NUOVA VESTE PER CRISTIAN COCCO SCENEGGIATORE, REGISTA E ATTORE CON ‘IO E MIO FRATELLO’ : UNA STORIA DRAMMATICA E UNA COMMEDIA

di DESIRE’ SARA SERVENTI

Un personaggio televisivo del suo calibro non ha bisogno di presentazioni, Cristian Cocco è un artista poliedrico dotato di grande grinta che ogni qualvolta si trova davanti ad una macchina da presa mette in risalto la sua naturale predisposizione verso il mondo della recitazione. Cristian ha terminato di recente la realizzazione della sua opera prima intitolata “Io e mio fratello” in veste di sceneggiatore, regista, nonché attore protagonista, e già sta suscitando tanto interesse per il messaggio che il film veicola. Cristian Cocco nonostante sia impegnato per la imminente presentazione del film, ha parlato ai nostri microfoni del suo primo lungometraggio.

“Io e mio fratello” è questo il nome della sua opera prima, che la vede ricoprire il ruolo non solo di regista ma anche di sceneggiatore e protagonista. Quando nasce la sua passione per il mondo della recitazione?  Devo confessare che ho sempre nutrito la passione per la recitazione anche se, aver girato la serie televisiva, “L’isola di Pietro”, dove interpretavo uno dei protagonisti, ovvero l’ispettore Pinna, mi ha fatto comprendere che questa è la nuova strada che voglio intraprendere. I cambiamenti non mi spaventano, anzi mi motivano a cercare ispirazioni nuove.

La regia per lei è un mondo tutto nuovo. È corretto?  Esatto non ho fatto alcuna scuola che mi ha forgiato nell’ambito della regia, però voglio precisare che i servizi che facevo in “Striscia la notizia” e in “Paperissima sprint” erano tutti scritti da me, per la precisione scrivevo e curavo la regia. Per questo motivo posso dire che non è, che di punto in bianco ho fatto il regista. Sicuramente il mio passato per Striscia mi ha facilitato il compito sia per quel che concerne la regia che la sceneggiatura. Amo tanto scrivere delle storie e portarle poi nei miei spettacoli, o come in questo caso sul set. Poi sono molto curioso e questa caratteristica mi porta ad osservare tanto. Quando giravo le mie parti sul set de “L’isola di Pietro”, una volta finito il mio ciack non mi ritiravo nel camerino ma mi sedevo di fianco al regista per capirne ogni particolare.

Per che cosa si caratterizzano i personaggi che lei racconta? Tutti i soggetti che ho scritto si caratterizzano perché portano tutti a una riflessione.

Che cosa intende dire? Intendo dire che quando faccio gli spettacoli mi piace iniziare facendo ridere le persone, anche perché, essendo un comico, la gente si aspetta di assistere ad uno spettacolo in cui ci si diverte, però, quello che mi piace ancora di più, è che la gente quando va via non deve solo ridere ma deve riflettere per quello che ho detto loro.

Questo come è possibile? Semplicemente perché racconto dei piccoli passaggi della vita, o meglio dire, di come la vedo io, perché non sono uno psicologo, un filosofo, né tantomeno un esperto in materia.

Come nasce Io e mio fratello?  Io e mio fratello è un mix di due soggetti scritti da me tempo fa dove, in uno si racconta una storia drammatica e nell’altro una commedia. Quindi ho rivisitato i due copioni e che dire, è nata poi questa storia.

Nello specifico che cosa racconta?  Racconta la storia di Secondo, è questo il nome del mio personaggio, che si è fatto la nomina di essere un conquistatore di turiste, dico nomina, perché di fatto non lo è, perché come si potrà vedere durante il film non conclude mai niente, diciamo che è più, un povero “illuso”. Secondo, infatti, si è fatto questa nomea per darsi un tono con le ragazze, anche se poi, improvvisamente, tutto cambierà quando incontrerà una turista che rimetterà in discussione tutta la sua vita.

Per che cosa si caratterizza il suo personaggio? Sicuramente per la grande capacità che ha di convincere gli altri a fare quello che vuole. In diverse scene del film si potrà vedere come riuscirà a convincere con facilità l’amico, nonché coinquilino milanese a seguirlo in Sardegna, o ancora, convincere suo padre a trasferir lui la gestione del chiosco. Secondo, si caratterizza perché ha un grande carisma, è una persona che ci sa fare con gli altri.

Il film è ricco di colpi di scena. È corretto?  Direi proprio di sì, uno dei quali, il più eclatante, è l’incontro con questa turista.

Potrebbe anticipare qualcosa?  Diciamo che dopo una loro frequentazione si scoprirà che questa ragazza è la futura moglie del fratello Primo, che abita a Milano e con il quale ha un rapporto conflittuale, causato inconsciamente dal padre vedovo. Per ovvi motivi non posso anticipare altro, quindi bisognerà guardare il film. Quello che voglio precisare è che “Io e mio fratello” non racconta soltanto la competizione tra due fratelli, dietro c’è tanto altro.

