SCULTORI SARDI DEL NOVECENTO: LA MOSTRA PERMANENTE ALLO SPAZIO ILISSO DI NUORO

di LUCIA BECCHERE

Presso lo Spazio Ilisso di via Brofferio è stata inaugurata la permanente dei più grandi scultori sardi del ’900: Ciusa, Nivola, Tilocca, Maria Lai, Fancello e Tavolara raccontano la storia dell’arte isolana.

«È un progetto che finalmente arriva a compimento – ha detto l’editore Vanna Fois –. Spazio Ilisso accresce la sua proposta espositiva con il museo della scultura del ’900 sardo che da oggi viene posto alla fruizione collettiva. È il coronamento di un progetto anticipato il 14 dicembre del 2019 quando questo spazio è stato aperto e che, causa pandemia, ha subito dei ritardi. Ciò conferma la vocazione della nostra casa editrice portata avanti in 35 anni di attività e la volontà di preservare anche la connotazione di questo luogo che riteniamo potenzi tutti i momenti di narrazione culturale». «Occorre riappropriarsi della scultura – ha dichiarato l’architetto Antonello Cuccu che ha progettato e curato l’allestimento. La scultura può essere tante cose, a partire dall’apporto di Francesco Ciusa del quale sono esposte le plastiche. Abbiamo opere che testimoniano di un aspetto importante della sua scultura realizzate prima in terracotta perché l’artista, non avendo commesse, si era inventato un lavoro divulgando la propria opera attraverso multipli per ridurre il costo e sostenere la famiglia. Di lui rimangono solo una trentina di modelli perché il suo studio a Cagliari era stato bombardato e quindi parliamo di un’eredità preziosa. Avere sempre sotto gli occhi le opere – ha proseguito Cuccu – significa anche poterle studiare ma è importante saperle custodire e preservare a differenza di quanto accade con l’opera dedicata a Maria Lai alla Solitudine oggi in stato di abbandono. Di Nivola, noto nel mondo come scultore della sabbia per aver realizzato delle forme a terra a cui si è ispirato le Corbusier, sono esposti i bozzetti originali in polistirolo e buccia d’uovo utilizzati per riprodurre in marmo delle opere più grandi».

Cuccu ricorda poi Fancello, il primo scultore ceramico, Tavolara del quale si trova esposta il modello in legno per il portale della chiesa della Solitudine, Maria Lai con i segni diagonali che rappresentano l’inquietudine e infine Sciola con i suoi monoliti sonori. 

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