IL RACCONTO “LA LUNA NEL POZZO” DAL LIBRO “LEGGENDE SARDE AL CHIARO DI LUNA”

di TONINO OPPES

Nonna, nonna, raccontaci una storia!
Tutto era cominciato in una calda sera d’estate.

Appena la luna compariva in cielo, i bambini accorrevano in piazza sempre più numerosi. Li attendeva un appuntamento da non perdere. C’erano anche gli anziani che stavano seduti su grandi sgabelli di pietra, nel cuore di Sandalia, e, insieme ai loro figli e nipoti, come ogni notte, guardavano incantati verso l’alto.
Lei, la luna, era sempre lì.


Ah, quanti ricordi e desideri espressi sottovoce! Soprattutto quando se ne stava in alto, meravigliosa, tonda, bianca e lucente, tra le stelle più luminose. Si intravedevano, in lontananza, i suoi crateri; ognuno rappresentava un tuffo nel passato e uno al cuore.

I bambini accorrevano felici a quell’appuntamento. Le loro urla di gioia si sentivano in lungo e in largo in tutte le strade del piccolo paese nel centro dell’Isola.

Sembrava di essere a teatro e la notte appariva più magica.

Quando il silenzio diventava totale e nell’aria si udiva solo il canto delle civette: uhu, uhu uhu… beh, allora, si cominciava.

Acultziade pitzinnos meos, e iscultade. Avvicinatevi bambini miei, e ascoltate, – iniziava la vecchia – adesso vi svelo un segreto.

– Dovete sapere che per crescere felici e allegri bisogna portare sempre con sé due cose: una bisaccia e un secchio. Proprio così. La bisaccia vi servirà per custodire i ricordi più cari, i vostri e quelli della vostra famiglia. Invece nel secchio…

Non faceva in tempo a finire la frase che i bambini subito chiedevano: – Sìii, daiii, raccontaci subito a che cosa serve il secchio…

I piccoli erano molto curiosi e impazienti. Volevano essere informati e fremevano dalla voglia di ascoltare.

– Venite ancora più vicino a me…, ora vi racconto il potere magico che hanno le cose che amiamo e quelle a cui crediamo – riprendeva l’anziana donna mentre sollevava lo sguardo verso l’alto senza dire una parola, ma non ce n’era bisogno.

– Ecco, vedete: la luna ci guarda, ci segue ovunque e ci ascolta. Adesso vi mostro i segreti per catturarla. Avete mai provato? Ora vi spiego.

Dovete aspettare che sia alta in cielo, proprio come stasera. Allora correte al pozzo. Riempite bene il secchio e tiratelo su. Lei si specchierà nell’acqua e soltanto in quel momento potrete prenderla tra le mani. Quando vi sembrerà di averla ben stretta guardatela ancora in alto ed esprimete i vostri desideri, però non più di tre. Se lei vi sorriderà farà di tutto per accontentarvi.

I bambini, ancora con la bocca spalancata per lo stupore, ascoltavano incantati, e guardavano con dolcezza la nonna mentre si sistemava lo scialle e nascondeva le ciocche bianche dei capelli dentro il fazzoletto che aveva sul capo.

Nonostante l’età si facesse sentire, anche lei — che qualche volta si alternava con il marito — era felice di raccontare le tante storie che aveva sentito da bambina.

Una ogni sera, in qualunque stagione dell’anno, preferibilmente in estate, ma sempre al chiaro di luna.

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