IL LIBRO “AVREI VOLUTO URLARE”: PIETRINA OGGIANU RACCONTA DOLORI, EMOZIONI E TRAUMI DELLA FIBROMIALGIA

Pietrina Oggianu

di MARCO BERNARDINI (in collaborazione con MARIA FILINDEU)

Oggi più che mai, scrivere un libro fa tendenza soprattutto nel mondo dello spettacolo, dello sport e della musica. Ci sono poi, anche coloro, però, che scrivono per il piacere di scrivere, perché amano leggere, raccontare e raccontarsi o semplicemente trasmettere emozioni.

“Avrei voluto urlare” è stato scritto dalla poetessa e scrittrice sarda Pietrina Oggianu.

Il suo è un libro che nasce per raccontare i dolori, le emozioni, ma anche i traumi e perché no, le speranze di persone che si trovano a fronteggiare ogni giorno quella maledetta patologia da cui difficilmente si guarisce conosciuta come la Sindrome da dolore cronico diffuso più propriamente Fibromialgia.

Fare un breve excursus su tale patologia penso sia doveroso verso i lettori.

Diciamo subito che si tratta di una patologia cronico dolorosa che colpisce sia l’apparato muscoloscheletrico che neurologico. La parola Fibromialgia, infatti, unisce tre termini: in latino Fibra (che ha lo stesso significato anche in italiano), Mus (muscolo, dal greco antico) e algia (dolore, sempre dal greco).

Mai come in questo caso l’etimologia ci aiuta a definire non solo la malattia ma anche il suo sintomo principale. Essa colpisce con una percentuale che va dall’1% al 3% circa della popolazione mondiale e in Italia circa 1,5/ 3 milioni di Italiani con un’incidenza sulla popolazione femminile che varia tra l’8% e il 10% circa.

E’ proprio con “Avrei voluto Urlare” che la scrittrice Pietrina Oggianu, “Pitty” per gli amici, vuole portare la sua testimonianza circa la suddetta patologia dalla quale è affetta, cercando di trovare con coraggio la forza di combattere e sorridere.

Proprio con “Avrei voluto urlare” la Oggianu, vuole trasmettere ai lettori e non solo, lo spirito e la forza di una donna guerriera che deve affrontare battaglie che lo stesso vivere quotidiano comporta, poiché si è trovata a dover fronteggiare un nuovo nemico: la Fibromialgia, una malattia invalidante che rende il vivere difficile.

E’ un lavoro introspettivo, una continua ricerca del suo io e dal quale Pitty ne viene fuori a testa alta, dando la giusta importanza e il giusto peso a questa lunga e interminabile battaglia col male.

Sicuramente un racconto, il suo, ricco di esperienze di vita dove trovano spazio, alternandosi, gioia e dolore.

Direi a questo punto, sia d’obbligo conoscere il personaggio principale ed unico del romanzo “Avrei voluto urlare”:

Pietrina Oggianu nasce a Cagliari 49 anni fa. Adottata dal capoluogo barbaricino – Nuoro – vive nel quartiere storico Deleddiano (quest’anno ricorrono i 150° della nascita del Premio Nobel), il rione Santu Predu. Molto probabilmente le mura antiche delle case, le vie strette del quartiere e l’aria artistico culturale che si respira hanno contribuito ad alimentare ulteriormente la vena poetica sempre più marcata della scrittrice.

Da questo momento in poi e siamo nel 2000, per la nostra “Pitty” è un continuo peregrinare su e giù per l’Italia determinato dalla passione per i viaggi ma soprattutto da quello che era il suo mondo lavorativo. Tre sono le tappe fondamentali per la sua formazione sia culturale che lavorativa: la città di Terni, Roma ed infine Milano, ultima sua residenza. Ognuna di queste città rappresenta foto istantanee di vita e sono fucina dei suoi progetti culturali. A Terni, è legato il suo romanzo col quale esordisce in ambito narrativo, il “Il portale della vita” che definirei libro prettamente al femminile, il quale ha avuto un periodo di incubazione di ben 6 anni a causa della malattia dell’autrice. Con “Il portale della vita” giunge al 1° posto nel 2013, al Concorso premio Letterario nazionale “Logo D’Oro” promosso dalla Pro Loco della città di Terni. Con il trasferimento a Roma si mette in evidenza in ambito poetico ottenendo dei riconoscimenti con la poesia “Cercami”.

