L’ENOLOGO CULT 2021: MARIANO MURRU, FRA I VIGNETI STORICI DEL BELPAESE E IL FUTURO NELLA BIODIVERSITA’

di MARIA GRAZIA MARILOTTI

“Salviamo e preserviamo i vigneti storici della Sardegna e dell’Italia. La biodiversità è e sarà la nostra forza per il futuro”.

Ne è convinto Mariano Murru, “Enologo Cult 2021”. Il riconoscimento è arrivato al Naturae et Purae, anteprima del Merano Wine Festival. Un premio al talento e alla trentennale carriera come direttore tecnico della cantina Argiolas di Serdiana. Era stato chiamato dal maestro dell’enologia italiana, il compianto Giacomo Tachis, che aveva intuito le grandi potenzialità di quel giovane enologo originario del Sulcis, figlio di un piccolo viticoltore, cresciuto tra i vigneti di questo territorio, terra d’elezione del Carignano. “I suoi insegnamenti sono più che mai attuali – sottolinea Murru – e cerco ancora di farne tesoro. Il rigore, il non lasciare nulla al caso, e poi quell’incanto davanti alla bellezza della natura, a tanta ricchezza di biodiversità. La Sardegna ha un patrimonio ricchissimo, un’immensa varietà di vitigni anche poco conosciuti, tesori da salvaguardare e valorizzare in bottiglie che davvero non temono confronto con i più blasonati a livello internazionale. Sta a noi capirlo e valorizzarlo il più possibile”.

Presidente di Assoenologi Sardegna, unico sardo nella storia del premio, Mariano Murru vanta una carriera costellata di importanti traguardi: miglior enologo d’Italia dallAssociazione Vinoway d’Italia nel 2020, un anno prima miglior enologo della Sardegna, sono due tra i tanti. Se il Turriga è il vino portabandiera dell’azienda, Argiolas è apprezzato nel mondo per la gamma ampia di vini di eccellenza: Vermentino Is Argiolas ha conquistato il platino al Merano Wine Festival, l’Angialis da uve Nasco e Malvasia è stato per due volte miglior vino dolce d’Italia, Carignano Is Solinas tra i 100 migliori vini rossi italiani, Senes Cannonau riserva più volte medaglia d’oro al concorso mondiale del Grenache, Costamolino Vermentino, segnalato dal newyorkese Times tra i bianchi italiani più interessanti, per citarne solo alcuni.

“Il premio è anche il frutto di scelte coraggiose, come la valorizzazione del materiale genetico isolano: i vitigni autoctoni, da quelli più diffusi a quelli a rischio di scomparsa”, commenta Gianni Lovicu, responsabile del settore vitivinicolo dell’Agris.

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