UNA PEDAGOGA DI TERRALBA RESPONSABILE DI TRE COMUNITA’ EDUCATIVE: ALESSANDRA PEDDIS A MILANO PER INSEGUIRE IL SUO SOGNO PROFESSIONALE

ph: Alessandra Peddis

di GIANFRANCO CORDA

L’appuntamento è in via Moscova 9 a Milano presso la Fondazione Fratelli di San Francesco d’Assisi dove il suo ufficio è al primo piano di uno storico edificio recentemente ristrutturato. Siamo in pieno centro, a cinque minuti dal Duomo, proprio dirimpetto alla monumentale chiesa degli Angeli dove l’Arcivescovo metropolita sta celebrando la Messa solenne. È una mattina soleggiata e sul sagrato un via vai infinito di persone affolla il coloratissimo mercatino dei fiori mentre sul suggestivo chiostro è allestita una mostra di beneficenza organizzata dalle associazioni di volontariato. Alessandra Peddis è comunque al lavoro e l’intervista è concordata per la pausa pranzo. In attesa di incontrare la pedagoga terralbese, salutiamo Padre Clemente, direttore delle Opere, ci intratteniamo con padre Emanuel, giovane prete ortodosso di origine romena e con il giovane e dinamico albanese Ersy che si occupa dell’accoglienza nella struttura dei frati francescani. Visitiamo la struttura e si avverte subito il valore fondamentale espresso dalle regole del Santo di assisi: accogliere e assistere tutti, indipendentemente dal credo religioso o dal colore dalla pelle. Alessandra Peddis si è laureata presso l’Università di Cagliari nella Facoltà di Scienze della Formazione e quindici anni fa ha deciso di partire per il capoluogo lombardo con il fermo proposito di concretizzare il suo sogno professionale: diventare educatrice in comunità per minori. In cosa consiste la sua attività nella Comunità dei Fratelli di San Francesco? “Da cinque anni lavoro presso la Fondazione Fratelli San Francesco d’Assisi-Onlus di via Moscova e mi occupo di minori stranieri non accompagnati. La fondazione offre ai poveri assistenza gratuita e accoglienza, cercando di costruire per ogni persona un progetto di autonomia e di integrazione sociale, abitativa, lavorativa. Offre aiuto a diverse persone in stato di fragilità, anziani, adulti, minori, indipendentemente dalla razza e dalla religione. In questo momento le comunità M.S.N.A. gestite dalla Fondazione sono 6 dislocate in diversi punti della città, dalle zone periferiche a quelle in pieno centro”

Il suo telefono cellulare squilla in continuazione: essere responsabile di varie comunità è un impegno che richiede specifiche competenze ma anche massima disponibilità di tempo. “Certamente. Ho iniziato questa esperienza come educatrice, ma dopo 2 anni sono diventata la Responsabile di tre Comunità Educative (Pronto Intervento e Residenziali) per un totale di 30 minori stranieri non accompagnati di varie etnie (Egitto, Marocco, Tunisia, Gambia, Ghana, Camerun, Albania, Kosovo ecc.). “

Quali, nello specifico, le sue mansioni? “I minori delle nostre Comunità, vengono inseriti dai Servizi Sociali Territoriali del comune di Milano, il mio compito con l’equipe educativa (composte da persone professioniste) e quello di seguire i minori in ogni passo della loro vita sin dal primo momento dell’inserimento in comunità. Per prima cosa faccio un colloquio con il servizio sociale e con il ragazzo, in un secondo momento espleto tutte le procedure burocratiche per il suo inserimento, tra le quali il permesso di soggiorno che rappresenta la prima tappa fondamentale nel rapporto di aiuto e di fiducia con il minore, che ha modo di comprendere il concetto di legalità e ai diritti legati alla sua permanenza nel territorio italiano.”

Le Comunità garantiscono ai minori l’alfabetizzazione e successivamente, dopo aver compiuto 18 anni, anche un posto di lavoro? “Provvediamo ad inserire il minore nel mondo del lavoro.”

L’esperienza di Alessandra Peddis che nella Struttura d’accoglienza dei Fratelli di San Francesco assiste, con la sua equipe, trenta minori stranieri non accompagnati di origine africana e slava presso una scuola di alfabetizzazione in modo tale che possa imparare la lingua italiana è successivamente studiare per conseguire la licenza media, sia all’interno della scuola della nostra Fondazione che nei vari Cpia, (scuole per minori e adulti stranieri), che si trovano a Milano. Una volta conseguito il primo titolo di studio, l’equipe si adopera ad attivare e ad inserire il minore nei progetti di tirocini e borse lavoro che gli permettono di avere una formazione e di imparare un lavoro che lo renda autonomo quando il suo progetto all’interno della comunità sarà terminato, cioè al compimento del 18 anno. Soddisfatta, quindi, dei risultati che si ottengono nelle Comunità? “Con grande soddisfazione posso affermare che il 90% dei miei ragazzi al raggiungimento della maggiore età, termina il percorso con un lavoro, quindi un regolare contratto e con la regolarizzazione dei documenti per poter rimanere nel territorio italiano.”

#TERRALBAIERIEOGGI

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