DALL’EST CON AMORE. A CAGLIARI LA PRIMA DEL DOCUFILM SULLA DIASPORA RUSSOFONA IN SARDEGNA

le storie di Viktorya dalla Bielorussia, Olesya dalla Russia, Gulzhan dal Kirghizistan e Zhanna dall’Ucraina

Si è svolta a Cagliari la premier nazionale in streaming Facebook del documentario “Dall’est con amore”, di Karim Galici, dedicato al vasto e composito universo femminile della diaspora russofona in Sardegna.
L’appuntamento online è stato condotto da Olga Izofatova, coordinamento alla regia Vladimir Carboni, redazione German Carboni.

Durante la presentazione sono intervenuti il regista del documentario Karim Galici, e le protagoniste: Viktoryia Shablova, Zhanna Sotnik, Olesya Gamotina, Gulzhana Omokeeva.

A commentare il film invece, Ignazio Boi (Direttore Pastorale Sociale e Lavoro Diocesi di Cagliari), Francesco Rubino (Presidente Associazione “Accoglienza senza Confini” – Matera), Roberto Pili (Presidente IERFOP e Comunità Mondiale della Longevità), Alessandra Sorcinelli (sindacalista, poetessa, animatore culturale), Raffaella Candoli (Presidente Associazione “Piccolo Mondo” – Cesena) e Giuseppe Carboni (Presidente Associazione Cittadini del Mondo).

Il film documentario è una implementazione del progetto “Rete per la conoscenza e aggregazione” promosso dall’Associazione Cittadini del Mondo con il sostegno della Fondazione di Sardegna “Quando ho parlato per la prima volta con i responsabili dell’associazione Cittadini del Mondo, sulla comunità russofona a Cagliari e in Sardegna, mi si è aperto un nuovo orizzonte – ha spiegato il regista -. Ho lavorato per tanti anni sull’immigrazione, ma prettamente con ragazzi che arrivavano dai paesi dell’Africa e dell’Asia. Non avevo la piena consapevolezza di quante donne venendo dall’ex Unione Sovietica, avessero scelto la nostra Isola per una nuova vita”.

Abbiamo scelto quattro donne di età e nazionalità diverse che potessero essere rappresentative di culture e vite differenti, pur avendo un passato geopolitico e la lingua in comune – ha aggiunto ancora Galici -. In coscienza, so benissimo che niente e nessuno può essere realmente rappresentativo di un popolo o una nazione. Per questo la direzione è andata alla ricerca più di universalità umane, che di differenze culturali. Più vite, che luoghi comuni. In tutti i miei lavori parto da delle domande, che in questo caso sono diventate interviste”.
Il film. Viktorya (Bielorussia) si è appena laureata, prendendosi una piccola rivincita con la vita che all’età di 12 anni le ha tolto tanto; Olesya (Russia) è una giornalista sempre pronta a partire, se al suo fianco ci sono le due figlie e suo marito; Gulzhan (Kirghizistan), si è liberata da un marito opprimente e seguendo il consiglio della madre ha cambiato vita; Zhanna (Ucraina), è una nostalgica dei tempi sovietici che vive in un paesino dove assiste un vecchietto di 98 anni. Quattro donne di generazioni e nazionalità diverse con universali somiglianze. Quattro donne che arrivano dall’Est e hanno scelto la Sardegna come luogo dove vivere, crescere, lavorare e amare. 

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