STEFANIA SISTU, CANTAUTRICE TUTTA GRINTA: E’ SALITA SUL PALCO PER LA PRIMA VOLTA A 5 ANNI. E DA ALLORA NON HA MAI SMESSO DI CANTARE

ph: Stefania Sistu

di MICHELA GIRARDI

Stefania Sistu, originaria di Triei, è una delle cantautrici sarde più apprezzate. Difficilmente, infatti, la sua bravura e la sua grinta lasciano indifferenti. È salita sul suo primo palco a soli cinque anni e da allora non ha mai smesso di cantare, facendo della sua passione un lavoro.  Dopo il primo disco “L’altra me” – un album suggestivo ed auto prodotto nel 2012 che vanta interessanti collaborazioni e propone otto brani dei quali Stefania ha firmato testi e musica – la magnetica Sistu ci regala oggi un nuovo singolo, “On this night“, figlio della sua maturità musicale.  Anni di studio, concerti, live, duro lavoro, collaborazioni (tra cui quella in qualità di insegnante con l’associazione ogliastrina “Il mondo di Giò” dove lavora con i più giovani ad un progetto rock da lei ideato) e una grinta e una passione per la musica che sembrano non dover mai finire: questa è Stefania Sistu. Conosciamola meglio.

Come e quando hai approcciato il mondo della musica? Hai sempre sognato di cantare?  Diciamo che la musica ha sempre fatto parte della mia vita, ho iniziato a cantare da piccolissima, sono salita sul palco per la prima volta all’età di 5 anni, in occasione di una manifestazione canora ( Il Festival del Bambino) che si svolge tuttora nel mio paese e di cui son stata direttore artistico per vari anni. Ho sempre avuto questa passione e ho fatto davvero di tutto per far fare in modo che diventasse il mio lavoro.

Quali sono state le tappe fondamentali della tua carriera artistica fino ad oggi?  A 16 anni ho iniziato a muovere i primi passi nel settore neri concorsi canori, dalle semifinali di Castrocaro Terme a Sanremo. Durante tutto il mio percorso musicale ho avuto la possibilità di instaurare tantissime collaborazioni con musicisti di spessore, sono stata ospite in numerosi eventi musicali e culturali, in Sardegna e anche all’estero.

Nel tuo percorso, non certo canonico, da chi hai avuto sostegno?   Sono profondamente grata alla mia famiglia, che è sempre stata al mio fianco in tutti questi anni, credendo quanto me nel mio progetto di vita. I miei genitori hanno sempre fatto di tutto per aiutarmi e sostenermi. Spero che mio padre, che non c’è più, sia fiero di me. Ringrazio anche coloro che in tutti questi anni hanno collaborato con me nella realizzazione dei miei progetti e live e tutte le persone che mi seguono e che mi supportano: negli ultimi anni ho realizzato che sono veramente tante e questo mi riempie profondamente il cuore.

Quali differenze, a livello di tematiche e di sound, ci sono tra il tuo primo album e questo ultimo singolo?  Il sound che utilizzo ora nei miei brani è sicuramente più “aggressivo”. Rispetto al lavoro precedente è più elaborato, più intenso e preciso. Nei testi parlo semplicemente di vissuto, a volte del mio e a volte di quello delle persone che mi circondano. La vita non è semplice, è una lotta continua, e molto spesso è più facile arrendersi che lottare. Per natura noi donne siamo delle combattenti e nonostante tutte le delusioni della vita, siamo sempre in piedi e sempre più forti. Bisogna fare di tutto per la propria felicità, anche se a volte agli altri può sembrare “scomodo”.

Cosa rappresenta per te la musica?   La musica è tutto per me, è vita. È libertà, amore, amicizia, famiglia, passione, sacrifici, studio, disciplina, lacrime e anche delusioni, perché molto spesso ci sono dei momenti dove vorresti mollare tutto, perché non va come vorresti. Ma è proprio grazie a quei momenti che capisci quanto sia veramente importante e così ti rialzi. La musica è anche questo, cadere e rialzarsi, è rinascita, fuoco e grinta. È il mio stile di vita.

