IL SUO VINO E’ UNA FESTA PER GLI OCCHI E PER IL PALATO: TORBATO DOC, IL FASCINO DI UN VITIGNO

immagine di Gianna Mazzei

di VIRGILIO MAZZEI

Il Torbato è un vitigno a bacca bianca, catalogato come “Vitis Iberica”.

Questa indicazione ampelografica ha creato momenti di discussione riguardanti le sue origini.

Qualche studioso ha infatti attribuito i suoi natali all’Asia Minore, da dove sarebbe stato portato fuori dai crociati.

In realtà, come afferma l’autorevole ricercatore Gianni Lovicu, “Non esistono prove dei suoi natali fra le antiche civiltà egee”.

Pertanto – al momento – le sue origini sono da considerarsi spagnole.

Il vitigno Torbato non è generalizzato nel vigneto italiano. Questo antico ceppo è presente solo in Sardegna, e specificatamente nell’area algherese.

In Sardegna è conosciuto anche come Turbat, Uva catalana, e Trubat Iberica.

La sua prima apparizione in questo splendido territorio della Nurra, particolarmente idoneo per la coltivazione della vite, risale all’epoca della dominazione catalana/aragonese tra il 1324 e il 1479, importato e messo a dimora da questa popolazione.

Nel tempo, la valorizzazione del vitigno Torbato è merito esclusivo della storica cantina “Sella & Mosca” – situata in località I Piani nella Nurra algherese – fiore all’occhiello delle cantine sarde, e degli impianti vitivinicoli di tutta la Sardegna.

Recentemente – nuovi vignaioli – constatato il valore di quest’uva, e seguendo l’esperienza consolidata di Sella & Mosca, hanno avviato progetti per la messa a dimora del vitigno Torbato.                                                                                     

La struttura che al momento appare più attiva e determinata a portare avanti e sostenere questo prodotto risulta la Cantina “Poderi Pampinello”, situata in località Janna de Mare, nel territorio dell’Argentiera (Sassari).

Il vitigno Torbato dà origine all’omonimo vino bianco prodotto in versione fermo, e in versione spumante.

Quest’ultima tipologia viene prodotta da Sella & Mosca col metodo tradizionale, e col metodo scharmat o Martinotti, per meglio soddisfare le esigenze dei numerosi enofili che – specie nel periodo estivo – sono presenti nella rinomata zona turistica.

Il vino Torbato rientra nella denominazione ”Alghero DOC”.

Le principali caratteristiche organolettiche del vino Torbato si possono sintetizzare come segue:

il tipo fermo è di colore giallo paglierino, tendente al dorato, con sfumature verdoline.

Il suo profumo è fruttato, elegante, inebriante, con sentori di fiori gialli e della macchia mediterranea.

Al gusto è secco, e piacevolmente fresco; gradevole retrogusto amarognolo.

È retto da una buona acidità, e una gradazione alcolica di 13 gradi.

Si presta ad abbinare antipasti di pesce, tutti i piatti delicati a base marinara, crostacei, e insalata di mare.

Va servito ad una temperatura di 10-12°C, in bicchieri tipo Tulipano a gambo corto, leggermente bombato.

Per quanto riguarda la versione spumante, il prodotto si presenta di colore giallo paglierino, brillante, con sfumatura verdolina, caratterizzato da perlage fino e brioso.                                                                      

Spiccano profumi floreali con eleganti rimandi ad agrumi e frutti esotici, e si percepisce la crosta di pane.

Al gusto è armonico, elegante, piacevole e invitante alla beva.                                                                                        

Si consiglia una temperatura di servizio di 8-10°C, e l’uso di un bicchiere tipo Flûte.

La tipologia spumante del Torbato – solitamente indicata come aperitivo – grazie alla sua eleganza e spiccata personalità, si presta egregiamente ad accompagnare piatti a base di pescato pregiato di mare presente in tutta la cosiddetta Riviera del Corallo, di cui i pescatori algheresi vanno orgogliosi. Lo stesso si può dire dei ristoratori della zona, che devono trasformare questo prodotto in piatti tipici e di alto valore culinario.

Tutti questi operatori, al grido di “Forza Paris” sapranno organizzare uno “sposalizio” perfetto di profumi e sapori tra Torbato e cucina marinara, anche fuori dalla città di Alghero.                                                                                        

Una fattiva sinergia tra produttori di vino e gestori di ristoranti potrebbe dare al turismo in Sardegna una spinta positiva per la ripresa dopo quanto ha provocato e – purtroppo – continua a provocare la pandemia del COVID-19.

 Il vino “Alghero DOC Torbato” ha avuto il riconoscimento della Denominazione con D.M. 19.8.1995, più volte modificato.

Attualmente è regolato dal D.M. 7.3.2014.

Il Disciplinare prevede che l’omonimo vino sia prodotto da uva Torbato pari all’85%.                                     

Sono ammesse in aggiunta altre tipologie sino al 15% di uve a bacca bianca provenienti da vitigni idonei alla coltivazione in Sardegna, purché compresi nel Registro Viticolo Nazionale delle Varietà.

La resa di uva Torbato è fissata in 140 quintali per ettaro vitato.

La trasformazione di uva in vino è stabilita in 70%.

Fermo restando che il territorio di produzione è la cosiddetta Nurra algherese, alla quale si è aggiunta di recente una zona dell’Argentiera, il Disciplinare che regola questa DOC ammette anche il territorio dei comuni di Alghero, Ittiri, Olmedo, Ossi, Usini e parte del comune di Sassari.

Il vino da uva Torbato consta di quattro etichette:

. Torbato DOC Alghero

. Terre Bianche DOC Alghero

. Terre Bianche cuvée in purezza

. Alghero Torbato spumante brut

Il vitigno Torbato è sensibile alle malattie crittogamiche.

La sua maturazione è tardiva.

Il suolo dove sono poste le vigne di Torbato è ricco di calcare originato da sedimentazioni marine.                       

Le caratteristiche della vite del Torbato si possono riassumere come appresso:

Foglia          media orbicolare, pentalobata, trilobata

Grappolo    compatto, media grandezza, cilindrico-conico

Acino           medio-piccolo, di forma sferoidale

Buccia         consistente, di color verde-gialla.

Il vitigno Torbato predilige il clima caldo, secco, e le zone collinari bene esposte.

Per concludere, mi sia consentito per un attimo di uscire dal tema principale che è il vino in senso stretto, per fare qualche altra considerazione che col Torbato ha molto in comune.

Per un riconoscimento di carattere storico, sia del territorio che del vitigno in esame, appare importante ricordare che la nascita, la crescita e lo sviluppo tecnico-industriale, nonché una programmazione accorta e lungimirante attuata dalla tenuta “Sella & Mosca”, sia da riconoscere all’ Ing. Erminio Sella e Avv. Edgardo Mosca. Essi sono stati i veri pionieri.                                                                                              

Perciò, onore e merito ai due capostipiti piemontesi per la loro intuizione in un’epoca di difficile predisposizione ad investire in un territorio come quello della Nurra di fine 1800.                                                                                                               

Ma un riconoscimento altrettanto sentito va all’attuale governance e a tutti i gli operatori della Tenuta “Sella & Mosca” che con grande professionalità gestiscono una così importante azienda vitivinicola, dove il Torbato primeggia tra i vari vini.                   

Auguri alla Cantina “Sella & Mosca” per i suoi 120 anni di presenza in una zona di così alto valore enologico.

2 risposte a “IL SUO VINO E’ UNA FESTA PER GLI OCCHI E PER IL PALATO: TORBATO DOC, IL FASCINO DI UN VITIGNO”

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