Con il racconto “Io e la luna” ottiene un 4° posto nel concorso letterario “Voci di casa” promosso dall’Associazione M.O.I.C.A. di Roma basato sui valori delle persone, della famiglia e della stessa società. Il 2014 la riconferma vincitrice del Concorso Nazionale “Logo d’oro” che la porta alla ribalta come 1° classificata con il suo primo lavoro letterario “Il portale della vita” poi è un susseguirsi ed un avvicendarsi di scritti e poesie per raccontarsi e raccontare. Infine, il 25 Settembre 2021, in Umbria dove si è tenuto il più grande e prestigioso Concorso letterario nazionale Città di Terni “Logo d’oro” organizzato dalla proloco di Terni, la nostra scrittrice Pietrina Oggianu col romanzo “Avrei voluto Urlare”, vince la sezione narrativa dell’edizione 2021. Col suo capolavoro, Pitty, racconta la fibromialgia con la quale la stessa convive, e dedica questo successo a chi, come lei, soffre della stessa malattia, pienamente convinta che se hai conosciuto la sofferenza e non la usi per aiutare gli altri, allora l’hai sprecata.

A tale proposito ho ritenuto conoscere da vicino il Personaggio “Pitty” Pietrina Oggianu scambiando con lei due chiacchiere per conoscerla meglio.

Eccoci a noi, Pitty! Donna con la D maiuscola, scrittrice, poetessa, libraia, madre… chi è in realtà Pietrina e chi è Pitty? Pietrina o Pitty per gli amici, è chiaramente la donna che sono oggi, la donna forte e coraggiosa che sono diventata, ma è anche Pitty, l’“Uragano” che è un soprannome che mi hanno dato gli amici, che mi definiscono un’eroina di questi tempi ma, io non penso di esserlo, sono solo una donna che ha saputo fare del dolore, uno strumento per aiutare il prossimo.Sono una donna che fa volontariato e proprio perché son cresciuta da sola ed ho vissuto una vita molto intensa, oggi riesco a fare scelte e prendere decisioni in merito alla vita, quindi una donna forte, determinata, che affronta problematiche, che ha conosciuto la solitudine e la sofferenza sulla propria pelle e quindi una donna a 360°, ovvero una donna completa.Insomma, Pitty è la risultante di vicissitudini altalenanti, di una bambina che non è mai stata adolescente e che a 20 anni ha dovuto affrontare le esigenze di una donna matura.Ho avuto una vita molto intensa ma allo stesso tempo mi ritengo allegra, gioiosa e vengo definita come un uragano, perché sono quella che dovunque va, cerca sempre positività in quanto dove c’è il problema c’è sempre la soluzione, una donna forte e decisa, attaccata alle radici della propria terra, la Sardegna e a quei valori e principi trasmessi dall’educazione e dalla cultura ricevute.Ottima esposizione descrittiva! Una donna con la D maiuscola a tutti gli effetti.

Sei una appassionata di libri, hai un passato recente con il mondo del libro; il mondo della carta scritta ti appartiene, hai lavorato nelle librerie, come definiresti il connubio Pietrina o Pitty e il mondo del libro? Sono appassionata di libri, cresciuta in mezzo ai libri e ho iniziato a lavorare   già da giovanissima nell’ambito dell’editoria e credo che, l’aver lavorato in una libreria, sia stato il mio trampolino di lancio per quello che è stato il mio scrivere. Amo leggere e lo ritengo un fattore fondamentale perché permette di conoscere modi di pensare e di vedere, dà altri punti di vista. Il mio è un mondo fatto di carta infatti nel mio libro viene menzionato un castello di carta dove vivono i miei sogni. Il mondo del libro riveste un giusto grado di importanza che senza di esso verrebbe meno, le nostre memorie, la storia, e la storia insegna; e così, come ho detto precedentemente, sia Pietrina che Pitty sono due persone allo stesso tempo simili ma anche diverse. Pietrina è la Donna che conserva nella memoria libri, letture, personaggi; Pitty è la ragazza che a 20 anni si è trovata da sola in questo mondo ad affrontare la vita senza perdere la forza di sorridere, di vivere, di gioire, di leggere e scrivere; questo, per Pitty, è un dolce viaggiare per superare momenti di tristezza e di abbattimento.

Abbiamo detto che ami scrivere poesie, romanzi, sei nota oramai al mondo culturale sardo e non. Però La curiosità da parte mia è tanta e ti chiedo se ti ha mai sfiorato l’idea di poter rendere più vivo uno dei tuoi capolavori e trasformarli in un susseguirsi di immagini, sensibilizzando maggiormente l’opinione pubblica ancora distante dal chiedersi cosa sia la fibromialgia? Questa domanda me l’aspettavo, Marco… in effetti ho avuto dei contatti a tal proposito ma stiamo ancora con i piedi per terra e andiamo avanti per gradi. Per ciò che concerne la Fibromialgia, ti dico che questo brutto male mi ha segnato profondamente, perché una persona come me che è stata una guerriera e combattiva, ritrovarsi con un corpo ferito, con dei limiti, la vita non è semplice. Premesso che io ho sempre affrontato le difficoltà da sola, non ho mai chiesto aiuto a nessuno, superando prove importanti e ritrovarmi nella condizione di una malata non è stato semplice.Dall’altra parte è anche vero però che la Fibromialgia mi ha dato la possibilità di fare quello che mi riesce meglio: trasmettere forza, coraggio e volontà, amando la vita anche quando questa ti presenta la malattia.Il consiglio che do a chi soffre come me di questa patologia, come ho scritto nel mio secondo romanzo “Avrei voluto volare”, è quello di non arrendersi mai, circondarsi di persone positive, di aggrapparsi alla fede che è un’arma veramente potente e, soprattutto, ricordarsi che la Fibromialgia che di primo impatto può averci tolto tutto, non potrà mai levarci in modo assoluto l’amore per la vita, per la famiglia e per tutte le persone che appartengono al nostro vivere quotidiano.

