SUL FILO DELLA MEMORIA: PIETRO BELLU E IL CANTO DELLA TERRA E DEGLI AFFETTI

di LUCIA BECCHERE

Passeggiando nella splendida borgata di Santa Lucia, ci si può imbattere in splendidi murales che ospitano i versi di Pietro Bellu (Siniscola 1948), laurea in chimica a Perugia, ex insegnante, ex dirigente industria presso Buzzi Unicem, fondatore della UTE e Presidente dell’Associazione Siniscola ’90 e autore del libro Sos sinnos de su tempus – Poesias in limba siniscolesa (Grafiche Ghiani).

Poeta di emozioni e sentimenti, di garbo e raffinatezza, nelle sue poesie l’autore si porge al lettore col volto di intimo cantore della sua gente, della sua terra e dei suoi più cari affetti, mentre i versi come lievi carezze sfiorano mente e cuore. La famiglia, il paese, le radici, le tradizioni e l’amicizia sono temi ricorrenti di un infinito senza tempo che si carica di ricordi in cui la memoria si fa esempio, e dove l’avvicendarsi delle stagioni, metafora del nostro esistere, alimenta desideri e speranze. Il mare, simbolo di vita e libertà, si modella d’immenso in un silenzio fatto di parola. Se le rughe raccontano storie a cui attingere a piene mani, la musica, sprigionata dal vento e dalle onde, canto universale, viola il silenzio e ci invita alla riflessione.

Il ricordo di zia Pascallina Manca e zia Mariedda Frore, “sas cussizeras”, elette al consiglio comunale nel 1945 “ca in dotatas de fin’intellettu… / pro su impinnu chi han dedicatu / e vinas mamas vonas son istatas / manc’unu dovere han trascuratu”, è un inno alla saggezza e all’intelligenza delle donne.

Versi che inneggiano ai tempi trascorsi, alla giovinezza, alla semplicità di una quotidianità condivisa, fatta di lavoro e di fatica ma anche di tanta genuina felicità. La terra che offre doni a “riccos e poveros, umiles e potentes”, la vendemmia, momento comunitario importante, i bambini che seguono i carri che battono il selciato con i cesti colmi d’uva al grido di “ziu, ziu dazimi unu putroneddu”, mentre i primi fuochi della sera chiamano a raccolta le famiglie.

L’uso sapiente delle figure retoriche dona musicalità al verso e ammanta di mistero i più intimi pensieri: la vita e l’eterno quesito esistenziale di nascita e di morte, il pane che sa di fatica e di profumo, la sacralità del lavoro, l’accoglienza delle diversità “isteddos chin sa notte son’unitos / e da issos depimos imparare”.

La solennità del Natale, il presepe simbolo di fede e speranza, veicolano messaggi universali di fratellanza e condivisione: “imparamos a manifestare/su dolore, s’amore e s’allegria… / ca sono richesas de una anima via”.

Ma è l’amore in quanto dono, la forza salvifica dell’uomo, principio e fine di ogni cosa. L’amore in tutte le sue manifestazioni, “durche presorju” e fonte inesauribile “de emotzione, cantaru mai siccu”, è il vero collante ai suoi versi più intimi. La casa incastonata in un arcobaleno di colori è un concerto di note, luogo sicuro dove condividere il tempo fra le braccia di una donna, figura essenziale, sorgente di luce, stella polare e faro che orienta ogni rotta. Potenza dell’amore che tutto sublima e trasforma quando anche le lentiggini diventano stelle che illuminano il volto e il rinverdire delle passioni sono fili invisibili che custodiscono i sentimenti più puri e più veri.

L’amore per la sua Siniscola, paese cullato dal mare e dai monti, ma anche per Arzachena luogo del cuore per aver dato i natali alla donna che lo ha reso immensamente felice. Al padre, venuto a mancare troppo presto, il poeta dedica versi di struggente malinconia, mentre la figura della madre si materializza coi capelli bianchi e il viso dolce. A lei, che tutto offre senza nulla chiedere, Pietro Bellu dedica i suoi versi più belli.

per gentile concessione de https://www.ortobene.net/

Una risposta a “SUL FILO DELLA MEMORIA: PIETRO BELLU E IL CANTO DELLA TERRA E DEGLI AFFETTI”

  1. Sono stata ieri a visitare le stradine di questo splendido borgo di pescatori, un tempo. Un luogo di cui ti innamori.
    Peccato non vi possa postare una bella foto che ho scattato su una poesia meravigliosa. Grazie a quest’uomo e al suo incanto.

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