Da chi è composto il cast?  Il cast principale è composto da Valeria Flore, Carlo Porru, Daniel Dwerryhouse e la partecipazione di Franco Neri.

Dove è stato girato il suo film?  È stato girato in Sardegna. Devo dire che in tutto quello che ho fatto a livello professionale ho sempre messo in risalto la Sardegna, anche perché sono molto orgoglioso di essere sardo. In questo caso specifico ho scelto di girarlo qui perché la nostra isola ha tanto da mostrare e tanto da far conoscere, perché troppo spesso quando si parla di Sardegna si fa riferimento solo alla Cosa Smeralda o Villasimius, per citarne alcune, quando invece ci sono tanti altri luoghi meravigliosi. Per questo motivo le scene sono state girata nell’oristanese, per dare al pubblico la possibilità di conoscere altre realtà della mia amata isola.

Quanto c’è di Secondo in Cristian? Io non ho mai fatto il personaggio nella mia vita artistica ma ho sempre fatto la persona. Il personaggio lo facevo in scena, nei miei show, se dovevo far ridere il mio pubblico. Quindi posso dire che questo personaggio ha tanto di Cristian, perché Cristian è molto riflessivo, molto spirituale, molto legato ai valori della vita, alla famiglia, ai figli e chi mi conosce sa che in Secondo c’è molto di Cristian, infatti, alcuni punti potrei definirli autobiografici, poi chiaramente ho aggiunto delle cose e amplificato delle altre.  

Per lei è buona la prima o preferisce coprirsi le spalle con più ciack? Come regista quello su cui ho voluto puntare è stata la naturalezza, di conseguenza, esigevo dagli attori un modo di recitare il più naturale possibile. Per questo motivo per me è buona la prima, perché preferisco che un’interpretazione comprenda anche degli errori, come d’altronde possono capitare nella vita reale.

Quanto spazio ha dato agli attori per l’improvvisazione? Ho permesso agli attori di improvvisare, anche perché sono dell’avviso che un semplice sguardo non scritto sul copione può fare la differenza. Quando poi, ti trovi a lavorare con dei bravi professionisti, l’intesa nasce spontanea.

Vuol raccontare un aneddoto capitato durante le riprese? Sicuramente una scena divertente è quella della passeggiata in spiaggia insieme a Valeria dove io indossavo un paio di jeans rotti. Il problema è sorto quando a un certo punto, mentre la rincorrevo, mi sono inchinato per prendere un tronco e i pantaloni in una gamba si sono stracciati. Per farla breve la sarta ha usato le graffette della pinzatrice per aggiustarli con la conseguenza che per evitare che saltassero, i miei movimenti dovevano essere molto limitati. È stata una cosa veramente divertente.

Qual è il messaggio che vuole portare con il suo film?  Il messaggio è che a qualunque età si può sempre cambiare percorso artistico, così come ho fatto io e così come ha fatto il mio personaggio sul set. Ovviamente tenendo conto dei potenziali della persona.

Attualmente in cosa è impegnato? Sono impegnato nella presentazione del film che si terrà il 18 settembre, giorno in cui tra l’altro compio 50 anni.

Progetti? Ho deciso di aprire una mia tv web e a breve dovremo andare in onda. Gran parte del cast artistico del film di “Io e mio fratello” curerà delle rubriche. Si parlerà di benessere, sport, musica, cinema, teatro e sarà proiettato verso l’ottimismo, come lo sono io già da diversi anni, anche perché in televisione si parla già tanto di cronaca.

Che consiglio vuol dare alle persone che leggeranno l’intervista? Ai giovani che vogliono intraprendere la strada dello spettacolo, che facciano il giusto percorso senza pretendere di ottenere tutto subito, ma di tenere a mente che la gavetta è quella caratteristica che alla lunga ti permette di conquistare una posizione notevole. Per i non più giovani come me: non fatevi prendere dallo sconforto se dovesse capitare, che durante la strada della vostra carriera possiate inaspettatamente trovare uno stop.  Se analizzerete attentamente il percorso, se fatto correttamente, troverete un bivio che vi indirizza in un tragitto migliore.

Chi è Cristian quando non sta sotto le luci dei riflettori? Cristian è un papà, è un marito. Ho tre figli da due matrimoni diversi ma ho la fortuna di avere una famiglia allargata che va d’accordissimo. Ancora, posso dire che sono una persona che si commuove e si emoziona facilmente. Amo passare il tempo con la mia famiglia e per me è fondamentale in tutte le cose che faccio, sia a livello professionale che no, coinvolgerli sempre.

Vuole aggiungere altro? Buona vita a tutti.

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