Vedo con piacere, che sei una donna stacanovista, impegnata su più fronti nonostante tutto e, soprattutto sei coinvolta anche nel sociale infatti questa malattia ti ha catapultato nel mondo dell’Associazionismo; raccontaci brevemente questo tuo passo. Ti ringrazio Marco, perché ritengo opportuno valorizzare l’Associazionismo e, in modo particolare, l’associazione Cfu Odv ovvero Comitato Fibromialgici Uniti, riconosciuta a livello nazionale con diversi centri in tutto il territorio italiano, dove io sono volontaria e collaboratrice. Cito questa perché ritengo l’Associazione per eccellenza dei Fibromialgici (in quanto è l’unica associazione che dal direttivo ai volontari, ai referenti che la rappresentano, sono affetti da fibromialgia, e che quindi, conoscendo il dolore della malattia sulla propria pelle, rappresentano al meglio la politica di chi soffre di questa sindrome), che veramente persegue lo scopo di sostegno all’ennesima potenza del fibromialgico e poi si batte per il riconoscimento di tale patologia da parte del sistema sanitario nazionale quindi ritengo utile e importante iscriversi a tale associazione per sostenere questo progetto di vita.

Interessante questa tua solidarietà da guerriera per chi soffre di Fibromialgia. Riconosco per la prima volta in una Donna, la forza e lo spirito di non arrendersi mai di fronte alla malattia… “Avrei voluto urlare” il suo ultimo capolavoro, lei è Pietrina Oggianu, per gli amici la nostra Pitty!

15 risposte a “IL LIBRO “AVREI VOLUTO URLARE”: PIETRINA OGGIANU RACCONTA DOLORI, EMOZIONI E TRAUMI DELLA FIBROMIALGIA”

  1. Leggendo si nota la forza di questa donna, di lottare davanti ad una malattia degenerativa, con la capacità di aiutare anche gli altri. Delicatissimo il tuo modo di porre le domande, complimenti a te per l’intervista, ma un grande complimento a lei per la sua grande forza nel lottare.

  2. Complimenti Pietrina Oggianu, sei una donna forte e determinata. È interessante il tuo romanzo perché nasce dal vissuto. In bocca al lupo per ogni tuo progetto, avanti tutta.
    Complimenti Marco per l’intervista, sempre attento osservatore.

  3. Ammiro le donne che raccontano e che si raccontano soprattutto quando hanno affrontato tante battaglie, come la scrittrice nuorese Pietrina Oggianu.
    Benché sia mia concittadina non ho avuto il piacere di conoscerla personalmente ma grazie al bellissimo ed esaustivo articolo di Marco Bernardini, scritto con la collaborazione di mia figlia Maria Filindeu, sono stata catapultata nel mondo di una Donna che le prove della vita hanno reso migliore.
    Tanti affettuosi auguri.
    Ad majore sempre.

  4. Ringrazio Marco per avermi coinvolta in questo articolo e mi complimento con la scrittrice per aver condiviso la sua storia.

  5. Bellissimo articolo! Bravissimo Marco e grazie per avermi fatto conoscere questa fenomenale donna
    So bene cosa vuol dire lottare contro una malattia degenerativa e sono felice che lei e altri affetti dalla fibromialgia lottino per far conoscere questa compagna di vita di moltissime persone a chi fa finta che non esista.in primis il Servizio Sanitario Nazionale
    Serve aiuto e in fretta
    In bocca al lupo

  6. Grazie a Marco Bernardini per questo bellissimo articolo. Ammirevole la sua grande capacità di far entrare il lettore in una storia, in un mondo. In questo caso il mondo di Pietrina Oggianu.

  7. Complimenti per l’articolo e sopratutto per avermi fatto conoscere una autrice e donna meravigliosa coraggiosa e altruista. Brava Pietrina in un italia dimenticata da tutti ci vogliamo persone come te.

  8. Bravo Marco bellissimo articolo, e brava sopratutto Pietrina scrittrice e donna meravigliosa, che dimostra tanto coraggio.
    Sopratutto grazie per mettere in risalto questa italia dimenticata da tutti a livello sanitario, grazie per ciò che fai .

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