TECNOLOGIA E TRADIZIONE CON IL PREMIO EXPORT ITALIA: PER LA SARDEGNA, VINCONO I TESSUTI DI MARIANTONIA URRU DI SAMUGHEO

È ‘Mariantonia Urru’, impresa di Samugheo (Or), la vincitrice della prima edizione del “Premio Export Italia”. L’azienda manifatturiera impegnata nella fornitura di arredi tessili per il settore alberghiero e produzione di tappeti design si è aggiudicata il premio regionale assoluto con 438 voti ricevuti sulla piattaforma online che ha decretato il vincitore che rappresenterà la Sardegna alle fasi nazionali del premio. L’impresa di Samugheo si porta a casa anche il premio di categoria ‘Artigianato’ assegnato dalla giuria tecnica. L’annuncio del vincitore è stato dato nel corso della cerimonia di premiazione organizzato da Uniexportmanager che si è tenuto a Cagliari nella sede della Fondazione di Sardegna.

La Giuria tecnica composta da Cristiano Erriu (direttore del Centro servizi Cciaa Cagliari-Oristano), Giuseppe Ruggiu (presidente di Confindustria Centro Nord Sardegna) e Luca Saba (direttore di Coldiretti Sardegna) ha assegnato anche altri premi di categoria e speciali a 13 tra le 20 imprese finaliste. Gli altri riconoscimenti sono andati a: Casa del Grano per il premio di categoria Alimentare; Cube Controls per il premio speciale Digital Export; Nurjana Tech per il premio di categoria Digitale; Silvio Boi per il premio speciale Export Collaborativo; Fiberplast per il premio di categoria Industra; TekRef per il premio speciale Innovazione; Remosa per il premio speciale Market leader; Tecnoline per il premio di categoria Servizi; Pastori Dorgali per il premio speciale Sostenibilità; Footure Lab per il premio speciale Startup e Cantina Dolianova per il premio di categoria vino. All’azienda Central il premio del Consorzio di tutela del Pecorino romano. Gianfranco Lai ha vinto il premio ‘Best Export Manager’.

“Dobbiamo convergere sull’idea che l’export non sia un’alternativa ma una strada necessaria. Il premio Export Italia è stato tarato proprio su questa idea e sulla valorizzazione di ecosistemi tra imprese e best practice”. Lo ha detto Manlio Di Stefano, sottosegretario del ministero degli Esteri e della Cooperazione internazionale, intervenuto in videoconferenza alla giornata finale del Premio Export Italia. 

“Essere riusciti in una regione come la Sardegna – ha sottolineato il sottosegretario – a organizzare questo premio ha permesso di trovare tante aziende vincenti in diversi settori economici. Imprese che hanno saputo espandersi su nuovi mercati e questo è un grande segnale di capacità imprenditoriale e capacità inventiva che non è scontata e comune. Molte imprese italiane mancano di proiezione e oggi rischiare vuol dire sopravvivere. Ma investire in logistica o digitalizzazione significa anche proiettarsi di più e meglio all’estero – continua il sottosegretario – in Italia abbiamo un grande fermento di startupper e ricercatori in ambiti industriali, macchinari o aerospazio e tanto altro e tutti hanno grandi potenzialità di esplodere nei mercati”.

Durante il suo intervento l’esponente del Governo Draghi ha sottolineato l’importanza del dialogo con i territori per valorizzare i sistemi imprenditoriali. “I dati 2021 dell’Italia parlano di una strategia vincente – sottolinea – tanto che l’export è cresciuto a livelli persino migliori rispetto al pre-Covid. Il successo è arrivato anche perché c’è stato un forte dialogo tra istituzioni e le associazioni di categoria. Abbiamo fatto un lavoro comune per cui è nato il Patto per l’export – conclude Di Stefano – presto riconvocheremo altri tavoli a livello semestrale per dare nuovi contributi all’aggiornamento dei piani strategici”. 

L’azienda Mariantonia Urru nasce nel 1979 e prende il nome proprio dall’imprenditrice che ha dato vita al laboratorio tessile che segue la tradizione della Sardegna. L’azienda pur trattando prodotti di tipo artigianale ha investito nella tecnologia combinando manualità, meccanica e informatica con i prodotti dei designer riportati al computer prima di iniziare la tessitura permettendo di gestire disegni più complessi e sofisticati che in passato. Oggi l’azienda ha 25 telai, di cui alcuni manuali, altri dove i tessitori operano con pannelli touch screen permettendo di combinare diverse tecniche, diversi materiali, diversi livelli. Le produzioni con il tempo sono arrivate in tanti mercati nazionali ed esteri grazie anche alla specializzazione nel settore di alto design per il comparto turistico-alberghiero. L’azienda lavora su circa 15 mercati internazionali esportando i propri prodotti in tutti i continenti con punte di vendita negli Stati Uniti, Australia e Regno Unito.

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