IL MARE SARDO: UN TOCCASANA PER IL CORPO E PER LA MENTE ANCHE D’INVERNO

le immagini sono di Tore Aresti

di CLELIA MARTUZZU

Ho la fortuna di vivere in Sardegna, in un luogo poco lontano dalla costa che mi permette di andare a passeggiare in riva al mare anche d’inverno, quando le spiagge del selvaggio Sulcis Iglesiente non sono prese d’assalto dai bagnanti.

Una delle spiagge che si presta meglio alle passeggiate rilassanti è senza dubbio quella che parte da Funtanamare e giunge sino a Porto Paglia, attraversando Plage Mesu e Punta S’Arena, nel Golfo del Leone di Gonnesa.

Un arenile ambrato di sabbia fine, lungo ben quattro chilometri, ideale per sgranchirsi le gambe, rigenerarsi dalle fatiche e disintossicarsi dallo stress accumulato.

Se non l’avete mai percorso, riservatevi una coccola e provatelo! Eventualmente percorrendo solo una parte dell’arenile, utilizzando l’accesso di Plage Mesu o di Punta S’Arena. Ma se proprio non potete, vi accompagno io, virtualmente.

Una volta parcheggiata l’auto nell’ampio piazzale di Funtanamare, avanzate nella sabbia, lasciandovi alle spalle sia i resti della ciminiera e del condotto dell’ex Fonderia Mineraria che il porticciolo dal quale a inizio Novecento il minerale della fonderia veniva imbarcato nei battelli e trasportato a Carloforte.

Benché il tragitto appaia lungo, non fatevi condizionare e continuate. Vi garantisco che le fatiche spese verranno ricompensate con la vista. Magari di tanto in tanto concedetevi qualche sosta per scattare delle foto al paesaggio da cartolina.

Procedete sereni con lo scricchiolio dei vostri passi sulla sabbia in sottofondo, facendovi sferzare il viso dalla gradevole brezza, proveniente dal mare. Fatevi poi accarezzare le orecchie con il cadenzato frangersi delle onde sulla battigia; lustratevi gli occhi con i colori irresistibili del mare e della vegetazione che si aggrappa alle dune, modellate dal maestrale. Infine socchiudere gli occhi e respirate a pieni polmoni per fare una scorpacciata di iodio evaporato dal mare cristallino.

Seppur con il fiatone, siete giunti alla spiaggia di Porto Paglia, delimitata da anfratti di roccia arenaria, dove da diversi anni, grazie alla pace di questo luogo, nidificano i falchi.

Sollevando lo sguardo sul promontorio potete distinguere l’antico villaggio dei tonnarotti, ora ristrutturato, ma che preserva ancora lo stile originale, mentre ai suoi piedi giace l’antica tonnara che conserva il fascino settecentesco.

Ora socchiudete gli occhi e cercate di immaginare quei tempi ormai andati. Quando sul finire della primavera, dopo la cruenta mattanza in mare, si lavoravano i tonni rossi pinna blu e le sue mura erano animate dai pescatori, ancora sporchi del sangue dei giganti marini che si affrettavano a lavare per evitare che il sangue rovinasse la loro carne; poi aiutandosi con coltelli affilatissimi li sventravano, mettendo da parte le prelibate uova da cui ricavavano la bottarga e infine li tagliavano in più parti, riservando i tagli più pregiati per i pescivendoli locali. 

A dirla tutta la vista del sangue non è piacevole, pertanto è opportuno  tornare alla realtà e continuare la  passeggiata per ammirare la ex chiesetta bizantina immersa nell’acqua (divenuto ora rifugio di pescatori) nonché i ruderi della torre costiera spagnola, costruita intorno al Seicento, entrambi raggiungibili proseguendo con cautela sulle rocce di arenaria.

Questo è un angolino ideale per rifocillarsi, addentando semmai il gustoso “Mustazzeddu”, la focaccia tradizionale locale e bevendo la birra sarda che vi siete portati dietro…

Dopo la meritata pausa, adagio adagio, affrontate il ritorno, casomai aiutandovi con una delle canne che giacciono sull’arenile.

Avanzate, affidando al vento i vostri pensieri e inebriate la mente con l’aria carica di profumi della macchia mediterranea misti all’odore di salsedine.

Bona passillada a tottus!

8 risposte a “IL MARE SARDO: UN TOCCASANA PER IL CORPO E PER LA MENTE ANCHE D’INVERNO”

  1. Grazie Clelia, è stato un piacere leggere il tuo articolo pubblicato da tottus in pari. Ho frequentato qualche volta la zona descritta, leggendoti l’ho ripercorsa con immenso piacere. Grazie davvero

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