BREVE STORIA DELLA RISTORAZIONE: PER ANDREA TRONU, UN VIAGGIO ATTRAVERSO LA PASSIONE E L’ESPERIENZA

ph: Andrea Tronu

di CARMEN SALIS

Docente alberghiero nella provincia di Cagliari e con esperienza ventennale nel settore della ristorazione, Andrea Tronu ha deciso di raccontare, partendo dalla sua esperienza, quelle che sono state le evoluzioni e i cambiamenti di un mondo che l’ha appassionato sin da bambino, in un libro: “Breve storia della ristorazione – Edizioni Amicolibro”.

Andrea, la lettura si apre con una bellissima immagine: tuo padre che ti sistema la cravatta della divisa.

Sì, ho voluto fortemente mettere in evidenza quest’aspetto tramite una foto e una dedica, prima ancora di iniziare a raccontare la mia esperienza vissuta e quella che la storia ci insegna, perché è cosi che è partita la mia passione. Grazie a mio padre, anch’esso professionista di questo straordinario mondo.

Hai voluto sottolineare quanto il mondo della ristorazione è cambiato.

Racconto come i periodi storici abbiano contribuito alle tantissime trasformazioni culinarie sia dal punto di vista gastronomico che da quello delle esigenze e richieste di mercato. Questo perché. indipendentemente dal periodo storico, sociale ed economico che si andava ad affrontare, una delle tantissime attività che non si sono mai fermate è proprio la ristorazione.

La passione riesci a trasmetterla ai tuoi allievi? Queste nuove generazioni hanno voglia di mettersi in gioco come hai fatto tu?

Uno dei principali obiettivi è proprio questo: trasmettere passione ai giovani per questo straordinario mondo. Purtroppo, i tempi son cambiati. Quando frequentai l’istituto alberghiero, quindici/vent’anni fa, era un’impresa entrare tra gli iscritti. Ogni anno si formavano di media trenta nuove classi, cosi da doverci dividere in diversi istituti per sopperire al numero di classi necessarie. Le lezioni teoriche e pratiche, soprattutto, erano molte di più poiché non solo si studiavano tutte le materie base per poi col diploma accedere all’università, ma tutte le materie d’indirizzo come cucina, sala-bar, ricevimento, scienze dell’alimentazione etc. Ora invece, oltre al numero ridotto di ore di lezione, per molti ragazzi gli istituti professionali in genere vengono visti come istituti dove non si fa nulla, ma non è così. Spero ci siano ragazzi che abbiano la stessa passione, determinazione ed entusiasmo che avevo e tuttora ho, e perché no, anche maggiore volontà e spirito di sacrificio.

Credi che il settore potrà riprendersi dalla crisi che il Covid ha portato?

Purtroppo tutto ciò che si è perso non si può recuperare. Ma cerco sempre il lato positivo in qualsiasi situazione, e credo che sia servito per cambiare rotta, migliorarsi e programmare meglio la propria attività concentrandosi sull’ospite come obiettivo principale, garantendogli sicurezza, pulizia e maggiore attenzione. I tempi son cambiati, in fretta e in maniera drastica, bisogna stare al passo e avere sempre una marcia in più. L’ospite è il vero protagonista del nostro “lavoro”. Troppo pochi hanno questa visione.

Che cosa significa per te, ogni giorno, andare al lavoro?

Grazie per questa domanda perché così posso collegarmi alla frase precedente dove cito il lavoro tra virgolette. Inutile negare che la professione alberghiera sia faticosa fisicamente e mentalmente oltre che prenderti gran parte del tempo da dedicare alla famiglia, riposo e tempo libero. Diciamo che diventa tutto più leggero e piacevole facendo ciò che ti piace fare. Io l’ho proprio scelto, non mi è stato imposto né l’ho preso come ripiego.

Hai un desiderio che vorresti realizzare?

Sì, certamente, altrimenti non avrei sempre questo entusiasmo e questa voglia di fare. Ciò che mi spinge a fare sempre meglio è la voglia di conoscere nuove tendenze, metodologie e tecniche da condividere con chiunque. Per me è molto importante il confronto. Ecco, il mio desiderio è questo, non perdere mai passione ed entusiasmo mantenendo sempre quel pizzico di curiosità in più che mi aiuta a migliorare sempre più.

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