AL VIA LA XIII EDIZIONE DEL “TERRE DI CONFINE FILMFESTIVAL”, IN PROGRAMMA ANCHE LA PROIEZIONE DI “ALTURA” DI MARIO SEQUI E DEI CORTOMETRAGGI DI “VISIONI SARDE”

di BRUNO CULEDDU

Il 24 settembre partirà la XIIIa edizione del “Terre di confine filmfestival” con una serie di proiezioni, lezioni di cinema, mostre e  concerti che si terranno a Cagliari il 24 (Cineteca sarda), ad Asuni il 25, 26 e 27 (Anfiteatro e cortile del MEA) e a Solarussa il 2, 3 e 4 ottobre (Casa Sanna e Casa Naitana). In programma anche la proiezione presso l’Anfiteatro di Asuni il 25 settembre, ore 21.30, di “Altura” di Mario Sequi. Il film, realizzato nel 1949, è stato restaurato dalla Cineteca Nazionale a seguito delle ricerche di Antonio Maria Masia, Presidente dell’Associazione dei sardi di Roma ‘Il Gremio’, e di Franca Farina, funzionaria nell’Ufficio Restauri, Collezioni e Fondi Filmici del Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale nonché dirigente dello stesso circolo della capitale. In calendario anche gli otto cortometraggi finalisti di “Visioni Sarde 2020” che saranno proiettati sempre all’Anfiteatro di Asuni domenica 27 settembre alle ore 21.30.

“Terre di confine” quest’anno apre una finestra sul mondo delle donne nella pastorizia e sul confronto tra la Sardegna e le isole Shetland. Sarà pertanto un festival decisamente connotato al femminile, in cui si preannuncia, tra gli eventi, un confronto-incontro tra cineaste, donne pastore ed emigrate. Ed è naturalmente declinata al femminile la direzione artistica e la cura del progetto.

In qualità di direttrici artistiche troviamo le sarde Antonella Puddu e Michela Anedda. Antonella Puddu è attrice, regista, voice coach, speaker radiofonica, esperta di lingua sarda e organizzatrice di eventi culturali. Michela Anedda è regista di film di animazione in stop-motion. La cura del progetto è stata affidata alla bolognese Carla Caprioli,redattrice e autrice per editori scientifici italiani e web content manager per un’istituzione comunitaria. Altre due donne saranno coinvolte nella sezione ‘monografica’ (‘Shetland e altre isole remote’) e in quella ‘tematica’ (‘donne pastore’): le registe e documentariste Shona Main e Anna Kauber.

Il 24, alla Cineteca, Anna Kauber aprirà una riflessione sul pastoralismo al femminile ma anche sui temi dell’isolamento, della distanza e delle migrazioni, dando il via alle proiezioni dei documentari a tema: il suo apprezzatissimo “In questo mondo“, sul lavoro delle donne pastore in Italia, “Clavel” di Shona Main e i corti di Jenny Gilbertson Brown. La regista sarà presentata da Giovanni Maria Dettori, direttore della sede Regionale Rai. Anna Kauber sarà presente anche sabato 26 ad Asuni per dialogare con il regista Tomaso Mannoni assieme alle donne pastore protagoniste del suo documentario.

Sandro Sarai, presidente dell’associazione organizzatrice “Su Disterru”, e i sindaci di Asuni e Solarussa, Gionata Petza e Mario Tendas,hanno proposto un programmaveramente corposo e ricco che spazia dalla celebre serie TV “Shetland” della BBC alle opere di Shona MainJenny Gilbertson Brown e Scott Graham.

In anteprima regionale il documentario “Padenti” di Marco Antonio Pani e la versione restaurata de “Il processo a Catarina Ross” di Gabriela Rosaleva.

Tra i film più attesi anche “Assandira” di Salvatore Mereu con Gavino Ledda. Particolare curiosità suscita la presentazione di “Altura“, il film ritrovato del cagliaritano Mario Sequi. La storia: Stanis torna in Gallura, alla natia Altura. Ma le cose sono cambiate: il prepotente Efisio Barra ha comperato le terre e i pascoli, acquistando a basso prezzo tutto il latte. Inoltre Efisio corteggia Grazia, la fidanzata di Stanis. Per combattere il monopolio, Stanis si mette alla testa di un movimento cooperativo. Girata tra Aggius e Aglientu con comparse locali, la pellicola era stata smarrita. Nel 2019, grazie ad una ricerca di Antonio Maria Masia e di Franca Farina è stata ritrovata e restaurata dalla cineteca Nazionale.

Ad Asuni domenica 27, ore 21:30, negli spalti dell’Anfiteatro sarà la volta degli otto corti finalisti di ‘Visioni Sarde 2020’, il progetto realizzato dall’Associazione Sardi in Torino “A. Gramsci” con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna, Assessorato del Lavoro e della Fondazione Sardegna Film Commission.Saranno presenti i registi presentati da Elisabetta Randaccio, critico cinematografico, giornalista pubblicista, operatore culturale e responsabile internazionale della FICC/IFFS (Federazione Italiana dei Circoli del Cinema/International Federation of Film Societes). Saranno proiettati:

“Valerio” di Gianni Cesaraccio. Valerio è una carogna. Vive di espedienti, sotterfugi, è estraneo al figlio e alla famiglia rimasta. Quando scopre che è il compleanno della nipote, farle un bel regalo sembra la sua unica aspirazione. Una carogna, però, resta sempre tale.

“L’abbraccio” di Simone Paderi. Marina racconta la propria esperienza lavorativa: seduta su un divano, non senza difficoltà, cerca di ricordare il passato. Ma il racconto sfocia nell’emozione, un’emozione troppo forte per essere trattenuta.

“Dakota Dynamite” di Valerio Burli. Nel 1992, una bambina in vacanza in Sardegna viene rapita dall’Anonima Sequestri. Cercherà l’aiuto della sua eroina di fumetti western preferita.

“Destino” di Bonifacio Angius. Mario è senza lavoro, sfiduciato, ossessionato dall’idea che la sfortuna si sia abbattuta sulla sua vita. La storia di una sua giornata tra la campagna e la zona industriale di Caniga, una frazione di Sassari.

Fogu” diAlberta Raccis. Sacro e profano, riti e feste religiose si intrecciano con il rito quotidiano del cibo. Il fuoco modifica le caratteristiche del cibo: nella cottura lo libera dalle impurità, da ciò che può essere dannoso. Analoga funzione nei riti religiosi: mezzo per mondare lo spirito, rimuove gli ostacoli che impediscono di entrare in contatto col sacro.

“Fragmenta” di Angelica Demurtas. Realizzato mediante l’utilizzo di filmati d’archivio, il film sottolinea la forza dell’immaginazione e la trasmissione della memoria emotiva e familiare nel passaggio generazionale.

“Gabriel”  di Enrico Pau. Gabriel si è perso nel freddo. In mezzo ai boschi pieni di neve e di bellezza, la sua mente è affollata di dubbi. Deve trovare la strada che porta alla casa di Maria e nel cammino incontra un vecchio che non può aiutarlo. Una storia antica, e tutti sappiamo come finisce. Gabriel sembra già conoscere il futuro, tutto il dolore che attende gli uomini che verranno.

“Lasciami andare” di Roberto Carta. Venanzio spera che il latitante Antonello lo faccia diventare un bandito temuto e rispettato come lui. Ma qualcosa va storto perché Antonello, per colpa dell’isolamento e della passione per l’astronomia, perde la testa: pensa di essere in contatto con gli alieni e una notte scappa.

La XIIIa edizione del “Terre di confine filmfestival” è realizzata con il patrocinio e il contributo della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione Sardegna Film Commission, dei Comuni di Asuni Solarussa e del Consorzio Turistico Sa Perda ‘E Iddocca.

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