“L’UNTORE” DI BONO DELLA VARIANTE INGLESE DEL COVID: MOLTI DUBBI CHE SIA IL MILITARE DI RITORNO DALLA MISSIONE IN LIBANO

Bono

di MARIA VITTORIA DETTOTO

Nella vicenda della scoperta della variante inglese del Covid nel comune di Bono, c’è qualcosa che non quadra. È stato additato come “untore” un giovane militare di rientro da una missione in Libano, ma come dire, i conti non tornano e non esiste alcuna certezza che sia lui l’untore o il paziente 0 come lo vogliamo chiamare.

Vediamo il perché.

Il militare il 30 gennaio viene sottoposto a regolare tampone in Libano, come previsto dal protocollo dell’Esercito italiano, prima del rientro in Italia. Il tampone risulta negativo ed il giovane può rientrare in Sardegna.

Il 31 l’arrivo all’aeroporto di Alghero e l’immediato trasferimento a Bono, dove il militare dovrebbe essere soggetto a 14 giorni di quarantena, come previsto dalla prassi per chi rientra da un paese estero.
Il giovane inizia ad avvertire i primi sintomi l’11 di febbraio; il 13 febbraio effettua il tampone che risulta positivo.

Nel frattempo a quanto pare il giovane non è mai venuto in contatto con la sorella, docente di un liceo artistico di Sassari, la quale risulta però a sua volta positiva.

Come positivi sono altri tre famigliari del giovane militare.

Dunque a conti fatti, non c’è alcuna certezza che a portare la variante inglese del Covid in Sardegna sia stato il giovane militare dell’Esercito italiano, anche perché di fatto era l’unico tra i famigliari ad essere sottoposto a quarantena obbligatoria, mentre gli altri potevano liberamente muoversi per il territorio.
Il paziente 0 dunque può essere stato qualsiasi membro della famiglia.

E anche considerando l’eventuale periodo di incubazione del virus, che secondo alcuni è di 7-10 giorni e secondo altri è di 5-7 giorni, pare davvero troppo a ridosso dell’eventuale rientro del militare dalla missione.

Ad ogni modo ad oggi a Bono risultano cinque casi di variante inglese e altri 14 positivi al Covid 19.

Il sindaco Elio Mulas ha imposto per questo motivo un lockdown che durerà da oggi per i prossimi 15 giorni, nel corso dei quali verrà effettuato uno screening a tappeto sulla popolazione.
Solo negli ultimi 2 giorni, sono stati effettuati 300 tamponi molecolari, che hanno dato gli esiti di cui sopra.
Gli abitanti di Bono, accettano ormai rassegnati l’ordinanza, ma c’è anche chi si lamenta, in primis i titolari delle attività commerciali che dovranno nuovamente chiudere tutto.

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