GIRO’ DI CAGLIARI DOC: VINO VERSATILE E OTTIMO ACCOMPAGNATORE DI CIBI E DI DESSERT

immagine di Gianna Mazzei

di VIRGILIO MAZZEI

Il Girò è un vitigno a bacca nera presente in quasi tutto il vigneto sardo. Principalmente coltivato nella parte meridionale della Sardegna, dà origine all’omonimo vino.

La sua presenza sul territorio dell’Isola viene fatta risalire al 1500. Considerata la lunga esistenza sul suolo sardo, viene oggi incluso tra i vitigni autoctoni della Sardegna.

Le sue origini non sono certe, ma gli studiosi del settore sono concordi nell’attribuirle alla Spagna. Anche se qualcuno tra gli storici azzarda a sostenere che l’importazione del vitigno sia opera dei Fenici, l’ipotesi appare poco probabile secondo gli studi finora compiuti.

Anche il Mameli afferma che il Girò dovrebbe essere annoverato tra i vitigni importati dagli spagnoli durante la loro dominazione nell’Isola.

Il Girò avrebbe avuto la sua massima espansione nella prima metà del Settecento sotto il dominio Savoiardo in Sardegna.

La produzione del vino Girò di Cagliari DOC è regolata dal disciplinare approvato con D.P.R 21.7.1972, più volte modificato nel corso degli anni.                                                                                                                               

Oggi è regolato dal D.M. 30.11.2011 il quale prevede, tra l’altro, che l’indicazione in etichetta “Girò di Cagliari DOC” sia riservata al vino ottenuto dall’uva omonima proveniente dai vigneti coltivati con vitigno Girò per il 95%.

Nella produzione di questo vino è consentita l’aggiunta di altra tipologia di uva a bacca nera pari al 5% purché non aromatica, e che sia compresa nel Registro Nazionale dei vitigni idonei alla coltivazione per la Regione Sardegna, approvato con D.M. 7.5.2004 e successive modificazioni.

La zona destinata alla produzione del Girò di Cagliari DOC comprende l’intero territorio di 59 comuni in provincia di Cagliari; 23 comuni della provincia di Iglesias; 23 comuni nella provincia del Medio Campidano e 73 comuni nella provincia di Oristano.

Il Girò è un vitigno che ama i terreni ben esposti e morbidi, posti ad un’altitudine non superiore ai 400 metri sul livello del mare.

È stabilito dal relativo disciplinare che la resa di uva per ettaro non può superare i 120 quintali, e che la resa massima di uva in vino non superi il 60%.

Il valore alcolometrico del vino non deve essere inferiore a 13 gradi, e il prodotto non può essere immesso al consumo prima del 1° luglio successivo all’annata di produzione delle uve.

Il Girò è prodotto nelle seguenti tipologie:

Girò di Cagliari Rosso – gradi 13,50

Girò di Cagliari Liquoroso- gradi 17,50

Girò di Cagliari liquoroso Riserva gradi 17,50

Per quest’ultimo, sono previsti obbligatoriamente 24 mesi di invecchiamento.

Il disciplinare relativo alla produzione del vino Girò stabilisce, inoltre, che a eccezione della tipologia liquoroso, deve essere riportata in etichetta l’annata di produzione delle uve.

L’uva Girò è un tipo di uva che matura precocemente, e si presta molto bene all’appassimento per la produzione di vini fortificati o liquorosi.                                                                                                                   

Il disciplinare che regola la vinificazione del Girò, difatti, prevede che l’uva omonima possa essere sottoposta a leggero appassimento naturale sulla pianta, o su apposite stuoie.

Nella storiografia dei vari vitigni coltivati in Sardegna, il Girò è noto anche come Zirone, Nieddu Alzo e Girone di Spagna, quasi a voler ribadire la sua origine iberica.

La pianta si presenta con una foglia di media grandezza, Reniforme, Pentalobata, Trilobata.

Il grappolo è di media compattezza, spargolo, di forma cilindrica-conico, di media grandezza.

L’acino è di media dimensione, forma sferoidale con buccia consistente di colore blu-nero.

Le sue caratteristiche organolettiche sono:

Colore: rosso rubino più o meno tenue

Profumo: delicato, piacevole, con leggero aroma di uva molto matura

Sapore: gradevole, caldo, vellutato.

Per quanto riguarda l’abbinamento, il vino Girò di tipo secco si sposa bene con carni rosse e formaggi a pasta dura.

La temperatura ideale di servizio, in questo caso, è di 10-12°C.

Servire in calice a medio gambo e media bordatura.

Il tipo dolce, è invece adatto ai dolci tipici della Sardegna, specie quelli a base di mandorle.

È anche uno dei pochi vini che si presta ad essere abbinato a dolci a base di cioccolato.

Va servito a 6-8°C.    

Si consiglia un bicchiere con un diametro ridotto, ma con l’imboccatura rivolta verso l’esterno in modo da convogliare più facilmente il liquido sulla punta della lingua.

A confermare il valore enologico del Girò esistono numerose citazioni, ma appare molto significativo quanto affermato da Francesco Gemelli – Prof. Emerito all’Università di Sassari –  che nel 1776 indica questo nettare nel Rifiorimento della Sardegna come “Tra i più prestanti vini della Sardegna”.

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