DISTRIBUTORE DI BELLEZZA: RENATO MUGGIRI PIANISTA, TASTIERISTA, COMPOSITORE E AUTORE

ph: Renato Muggiri

di FEDERICA CABRAS

Pianista, tastierista, compositore, autore, accompagna da sempre gli studi classici a un’esperienza più varia, tra il rock, il blues, l’improvvisazione e musica autografa d’ispirazione extramusicale: il 39enne villagrandese Renato Muggiri, già docente di pianoforte nelle Scuole Civiche di Musica del Sarrabus, di Selargius, Fonni, Lanusei e San Sperate, attualmente insegna Pianoforte presso l’Istituto Comprensivo Emilia Pischedda di Bari Sardo e collabora come pianista accompagnatore presso le Scuola Civica di Musica di Cagliari.

Tutto inizia quando è bambino, intorno ai 10 anni, ma è solo verso i 18 che le cose si fanno concrete: è allora che Muggiri si rende conto che è la musica, la sua strada, senza se e senza ma. Una formazione artistica, la sua, che termina con un Diploma Accademico di II livello sotto la guida di Romeo Scaccia e Francesca Carta, si perfeziona con Maestri di fama internazionale tra i quali Franco Scala, Gerlinde Otto, Julius Karnavicius, Benedetto Lupo, M. Lucia Costa, Arthur Schoenerwood, Angela Oliviero.

Ma non tutto è iniziato in modo semplice.  «Ho deciso di non iscrivermi all’Università ma di frequentare il Conservatorio, (il vecchio ordinamento erano 10 anni!) con le storte di naso di mamma e babbo, che alla fine hanno ceduto a questa apparentemente strana richiesta» racconta. «Dopo aver concluso il triennio (nel frattempo avevo fatto il passaggio al nuovo ordinamento) ho avuto un momento di pausa: 5 anni in cui il pianoforte classico è stato messo da parte per dare spazio a nuove ricerche musicali, tra canto, altri strumenti, e soprattutto la Didattica, che ho scoperto essere una grande passione».

«Studiare seriamente uno strumento è veramente duro, soprattutto per chi inizia da grande a farlo con sistematicità e obiettivi importanti» spiega, con una punta di amarezza. «Sei continuamente in lotta con un corpo che non restituisce quello per cui l’hai educato, vittima delle emozioni e delle paure, i blocchi emotivi che ti fanno andare in tilt durante gli esami. E poi hai la maturità di riconoscere l’immensità degli artisti con cui ti stai confrontando».

“Un continuo raffronto con l’inarrivabile”, così lo definisce precisando che “se non hai solide basi diventa un incubo cercare la forza di continuare una battaglia che comunque non ti darà quei risultati che vorresti”.

Troppo grande per quel tipo di percorso – in un mondo pieno di competizione – : questo il verdetto di chi incontra: «Era un eterno sentirmi in ritardo».

Il primo periodo non è, quindi, per nulla semplice. «Hai la lucidità e la responsabilità per costruire tutti i tuoi dubbi e le tue paure, farti abbattere dai fallimenti e in più dover mettere in mostra le tue emozioni, sotto un sistema scolastico che ti mette pressioni, frustrazioni, voglia di mollare».

Molti sono i lavori su cui pensa di buttarsi, le strade che cerca di seguire, ma alla fine, come è giusto che sia, una luce si accende dentro di lui: «Devi continuare» si dice. E da allora, le cose sono più chiare.

Si iscrive nuovamente al Biennio, che tra l’altro gli darà il titolo per l’accesso ai concorsi, e si rimette così in quella che è la carreggiata giusta. Ma è il ruolo dell’insegnamento nel suo cuore la scoperta più eclatante: «Ho riscoperto la gioia immensa che mi dà la trasmissione delle mie passioni e del mio sapere, ed è una soddisfazione senza paragoni».

«Frequentare il Biennio mi ha dato la possibilità di prender parte all’Erasmus, e sono partito sei mesi a studiare a Cracovia… la mia rivelazione. A Cagliari studiavo con due Maestri veramente bravi, ma non riuscivo a scrollarmi di dosso tutte le paure e le negatività che avevo immagazzinato negli anni. A Cracovia sono stato chiaro: nella lettera in cui chiedevo di essere ammesso dicevo in tutta sincerità che volevo un’altra chance, e che siccome in Italia mi sentivo sempre fuori età avevo bisogno di qualcuno che mi riprendesse da capo con serenità e senza pregiudizi. Devo averli commossi!» rivela. «Così sono finito in classe di un’insegnante meravigliosa che mi ha rispiegato tutto come se fossi un bambino. E in sei mesi ho capito cosa significasse suonare il pianoforte. Pieno di una nuova consapevolezza sono rientrato e piano piano ho iniziato a costruire le mie certezze e il mio percorso».

