TONARA E LA STRENUA LOTTA PER RIVENDICARE IL DIRITTO ALLA SALUTE

di IRENE PEDDES

Sono trascorsi ormai oltre 50 giorni da quando il Comitato spontaneo per la tutela del Diritto alla Salute di Tonara ha costituito un presidio permanente presso l’aula consiliare del Comune. Si è ancora qua, nell’indifferenza generale soprattutto della stampa e dei media, ma si tiene duro e non si intende desistere nella lotta per vedere riconosciuto il diritto alla salute sancito dalla Costituzione.

Sono successe tante cose in quest’ultimo mese, l’attività del Comitato è stata ostacolata e anche vilipesa, da tutto l’apparato burocratico, tecnico e politico che dovrebbe prendere decisioni in merito e che però non vengono prese.

Sono infinite le attività portate avanti per informare e sensibilizzare: sit-in a Tonara e Nuoro, azioni di volantinaggio, incontri e pubbliche assemblee e lettere al Prefetto e all’Assessore Regionale alla Sanità.

è stata promossa una raccolta di firme per la richiesta del secondo medico di medicina generale, senza se e senza ma, perché è l’unica soluzione che consenta il servizio di qualità cui si ha diritto e che è stata una realtà per oltre 35 anni. Circa mille firme sono state raccolte in due giorni e inviate a tutte le autorità civili, sanitarie, politiche e di Pubblica Sicurezza.

Finora l’unica risposta da parte di chi di dovere è stata una proposta dell’ASL che si realizzava attraverso la presenza di altri  due medici che hanno dato la disponibilità ad aprire l’ambulatorio a Tonara, oltre al medico di Medicina Generale che tuttora opera nel paese.

È stata rispedita al mittente perché inaccettabile. I tre medici suddetti lavorano in associazione con la condivisione del data base dei pazienti, e questo, presentato come punto di forza, ha lasciato molte perplessità: pur essendo medici e tenuti al segreto professionale, l’associazione fa perdere di significato sia la scelta del medico sia il termine medico di fiducia e se per i giovani può essere una questione di poco conto non lo è di certo per persone di una certa età, soprattutto quando sono in là con gli anni e che costituiscono a Tonara il 25% della popolazione.

Oltre a ciò le 420 persone senza medico non hanno optato per la scelta dei due medici, perché hanno anche ritenuto, che per quanto legittima, la proposta avesse le caratteristiche di una soluzione tappa buchi. Tonara non vuole questo, gli abitanti che, nonostante tutte le difficoltà, hanno scelto di stare nel loro paese, vogliono avere garantiti i diritti minimi per poter avere una vita dignitosa.

A questi 420 utenti senza medico si possono aggiungere immediatamente un centinaio di cittadini che hanno presentato al Comitato la revoca del loro medico tramite delega per il momento congelata a cui se ne potrebbero aggiungere altrii che hanno manifestato la disponibilità.

Nel mese di novembre ci sono state due convocazioni del Comitato Consultivo Zonale della provincia di Nuoro, che a nulla hanno portato se non al rimando della decisione al Comitato Paritetico Permanente Regionale.

Da questa settimana i due medici hanno revocato la loro disponibilità, pare che nella lettera di rinuncia abbiano sottolineato  il clima poco idoneo allo svolgimento sereno della loro attività conseguente a tentativi di persecuzione nei loro confronti. Ma da parte del Comitato non c’era nella maniera più assoluta alcuna volontà di offendere, mancare di rispetto, intimidire o mettere in atto atti di persecuzione nei confronti dei due medici suddetti.

A testimonianza di questo la presenza in diverse occasioni in cui una delegazione del Comitato si è presentata davanti alla sede dell’ambulatorio di Medicina Generale,  del sindaco di Tonara e anche dei carabinieri che a quanto è dato a sapere non hanno ricevuto segnalazioni di alcun tipo di manifesta intemperanza da parte dei dimostranti.

Andando oltre quanto prevedano le disposizioni legislative si pretendeva da loro, ma anche dal medico operativo a Tonara, una maggiore sensibilità nei confronti del paese di Tonara e di riflesso anche dell’intero territorio della Barbagia-Mandrolisai già abbastanza martoriato e in grave sofferenza economica, sociale e culturale.

Il Comitato, a nome di tutti i cittadini, ancora è qui, a chiedere la nomina immediata, senza se e senza ma, di un medico in sostituzione del medico in pensione perché a Tonara siano operativi due medici per cinque giorni la settimana, come è stata realtà per quasi 40 anni, in quanto si ritiene sia questa l’unica soluzione che consente il servizio di qualità cui hanno diritto. Ancora continuerà a muoversi in difesa del diritto alla salute, perché la situazione è gravissima ed è estesa a tutto il territorio, non solo della Barbagia –Mandrolisai, ma regionale.

Non si può continuare a stare a guardare e non si ha intenzione di farlo, si continuerà a tenere alta l’attenzione in favore della tutela del diritto alla salute di tutti i  Tonaresi e di tutti i Sardi; si è  pronti ad accendere i toni con iniziative più forti, a lottare ad oltranza fino ad ottenere il risultato atteso anche nell’indifferenza e nel silenzio di tutti e tutto.

Si chiede ora l’intervento della politica perché si faccia carico almeno quella regionale, degli interessi di tutti i cittadini, se davvero ha a cuore l’intera Sardegna e non solo quella parte di essa che d’estate regala un effimero scintillante palcoscenico.

In particolare la sua azione deve esplicarsi perché i cittadini non possano essere vittime di ricatti, perpetrati da chicchessia, soprattutto se riguardano un aspetto così delicato e profondamente determinante per la serenità della vita di tutti, quale è la salute.

La legge deve essere modificata perché i numeri previsti  tutelano pochi singoli privati a scapito del bene di un’intera comunità e una legge, la cui applicazione comporta tali conseguenze, presenta inconfutabilmente, caratteri di sicura anticostituzionalità. .

L’amministrazione regionale deve spingere verso la riforma necessaria perché tutti gli abitanti del territorio di riferimento, simile purtroppo a molti altri sia in Sardegna sia in ambito nazionale, abbiano garantito il loro diritto alla salute.

Per il  Comitato per la difesa del Diritto alla Salute di Tonara

Una risposta a “TONARA E LA STRENUA LOTTA PER RIVENDICARE IL DIRITTO ALLA SALUTE”

  1. Grazie, con la speranza a che il contributo e la grande disponibilità di Tottus in pari siano utili alla protesta che parte degli abitanti di Tonara stanno attuando, per ottenere un diritto sancito dalla Costituzione. Che è il diritto alla salute.

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