DAVID DI DONATELLO 2020. TRE STATUETTE PER IL CINEMA SARDO

di BRUNO CULEDDU

Il David di Donatello, quest’anno nell’inusuale versione “da remoto”, ha consegnato tre premi legati al cinema sardo.

Il David per il Migliore Musicista è andato all’Orchestra di Piazza Vittorio per “Il Flauto Magico di Piazza Vittorio” firmato da Gianfranco Cabiddu e Mario Tronco. Il premio Migliore Attrice Non Protagonista è stato assegnato a Valeria Golino per “5 è il Numero Perfetto” di Igort, mentre quello per il Migliore Cortometraggio è stato conferito a “Inverno – Timo’s winter” di Giulio Mastromauro, film prodotto dalla società olbiese Diero Film di Matteo Pianezzi e Corso Codecasa.

Per Gianfranco Cabiddu si tratta della seconda vittoria ai David di Donatello. Nel 2017 si era infatti già aggiudicato il premio per la Miglior Sceneggiatura adattata con “La stoffa dei sogni“. “Il Flauto Magico di Piazza Vittorio” è un film musicale multietnico. Le culture eterogenee dei musicisti di Piazza Vittorio a Roma reinterpretano il capolavoro di Mozart in modo inedito, rielaborandone i significati secondo le proprie tradizioni per dare vita una nuova travolgente opera moderna.

Il cagliaritano Igort, al secolo Igor Tuveri, è approdato alla macchina da presa dopo le più svariate esperienze artistiche. Animato da multiformi interessi, è fumettista, autore di graphic novel, musicista, editore e saggista. I suoi lavori sono esposti a New York, Tokyo, Parigi e Ginevra. È anche il direttore di “Linus”, rivista cult nel panorama editoriale italiano.

5 è il Numero Perfetto” narra le vicende dei guappi Peppino e Nino, nonno e nipote, nella Napoli degli anni Settanta. Quando il ragazzo resta ucciso, una serie di riflessioni sulla vita e la società scaturiscono nella mente di tutti i protagonisti. Valeria Golino interpreta il ruolo della maestrina Rita che si muove in una Napoli lontana dai molti stereotipi oleografici. “Cercavo una Napoli diversa dall’immagine classica – scrive Igort nelle note di regia –  volevo una città notturna, piovosa, metafisica. Deserta. Idee e visioni condivise poi con il grande direttore della fotografia Nicolaj Brüel. Per me 5 è il numero perfetto non è solo una storia noir. È la storia di amicizia, vendetta e tradimento, di una sete di potere che porta a calpestare sentimenti antichi, ma è anche la storia di un’attesa, quella di Rita, e di una caparbia visione del mondo. 5 è il numero perfetto è la storia di una rinascita al di fuori di quella città magica e brutale, poetica e violenta, nella quale genio e miseria convivono in quell’equilibrio così ben evocato dai più grandi narratori partenopei“.

Anche il David assegnato al cortometraggio “Inverno – Timo’s Winter” di Giulio Mastromauro premia il cinema sardo. A produrre l’opera sono stati, infatti, gli olbiesi Matteo Pianezzi e Corso Codecasa. I due sono co-fondatori della casa di produzione cinematografica Diero che si occupa principalmente della realizzazione di cortometraggi e spettacoli teatrali, ma che negli ultimi tempi si è specializzata anche nella creazione di videoclip, spot pubblicitari ed eventi culturali. Il David costituisce un importantissimo riconoscimento per la coppia di produttori sardi che si sta affacciando con successo nel panorama cinematografico nazionale.

“Inverno –  Timo’s Winter” è un film intenso, in parte autobiografico, che in sedici minuti racconta una storia di perdita e maturazione. Timo, il più piccolo di una comunità greca di giostrai circensi, si trova ad affrontare insieme ai suoi cari l’inverno più duro. L’opera  ricostruisce il mondo umano dei giostrai circensi in una struggente dimensione infantile carica di verità.

Suggella il trionfo ai David la notizia che “Inverno –  Timo’s Winter” rappresenterà l’Italia agli Oscar 2021.

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