, A 15 ANNI DALLA SUA SCOMPARSA

di LUCIA BECCHERE

A 15 anni dalla sua scomparsa abbiamo voluto ricordare Giovanni Todde. Nato a Nuoro nel 1931, laurea in matematica e fisica all’Università di Cagliari ha insegnato in diversi istituti superiori cittadini, per tanti anni titolare di cattedra al Liceo scientifico “E. Fermi” dove ha svolto la sua attività didattica fino al pensionamento. Stimato collega e docente, in 45 anni di onorato servizio ha formato generazioni di giovani studenti, ha tenuto corsi formativi per i chimici di Ottana e per terapisti e biologi nell’ospedale San Francesco di Nuoro.

Cresciuto nel rione contadino di Seuna, fin da ragazzo aveva frequentato i padri Giuseppini nella chiesa delle Grazie dove aveva fatto parte del Circolo giovanile di Azione Cattolica intitolato al livornese Giosuè Borsi, campione di vita cristiana caduto a 27 anni nella battaglia dell’Isonzo.

Amante delle tradizioni popolari aveva formato il corpo di ballo nel ‘55 e poiché Nuoro in quel momento rappresentava tutta la Barbagia, il gruppo vestiva i vari costumi dei paesi limitrofi fino alle singole formazioni identitarie.

Ha contribuito ad arricchire e movimentare il ballo nuorese fino a quel momento alquanto monotono, introducendo diverse coreografie che il gruppo riproponeva nelle varie esibizioni folcloristiche e ancora oggi presenti nel ballo. Il suo è stato un apporto molto costruttivo e di grande attrazione, di crescita e innovazione in seno al folclore sardo in un momento in cui si affacciavano i primi festival internazionali.

Fra le tante coreografie va ricordata quella de s’arrosciada, famosissima nel mandrolisai (su ballu de s’arrosciada ovvero ballo lungo o della stanchezza), importata da Tiana dove è vissuto fino alle elementari con la madre maestra.

In seguito per poter proseguire gli studi si era stabilito a Nuoro presso i nonni materni. Era nipote d’arte, il nonno Stefano Soru, tziu Soreddu – fratello dei famosi frades Soreddos che dall’Argentina dove erano emigrati per tanti anni, avevano importato melodie e balli latino americani – era solito cantare nelle processioni de s’incontru de chida santa accompagnandosi col piccolo Giovanni, avviandolo al canto.

Faceva su zipperi cioè la quinta voce, la voce bianca.

In rappresentanza della Sardegna, nel ’55 ha partecipato al Campanile d’oro a Milano. In quell’occasione si esibì con l’armonica a bocca, accompagnato alla trunfa dall’amico Giovanni Pintus.

Le sue partecipazioni folcloristiche sono state numerosissime in Italia e all’estero: a Napoli col corpo di ballo ospite per un giorno dell’armatore Lauro, poi Pescara, Agrigento, Como, Nizza (Festival ’56) dove ad accoglierlo c’era il console italiano, e ancora in Inghilterra, Bruxelles Germania, Belgio, Spagna, Egitto, infine a Monaco per le Olimpiadi del ’72.

Su invito dell’onorevole Mannironi e del sindaco senatore onorevole Pietro Mastino, nel 1956 ha partecipato a Cervia all’inaugurazione della statua di Grazia Deledda, cittadina onoraria. Giovanni Todde è stato presidente dell’Azione Cattolica, notevole il suo impegno nel volontariato presso la Caritas. Con don Luigino Monni, nel 1983 ha curato una spedizione di farmaci, indumenti e aiuti alimentari per la Tanzania e l’Uganda consegnandoli a Saudina Corrias e M. Assunta Sulis, due terapiste dell’ospedale civile San Francesco che partivano in missione per l’Africa.

«È stato un marito esemplare – ricorda commossa la moglie Cecia –, ha lottato per otto anni con la Sla (uno dei primi casi a Nuoro) che lo aveva aggredito subito dopo il pensionamento, ha affrontato la malattia con molta fede e rassegnazione cristiana senza mai far pesare la sua sofferenza sui familiari. Ne parlava con molta serenità, e consapevole fino alla fine della gravità del suo male – prosegue –, in un momento in cui poco si sapeva perché la ricerca muoveva i primi passi, tentava di spiegare sintomi e decorso del suo stato patologico».

È morto il 10 aprile del 2006.

per gentile concessione de https://www.ortobene.net/

2 risposte a “IL MATEMATICO CON LA PASSIONE PER IL BALLO SARDO: RICORDO DI GIOVANNI TODDE, A 15 ANNI DALLA SUA SCOMPARSA”

  1. carissimo Giovanni, quanti viaggi ed esibizioni assieme, ho solo ricordi bellissimi con te, hai raggiunto Gianpaolo e i tanti altri amici che ci hanno lasciato, ti abbraccio ovunque tu sia

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