“GESTURI, RICORDI D’INFANZIA”, IL LIBRO DI STEFANIA CUCCU, UNO SPACCATO DI SARDEGNA

Stefania Cuccu

“Gesturi, ricordi d’infanzia” Edizioni WE.

Un libro che rappresenta l’unione tra una rappresentazione storica-geografica e il racconto di situazioni di vita trascorse in un piccolo paese della Sardegna.

Le storie sono raccontate in modo semplice e coinvolgente per il lettore, capaci di far commuovere e di far sorridere allo stesso tempo. Parlano di persone che hanno fatto parte della vita dell’autrice; persone ricche dei veri valori umani che, senza bisogno di apparire, hanno saputo vivere con sensibilità d’animo dedicandosi al prossimo e amando la vita per ciò che ogni giorno ha donato loro.

Un piccolo tesoro per chi vuole conservare, nella memoria e nel cuore, il ricordo di un bellissimo paese della Sardegna, delle sue usanze, dei suoi abitanti e nel quale si riflette la cultura di un’intera isola: la Sardegna.

Rilanciamo un estratto dedicato a Galdino Muda, uno dei più grandi fisarmonicisti dell’isola.

Galdino Musa, conosciuto come “Tziu Galdinu”, è stato uno dei più grandi fisarmonicisti della storia della Sardegna e ha dato tanto alla comunità gesturese. Era nato a Sardara nel 1924, da Raimondo Musu e Pelagia Montisci, due bravissimi ballerini di ballo sardo che amavano partecipare alle gare delle rassegne folkloristiche della Sardegna, classificandosi spesso ai primi posti.

Così Galdino, sin da bambino, si trovava su quel palco che da grande lo avrebbe visto protagonista, ad osservare i balli e ad ascoltare il suono delle launeddas, custodendo i segreti di quella musica e quei ritmi che sarebbero diventati componente fondamentale della sua vita.

Anticamente infatti, il ballo sardo veniva accompagnato dalle launeddas, e solo più tardi fu seguito dalla fisarmonica. Galdino andò a scuola di fisarmonica sin dalla tenerà età, ma non ebbe bisogno di tanti anni di scuola; il suo talento e la sua passione lo portarono a diventare ben presto il miglior fisarmonicista presente in Sardegna tanto da essere richiesto in tutte le piazze e le case dove i giovani si riunivano per ballare. Fu così che all’età di diciotto anni, durante la visita di leva, divenne amico di alcuni gesturesi che lo invitarono a suonare in paese. In quella occasione il suo destino incontrò quello di Elena Usai, una ragazza di Gesturi con la quale si sposò ed ebbe quattro figli. Ci fu solo una breve parentesi, alla fine degli anni cinquanta, che portò lui e la sua Elena a vivere in Svizzera alla ricerca di un nuovo lavoro. Galdino lavorava come ruspista e nelle serate si dedicava alla musica con suo fratello Timoteo, anche lui emigrato in Svizzera; una parentesi durata poco, perché Galdino ed Elena, che all’epoca ebbero il primo figlio, Mauro, non riuscivano a stare lontani dalla loro amata isola.

Tornato in Sardegna, dove nacquero gli altri tre figli, introdusse l’uso della fisarmonica elettronica e si dedicò esclusivamente alla musica e alla crescita culturale del paese. Fu il primo a fondare la Pro loco, un’associazione locale nata con lo scopo di promuovere il territorio. Andò alla riscoperta dell’abito tradizionale sardo appartenente alla comunità Gesturese con il quale il gruppo folk iniziò a ballare e a sfilare nelle sagre, nelle processioni dell’isola e della penisola; tra queste, la più amata, era sicuramente la processione in onore di Sant’Efisio.

Il suo lavoro si estese anche oltre i confini gesturesi, insegnando il ballo sardo ai giovani dei paesi vicini. La sua fama era diventata talmente grande da ricevere  continuamente proposte di partecipazione dai tanti comitati organizzatori delle feste popolari sarde che, in assenza di telefono, si presentavano a casa sua. E fuori dalla sua casa c’era la fila di persone che speravano di portare la sua musica nei loro paesi! Lui non sceglieva in base all’offerta economica, sceglieva in base all’ordine d’arrivo; il primo che si presentava era sicuro di poter contare sulla sua partecipazione, perché Galdino non tradiva mai la parola data.

La musica, l’aggregazione sociale, i valori della cultura sarda la fede e l’onestà erano la sua priorità, e non i soldi. Ormai non c’era festa, processione o sfilata che non fossero animate dalla musica della sua fisarmonica e fu proprio a causa della sua fisarmonica che, a sessant’anni, smise di lavorare. Il peso di quello strumento portato in spalla nelle processioni, così come l’umidità delle notti passate su un palco a suonare, gli procurarono l’artrosi e lo schiacciamento di una vertebra causandogli forti dolori muscolari e l’insensibilità agli arti, in particolare alle mani.

Da allora, lontano dalla sua musica e dalla sua passione, il suo fisico cominciò a indebolirsi ma la sua mente rimase lucida sino all’ultimo, tanto da chiamare accanto a sé tutta la sua famiglia quando si rese conto di essere arrivato alla fine dei suoi giorni. Morì la notte dell’undici febbraio del 2002, il giorno del suo compleanno, accompagnato dall’amore della sua famiglia e di tutta la comunità gesturese.

Io non ho mai imparato a ballare il ballo sardo, nonostante abbia provato varie volte, perché, come mi diceva “Tziu Galdinu” : –E’ la tua timidezza che ti frega. Non serve a nulla vergognarsi, e poi di cosa ti devi vergognare? Solo chi fa del male si deve vergognare! Avevi ragione tu “Tziu Galdinu”, peccato averlo capito troppo tardi e oggi che ho superato la timidezza, sono qui a parlare di te …

10 pensieri riguardo ““GESTURI, RICORDI D’INFANZIA”, IL LIBRO DI STEFANIA CUCCU, UNO SPACCATO DI SARDEGNA”

  1. Libro veramente molto bello, racconti e aneddoti di gesturi e dei suo abitanti. La scrittrice a raccontano veramente in maniera impeccabile la vita di gesturi e dei suoi personaggi e ambientazioni. Un applauso a lei.

  2. Con questo libro l’auttice mi ha dato l’opportunità di rivivere anni e ricordi indelebili. Ho rivissuto quei momenti con emozione ricordando quelle persone a me care. Grazie a Stefania, e spero che ci sia un proseguo con tanti a ricordi di altri paesani che hanno dato un impronta negli anni della nostra infanzia.

  3. Veramente un bel libro, ricordi e aneddoti di un piccolo ma bellissimo paese della Sardegna. Bravissima la scrittrice

  4. Cara Carla complimenti per il lavoro di ricerca e per le belle parole su mio zio Galdino.Vorrei precisare che la mamma era Peslagia Mameli e non Montisci,cugina di mio nonno Raimondo
    .Galdino e Timoteo erano ospiti per San Gregorio a Sardara ogni anno e cenavano in casa dei miei genitori. Un saluto a Gesturi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *