TEATRO IN PERIFERIA: LA STORIA DEL GRUPPO FUNTANA MANNA A POZZOMAGGIORE

di TONINO OPPES

Prima il coro polifonico, poi quello a   Cuncordu, nato da una costola del precedente gruppo, e poi ancora la compagnia teatrale Funtana Manna: a Pozzomaggiore non mancano davvero le opportunità per chi vuole misurare le proprie capacità nel mondo del canto corale oppure in quello del teatro, senza dimenticare il piacere di stare insieme.

Oggi vogliamo parlarvi della compagnia teatrale.

Funtana Manna è un rione storico del paese che prende il nome dalla fontana, la più grande del centro abitato, dove le nostre nonne si recavano a lavare i panni. Alla memoria di quel luogo, simbolo di una comunità che ormai non esiste più, si è in qualche modo ispirato il gruppo sorto nel 2007 da un progetto dell’allora assessora alla cultura del comune Giorgia Pinna, che fece parte della compagnia per alcuni mesi.

Nessuno dimentica la commedia d’esordio: Pro meritu de s’ozu santu, scritta dal bravo poeta locale Antonio Maria Pinna. Quella commedia, riadattata in chiave comica dall’attuale presidente del gruppo, Mario Ulargiu, è stata portata in scena nella piazza del paese, in occasione di una festa, davanti a centinaia di persone.

E’ stato un successo. L’affetto del pubblico e i giudizi lusinghieri espressi nei confronti dei giovani, che per la prima volta si cimentavano in un’opera teatrale, è servito da sprone. E così, anno dopo anno, Funtana Manna continua a fare teatro nelle piazze dell’Isola (ultimamente a Nulvi, Bortigali e Cossoine) con una serie di opere quasi interamente scritte o riadattate dal suo presidente.

“Sono ben più di dieci le commedie che abbiamo portato in scena, mi dice Mario Ulargiu. Alcune le abbiamo riproposte più volte, come Bezzu sì ma maccu no! su precisa richiesta di vari comitati promotori di feste paesane o di amministratori comunali. La pandemia ci ha purtroppo impedito di proporre al pubblico le nostre ultime opere Una femina in duos e Iscola ‘e notte. Tra le opere che hanno avuto maggior successo non possiamo dimenticare Donna Jole, In su friscu, Sa Pretura, Sas gallettinas de Sofia, Su nebode de su vicariu e Su disizu… Ci piace raccontare con semplicità e ironia una parte delle nostre esistenze, giocando sui doppi sensi ma senza eccedere. In fondo il pubblico che ci segue ha voglia di prendersi un po’ in giro e di ridere. Questo cerchiamo di fare con la speranza di regalare qualche spicchio di allegria ” conclude Ulargiu che sta già lavorando ad altre commedie da proporre al pubblico di Funtana Manna, Covid permettendo.

Tutte le opere portate in scena sono rigorosamente recitate in lingua sarda. “Noi siamo convinti che anche attraverso il teatro si possa dare un piccolo ma prezioso contributo per la tutela della nostra lingua madre”, precisa Angela Masala che aiuta Ulargiu a recuperare parole ormai in disuso nella parlata locale. 

La compagnia Funtana Manna, attualmente, è composta da nove attori; cinque donne: con Angela Masala, ci sono Pierina Cappai, Francesca Cappai, Elisabetta Calaresu e Donatella Cambuli; quattro uomini: con Mario Ulargiu ecco Tino Senes, Tonino Pischedda, che è stato sindaco di Pozzomaggiore per dieci anni, e Gianfranco Cossu, marito di Elisabetta Calaresu: come dire una coppia in scena!

Ma non possiamo dimenticare il ruolo, tutt’altro che marginale, svolto da Edelino Carboni e Tonino Mette, sostegni preziosi per le parti audio video, e da Giancarlo Corongiu per la parte scenica.

Insomma, ognuno con il suo compito, ma tutti uniti dal desiderio di divertirsi regalando qualcosa alla propria comunità.

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