«Ora mi sento così fortunato! E così sento che la mia missione è far scoprire agli altri questa gioia che dà la musica, regalare emozioni, far capire che c’è sempre una possibilità, e che nella vita bisogna imparare a superarsi continuamente. E far capire che ciò che rende speciale ognuno di noi è proprio l’essere noi stessi! Una delle grandi domande che mi sono sempre fatto e che mi faccio ancora è: “Perché la gente dovrebbe ascoltare me e non un altro? Cosa io ho da offrire che un altro non può dare?”. Il dubbio di ogni artista è quello di dover avere un tratto unico, altrimenti ti perdi nel mare magnum delle tante persone che sanno suonare, scrivere, comunicare».

Le sue attuali collaborazioni sono con la violinista Noemi Loi con cui ha fondato il ReNoir Duet, con un repertorio che spazia dal classico al jazz, alla musica inedita e alla contemporanea; con la cantante e attrice Gisella Vacca con cui ha presentato diversi progetti in giro per la Sardegna; con la cantante Jessica Trudu con cui ha un progetto che rivisita con piano e voce musica Blues, pop, soul e rock; con il cantautore Andrea Montis per il quale ha registrato piano e tastiere per alcuni brani dell’ultimo disco e con cui collabora per le esecuzioni dal vivo; con il Direttore di coro Claudio Quirico Serra ha portato in scena A de Notte e Nativitas 2017; con la violinista Elsa Paglietti con cui esegue musica classica, Klezmer e inedita, e con il soprano Maria Ladu. «Sicuramente avere un background musicale che viaggia dalla classica alla musica moderna mi aiuta ad arricchire il mio linguaggio e la possibilità di comunicare, ma alla fine la risposta è sempre che l’unica cosa unica che posso avere è l’emozione che metto io nel suonare e nello scrivere» conclude. «Le emozioni sono solamente mie e attraverso questo io posso dare un senso alla musica. Essere me stesso e completamente immerso nella musica è veramente il segreto per essere unici! Tanto ci sarà sempre qualcuno che ti apprezza e qualcuno a cui non piaci, quindi l’idea di dover fare qualcosa che arrivi a un maggior numero di persone possibile diventa un compromesso che potrebbe non darti poi la gioia di quello che fai.  Quando ero più giovane, sognavo che sarei diventato una star della musica, ho sempre conservato l’interesse verso la composizione e la scrittura di canzoni e nei miei sogni mi vedevo a calcare palchi tra migliaia di fans» scherza. «In realtà quello che mi interessa oggi è non perdere di vista questa passione e poter continuare a vivere con la musica. Certo, ho in serbo l’uscita di un album con le mie composizioni per violino e pianoforte, e certo non mi dispiacerà se un giorno il disco potesse girare il mondo! Ma per ora ciò che è importante è cercare di fare al meglio e di creare maggiore bellezza possibile. Ecco la mia missione: distribuire bellezza a chi mi sta intorno!»

La sua esperienza artistica si concentra sul connubio con le diverse arti, collabora con il danzatore e fotografo Franco Casu, per cui produce le musiche di scena per la performance Un matrimonio improvvisato, Little Red Kabul e Piazza Taskim Dance. Tra le sue produzioni compare la colonna sonora del film “A Morte!” di G. Sulis, e la canzone “Ode al silenzio”, premio miglior arrangiamento al festival RockAmicizia 2011.

Nell’ambito della musica leggera sviluppa le sue conoscenze studiando Contemporary Music Writing and producing al CPM di Milano, con Sandro Mussida, Fabio Nuzzolese e Diego Maggi, e esplora il campo Jazz con A. di Liberto, P. Waters e Salvatore Spano, presso i Seminari Invernali di Jazz dell’Ente Musicale di Nuoro.

In duo fisso con la pianista Nicoletta Murgia partecipa attivamente alle produzioni artistiche del Conservatorio di Cagliari, (Il duo pianistico a quattro mani e due pianoforti, A la Recherque de la musique, Cocteau et le circle du Montparnasse, Musica e letteratura) e ai numerosi concerti di beneficienza Ogliastra Solidale.

Da solista, prende parte ai concerti di varie manifestazioni musicali, quali Monumenti Aperti, Le salon de la Musique en fete.

Durante il Biennio di pianoforte frequenta L’Akademia Muziczna di Cracovia nella classe della prof. Ewa Boukojemska per il progetto ERASMUS+, accademia presso la quale ha l’occasione di seguire corsi di composizione, contrappunto e improvvisazione, Musica Contemporanea da camera con Piotr Kedzersky.

Nel 2015 partecipa a un Concerto di musica contemporanea a Cracovia, con la registrazione live della Suite “Expozicia” – (Quadri) di Lucien Kaszycki per due pianoforti, con il pianista Mario Fabiani, e nel 2018 si è esibito durante il Gobè fest di Manchester portando, tra le varie arie da camera, Canne al Vento, un brano autografo.

Tra le sue collaborazioni appaiono quella col violoncellista Flavio Malatesta, il tenore Gianluigi Pili, il soprano Monica Cucca, la corale San Gabriele di Villagrande Strisaili, il coro Ogliastra, il coro polifonico di Teti e su Samughesu di Samugheo, l’orchestra di Opera Zero – Il Sogno, tribute band di Renato Zero, Il Crogiuolo, Nurarcheo festival, I semidiminuiti.

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