Parliamo di questa nuova creatura, “On this night”, e del bellissimo video che la accompagna e che da oggi possiamo gustare su Youtube. Da quali bisogni e suggestioni è nato? Di cosa parla? Cosa vuoi trasmettere con questo brano?   Il nuovo singolo è una ballad symphonic metal, è un brano suggestivo, e all’ascolto si percepisce subito quella che è la tinta della mia anima. Come ho detto, si sente la maturità musicale acquisita negli anni, e chi mi conosce noterà il cambiamento. Parla di paure, ma anche di speranza: a volte basta anche un piccolo aiuto da parte delle persone che ci amano a farci rialzare e darci sostegno. Il brano è uscito oggi accompagnato da un video ufficiale, realizzato dal regista tortoliese Antonio Ghironi.

Quanto ti ha limitato la Sardegna nel tuo percorso artistico e quanto invece ti ha favorita?    Vivere e lavorare in un’isola non offre molte possibilità, specialmente se si percorre una strada musicale come la mia, senz’altro fuori dagli schemi consueti. Ma è anche grazie alla mia terra, che amo profondamente, che ho capito chi sono e cosa voglio fare. Ho sempre mantenuto la mia identità come artista, credo sia una cosa molto importante. Sarebbe stato più semplice fare un altro genere musicale ma non sarei stata io. Io sono questa e non cambierò mai.

Quali sono i tre album che ti hanno cambiato la vita?     Il primo è Progressive Death Metal e si intitola “The sound of Perseverance” dei Death. Ogni volta che lo ascolto penso sia la perfezione. Al suo interno c’è una traccia che si intitola “Voice of the soul”, che amo profondamente. Il secondo album è Heavy Metal e si intitola “Seventh Son of a Seventh Son” degli Iron Maiden. Ero una ragazzina quando l’ho ascoltato per la prima volta e mi sono subito innamorata della band. Il mio brano preferito si intitola “Infinite Dreams”. Il terzo, ma non meno importante, è Symphonic Metal e si intitola ” What Lies Beneath” ed è della mia cantante preferita Tarja Turunen ( ex voce dei Nightwish) e ” I Feel Immortal” è la mia traccia preferita.

Hai mai percepito del sessismo nel panorama musicale sardo? Sei mai stata penalizzata lavorativamente perchè donna?  Fortunatamente no, nonostante sia un ambiente prettamente maschile mi son sempre fatta rispettare , e il mio carattere forte, la mia professionalità e serietà mi hanno sempre permesso di lavorare in condizioni ottimali con l’altro sesso.

Cosa vuol dire secondo te essere femministi? Perché è così importante parlare di femminismo oggi?      Vuol dire scegliere la libertà e la parità. Le donne di oggi fanno “paura”, sono indipendenti, intelligenti, forti e decise, e stanno stare sole. Lavorano, si occupano della famiglia e sono un pilastro fondamentale in ogni ambito ma purtroppo la cronaca racconta ancora di una realtà dove la donna viene sminuita e spesso trattata male. Oggigiorno è molto importante parlare di femminismo, soprattutto dopo i tantissimi episodi di femminicidio ed è assurdo che si debba lottare per avere una tutela maggiore. Credo che la strada per la parità assoluta sia ancora lontana, c’è ancora molto da fare e l’informazione e la comunicazione correte saranno fondamentali in questa battaglia.

Nelle tue canzoni fa spesso capolino il concetto della rinascita, del risollevarsi dopo il dolore. E pare spesso un monito indirizzato alle donne. Cosa consigli quindi alle ragazze e alle donne che stanno attraversando un momento difficile?    Parlo semplicemente di vissuto, di ciò che vedo, che sento, che mi circonda, e che vivo personalmente. Non mi sento di dare nessun consiglio al riguardo, anche perchè molto spesso ne ho bisogno io per prima. Però una cosa mi sento di dirla: lottate sempre per vostra felicità e per realizzarvi come donne e come professionista: non smettete mai di sognare.

Che progetti hai per il futuro?  Vivo il presente, e nel mio presente ho tantissimo lavoro da fare, tanti progetti da realizzare e non importa se ci saranno delle difficoltà. Nonostante tutto io ce la farò, perchè l’amore per questo lavoro è immenso. Sono molto motivata.

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