POESIA E PROSA PER RACCONTARE LA RINASCITA: “TRABICOLANDIA”, L’ALTRA FACCIA DELLA MALATTIA PER FLAVIA TACCORI

ph: Flavia Taccori

di CARMEN SALIS

Flavia Taccori con il suo libro Trabicolandia (Edizioni Amicolibro) ci mostra una parte dura e difficile della sua giovane esistenza. Ci mostra l’altra faccia della malattia.

Flavia, prosa e poesia per raccontare una storia. Ho iniziato nel 2011 con For.Mike, l’ho digitata di getto sulla tastiera del telefono e anni dopo ho iniziato a farla leggere ogni volta che qualcuno mi domandava cosa mi fosse successo. Ho iniziato a usarla come biglietto da visita e ancora più sovente l’ho usata per togliere dal volto altrui uno strano imbarazzo nei miei confronti. Un metodo efficace. Trabiccolare è diventato per me comunicare. Raccontare come mi sento, nel bene e nel male. Dal 2011 non ho mai smesso di scrivere. Per comporre questo mio primo racconto è “bastato” mettere in fila delle trabiccolate e spiegarne la collocazione, la nascita.

Trabiccolandia è un luogo, uno stato d’animo: è tante cose… Trabiccolandia è dove Flavia tutto attaccato ha la piena consapevolezza della nascita di Fla punto Via e le dà il benvenuto passandole il testimone. È un luogo dove la paura, la rabbia non hanno paura di palesarsi e lo fanno, è un luogo dove frammenti di ricordi sono stati ricomposti grazie ai racconti di una me che non è poi tanto differente dalla me che ero prima di quel 29 Marzo. Trabiccolandia è un luogo dominato dai colori, da tutti i colori. Anche il nero e il grigio sono colori. E per quanto assurdo possa essere, per l’anima son colori negativi mentre per la moda son colori eleganti. Quindi W i colori!

La musica è tua compagna, come la poesia. La musica è stata mia compagna da subito. A Careggi, in ospedale, mi portarono una chiavetta USB piena di brani. Con le cuffie nelle orecchie ho cantato con tutti i cantanti presenti rivedendomi in molteplici versi. Ricordo poi una me orizzontale, dentro un letto troppo grande e una testa dai capelli biondi appoggiata sulla mia pancia che intona occhiali rotti di Samuele Bersani. Ho cantato e fatto cantare. Sempre. Tuttora lo faccio nonostante non azzecchi una nota che sia una! La musica ha fatto da cornice anche a un altro importante episodio dentro i muri di Careggi. Stavolta da orizzontale sul letto passo alla posizione seduta su una carrozzina, anch’essa troppo grande per me, stavamo in corridoio e con me c’erano mia mamma, Rita, Massimo e le mie mine vaganti. Con queste ultime sotto mia insistenza abbiamo iniziato a cantare la colonna sonora dell’ultimo film visto insieme al cinema (prima di quel 29 Marzo), appunto Mine Vaganti, e quel giorno come per magia la mia gamba destra si è mossa alzandosi in una sorta d’irrigidimento. Lei era lì, dritta, parallela al pavimento. Il bello è che io questo movimento non l’ho cercato, non l’ho voluto e non l’ho nemmeno sentito, sembra una barzelletta lo so, ma così è. Il potere della musica è grande e fa bene all’anima.

Ogni cambiamento è una prova da superare nella vita, ma hai dimostrato che si può. Si può eccome! Non nego che spesso si deve scavare a fondo, dentro se stessi, per trovare la forza per andare avanti. Non un motivo, ma la forza, perché il motivo deve essere uno: vivere. E vivere al meglio delle proprie possibilità. Poi a dirla tutta serve anche un briciolo d’incoscienza e un pizzico di spavalderia, fintanto che non ci si mette alla prova non si sa dove si può arrivare. Io per fortuna ho avuto in dotazione una combo perfetta che mi permesso di arrivare fino a oggi. Che mi ha permesso di superare certi ostacoli, rappresentati anche dalle barriere mentali di una società a tratti ancora indietro. Che mi ha permesso di capire i miei limiti e di mettere un paletto, un punto per sollevare la bandiera bianca in segno di resa.

Continuerai a raccontarti con i versi ora che hai incominciato? Trabiccolandia è la mia prima esperienza. Mi son messa a nudo con lei e ciò mi è piaciuto e mi è anche servito per conoscermi meglio e per spiegare chi sono. Non escludo un altro racconto, anche perché è dal 2011 che scrivo trabiccolate, quindi volendo, avrei materiale sufficiente da mettere in trama e in ordito per tessere un altro racconto. Chissà.

3 risposte a “POESIA E PROSA PER RACCONTARE LA RINASCITA: “TRABICOLANDIA”, L’ALTRA FACCIA DELLA MALATTIA PER FLAVIA TACCORI”

  1. Mi commuove…conosco la storia di Flavia(amica dei genitori)…e la trovo a dir poco …fantastica…magica…come lo è la protagonista di questa storia…—Vai avanti Flavia….non fermarti mai….

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