MADRI ALLO SPECCHIO: IL TERZO CONCORSO LETTERARIO INTITOLATO ALLA FIGURA DI PIERPAOLO FADDA

di PIER BRUNO COSSO

Il titolo del concorso letterario era “Madri allo specchio”, ma poi tantissimi autori si sono scatenati per raccontarci che l’immagine riflessa nello specchio non è solo romantica e sempre melensa.

La maternità è una strada anche aspra, ci hanno sussurrato o urlato i concorrenti. La maternità nella vita reale porta sofferenza, può dare la sensazione di sentirsi inadeguata. Inadeguata, se alla maternità non ci arrivi, o inadeguata se ci sei arrivata e ti ha travolto, oppure perché troppe volte sei  rimasta sola, come donna. E se rimani sola puoi non farcela, e te la faranno sentire come una colpa. Ma tu sei donna, e invece ce la puoi fare contro tutti pronostici.

Ecco, i racconti e le poesie del Concorso ci sbattono in faccia che se c’è un prezzo da pagare lo paga soprattutto la donna. Ed è un prezzo spesso di solitudine, di amore strappato, di cuore frullato proprio da quelli che si aspettavano più da te. Ma sentirsi inadeguati quanto costa?

Noi uomini, quel sentirci inadeguati, lo paghiamo con pochi spiccioli, perché non riguarda il fulcro stesso della nostra esistenza. Non è così per le donne; e le opere di questo libro ci schierano davanti ai profondi abissi della maternità.

Nella antologia ci sono cinquantasette opere di cinquantasette autrici e autori diversi che raccontano, amano, gridano, gioiscono e graffiano. Non ci sono reticenze e ci si confessa con tutte le sfumature della maternità. Tutta la gamma di sensazioni in trentadue racconti e venticinque poesie.

È sinceramente un’antologia da non perdere, che porta anche un fortissimo messaggio che parte dall’altra metà del cielo e arriva, affilato, a tutti gli uomini. Almeno a quelli che si sanno sintonizzare con la vita.

Pierpaolo Fadda

Il Concorso, giunto alla terza edizione, è intitolato a Pierpaolo Fadda: un grande giornalista che si definiva piccolo, ma nuragico, che aveva la Sardegna nel cuore, e il cuore grande quanto la Sardegna. Scherzava sul suo essere fisicamente minuto, ma non scherzava sulla sua grande forza, nuragica appunto, che lo ha portato a fare tanto per la cultura della nostra Isola. Letteratura, musica, cori sardi in particolare, e arte in ogni declinazione lo appassionavano e lo portavano a essere una enorme forza trainante per tutte le forme artistiche della nostra cultura. Che lui ha difeso e promosso sempre, come giornalista, direttore di giornale e fondatore di una nostra prestigiosa rivista, forse tra le più prestigiose: ANTAS.

Ma non basta. È stato apprezzato scrittore e infaticabile poeta. Dico infaticabile perché tutti noi siamo rimasti incantati dalla inesauribile forza espressiva delle sue poesie. Una forza che aveva dentro, incredibilmente, anche quando nel letto numero uno del reparto di ematologia dell’ospedale ha dato una durissima lezione alla leucemia (Diavolessa, come chiamava lui) che lo ha consumato, ma mai vinto.

Restano di lui, oltre la sua generosità e la sua forza, anche quei libri di poesie scritti la notte con la penna su un vecchio quaderno. Versi ispirati, versando inchiostro e lacrime, e poi amati dal fondo di un letto di ospedale.

Rimane di lui la forza della riconoscenza per Casa AIL di Sassari, che non lo ha solo ospitato, ma gli ha regalato spazzi di vita. Quella vita che poi gli ha voltato le spalle, con una malattia che lui si divertiva a sbeffeggiare. E sì, alla fine ha vinto lui.

Ecco perché il Concorso Letterario intestato a Pierpaolo Fadda si svolge puntualmente in collaborazione con Casa AIL di Sassari, e con l’Associazione Culturale “Cultura al Femminile” che ha sempre condiviso i suoi stessi valori. E si completa come ogni anno nella pubblicazione di un’antologia curata dalla casa editrice “Gli scrittori della porta accanto”.

Questa è un’antologia che resta. Che tocca qualcosa dentro, e che rimane lì.

Noi della giuria (ho avuto l’onore di farne parte) siamo rimasti sorpresi dell’alto livello delle opere presentate. È stato veramente difficile stilare una classifica, e quest’anno è stato quanto mai doveroso pubblicare tutti i cinquantasette finalisti.

Madri allo specchio riflette qualcosa di ognuno di noi, che forse, noi stessi, non avevamo mai visto.

Titolo: Madri allo specchio, AAVV, edizioni “Gli scrittori della porta acconto” 2021. Cartaceo 15,00 €, formato Kindle 2,99 €.

Link d’acquisto: Casa AIL Sassari, librerie e negozi on line

Video: https://www.youtube.com/watch?v=JXZ5K-ktv8c

Giuria: Pier Bruno Cosso, presidente; Emma Fenu, amministratrice; Francesca Arca, Sabrina Corti, M. Lidia Petrulli; Elisabetta Liz Corti, segreteria.

Sezione racconti:

Autori vincitori: Silvia Argento, Prima classificata; Lucrezia Guaita Diani, Menzione d’onore.

Autori finalisti: Elvira Rossi; Laura Cerrito; Debora Porfiri; Maria Rita Sanna; Carlo Sorresu; Laura Saija; Andrea Meloni; Franca Falchi; Alessia Finco; Serena Savarelli; Enrica Bardetti; Tatiana Mazzotta Malme; Elisabetta Spanu; Gianna Ferro; Gaia Virginia Moimas; Elena Lanza; Elisabetta Calabrese; Cristina Casillo; Stefania Ginesu; Maria Zaffira Secchi; Giada Barbirato; Luana Natalizi; Samanta Berruti: Simona Melis; Maria Luisa Malerba; Marialuisa Casiraghi; Carla Azara; Danila Della Pietà; Giorgia Fantinuoli; Marco Farina.

Sezione poesie:

Autori vincitori: Federica Storace, Prima classificata; Matteo Piergigli, Menzione d’onore.

Autori finalisti: Mita Feri; Silvia Ledda; Imelde Genito; Simona Pintus; Federica Sanguigni; Antonella Malvestiti; Tiziana Mazza; Maria Antonietta Macciocu; Claudia Figus; Doriana Caria; Maria Giuliana Campanelli; Maria Piras; Paola De Stefano; Maria Teresa Tedde; Ilse Atzori; Maria Muῆoz Spano; Manuela Orrù; Anna Fresu; Rossanna Bacchella; Debora Porfiri; Stefano Arrù; Carlo Soriga; Cristina Basile.

2 risposte a “MADRI ALLO SPECCHIO: IL TERZO CONCORSO LETTERARIO INTITOLATO ALLA FIGURA DI PIERPAOLO FADDA”

  1. La mamma è una donna speciale la regina della famiglia: è la mamma che ti coccola nei momenti difficili. Che ti sgrida facendoti riflettere. Si parla sempre della mamma dai più piccini ai vecchietti. È la figura femminile che ricorda quanto è importante una donna.

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