I PIATTI DI NICOLA PISU, LE FOTO DI LUCA SPANO, IL JAZZ DI GAVINO MURGIA, IL CONCERTO DEI TENORI DI NEONELI, L’ARTE DI MARIA LAI: SARDEGNA PROTAGONISTA ALL’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA A PARIGI

sopra immagine di Luca Spano. Sotto Nicola Pisu. A destra Gavino Murgia
riferisce GIUSY PORRU

Nicola Pisu: i sapori della Sardegna nel cuore di Parigi (21 novembre)

Se la cucina è l’espressione di un paese, il talento gastronomico di Nicola Pisu rappresenta a meraviglia la Sardegna, «tra terra e mare». Originario del villaggio di Nurallao, nel cuore dell’isola, Nicola Pisu ha lavorato per grandi ristoranti a Venezia, Milano e poi Parigi, dove ha prestato servizio a Casa Bini e alla Table du Huit de la Maison Champs Élysées. Per liberare la sua creatività e rivisitare le ricette tradizionali sarde, si é successivamente spostato a Les Halles, dove ha aperto il ristorante Il Fico. Nel corso dell’atelier gastronomico che dirige all’Istituto, Nicola Pisu il 21 novembre spiegherà le sue ricette e preparerà i piatti che saranno in seguito degustati dai partecipanti.

Menu: prosciutto della Sardegna, polpo grigliato alle erbe, burrida di Cagliari, culurgiones, salsicce e pecorino, panada d’agnello con pomodori secchi e piselli, seadas al miele, agrumi e tartufo, pane fratau e vini sardi, naturali e biologici. Tariffa: 70 euro a serata (durata 2 ore). Un secondo atelier di Nicola Pisu sarà organizzato il 3 dicembre alle ore 19.

Terra incognita, la Sardegna attraverso lo sguardo di Luca Spano (26 novembre)

Un’isola vive secondo le regole stabilite dalla sua particolarità geografica. Forma circondata dal blu da cui emerge un immaginario, la Sardegna è un territorio ancorato al suo ambiente e alla sua storia, fatta di voci e di culture differenti. Un mondo da esplorare in sè stesso, su cui Luca Spano ha posato il proprio sguardo. Attraverso le sue immagini affascinanti, esposte in esclusiva all’Istituto, il fotografo sardo ci trasporta in questo territorio umano e naturale, contemporaneo e senza tempo. Le fotografie e gli oggetti esposti giocano con la scoperta dell’isola e con i suoi luoghi sempre misteriosi. La Sardegna di Luca Spano il 26 novembre sarà commentata da Massimo Onofri, critico letterario e autore di Passaggio in Sardegna (Giunti, 2015) e Isolitudini. Atlante letterario delle isole e dei mari, e Stefano Salis, giornalista del quotidiano Il Sole 24 Ore. Tutti e tre si occuperanno delle trasformazioni dei paesaggi e dei territori di un’isola che non ha mai smesso di essere una Terra Incognita. Luca Spano ha esposto al museo Macro di Roma, alla Triennale di Milano, alla Caelum Gallery di New York, ed ha ricevuto diversi premi come il The Mead Fellowship, il premio John Hartell e il premio Graziadei. Fino al 3 gennaio 2020 (dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18 e in serata durante i nostri eventi).

Gavino Murgia : Mattanza trio (27 novembre)

Gavino Murgia (sassofono, flauto, voce), Michel Godard (tuba, basso elettrico) e Patrice Héral (percussione, voce, musica elettronica live). Jazzman di fama internazionale, Gavino Murgia presenta in anteprima in Francia il suo ultimo album L’ultima mattanza (Quinton Records). Sapiente intreccio di percussioni, flauto e voce, quest’opera si rivela un inno al mare della Sardegna, sua terra natale. Che suoni il sassofono o che canti, Gavino Murgia è allo stesso tempo incredibilmente tenero e freneticamente passionale. La sua opera lirica, poetica e incarnata, comunica un ritmo e un soffio impregnati d’estasi e di Mediterraneo. Sarà accompagnato nella serata da due virtuosi artisti del jazz contemporaneo, Michel Godard e Patrice Héral.

Questo concerto fa parte della 17° edizione del Jazzycolors. Organizzato dal Ficep (Forum degli istituti culturali stranieri a Parigi), questo festival riunisce i migliori musicisti dei quattro angoli del pianeta, attraverso un programma concepito da una ventina di centri culturali stranieri a Parigi.

Concerto del coro dei Tenori di Neoneli (4 dicembre)

Piccolo villaggio sul fianco della collina nella regione di Oristano, Neoneli è famosa per il suo «coro a tenori». Si tratta di un canto polifonico caratteristico della regione e inscritto dall’Unesco nel patrimonio culturale immateriale dell’umanità dal 2005. L’esistenza di tale pratica ancestrale è attestata sull’isola già nel periodo nuragico (dall’Era del Bronzo al II secolo A.C.) e ancora è eseguita dai pastori durante le feste religiose e i matrimoni. I testi sono cantati da l’oche (i solisti), che seguono una melodia particolarmente espressiva. Il coro accompagna i solisti nel mezzo di onomatopee ritmiche. Per celebrare la forza di quest’arte così tipica della Sardegna, abbiamo invitato i Tenori di Neoneli, un gruppo conosciuto in Italia per la sua capacità di perpetrare la tradizione e per le sue collaborazioni con artisti quali Francesco Guccini ed Elio e le Storie Tese.

I Tenori di Neoneli sono composti da Tonino Cau, Ivo Marras, Angelo Piras, Roberto Dessì, Orlando Masciaed Eliseo Mascia. Una parte del concerto sarà un omaggio allo scrittore Emilio Lussu.

Maria Lai: Seguite il ritmo (5 dicembre)

In occasione del centenario della nascita di Maria Lai (Ulassai 1919 – Cardedu 2013), l’Istituto Italiano di Cultura organizza una mostra dedicata all’artista, in collaborazione con gli archivi Maria Lai, la Fondazione Stazione dell’arte, la Fondazione di Sardegna e con la sponsorizzazione della città di Ulassai. Dopo le due grandi esposizioni dedicate all’artista sarda al museo degli Uffizi di Firenze nel 2018 e al MAXXI di Roma nel 2019, Maria Lai: Seguite il ritmo è la prima retrospettiva dedicata all’artista sarda a Parigi. La mostra si concentra sulle strategie usate dall’artista per rendere la propria arte accessibile. Tra le opere esposte: i libri cuciti, le geografie, i telai, i giochi di carte e le testimonianze dei suo interventi ambientali, come Legarsi alla montagna (1981), esempio ante litteram di “arte relazionale”. Nel corso della sua formazione, Maria Lai è stata influenzata, come è noto, dallo scrittore Salvatore Cambosu, che è stato suo professore d’italiano alle scuole medie. Alla giovane autodidatta, Salvatore Cambosu non faceva fare altro che leggere delle poesie. «Poco importa se non capisci, segui il ritmo». Maria Lai ha lavorato una vita intera per dare corpo e sostanza a questo invito, facendo dell’arte un’esperienza allo stesso tempo poetica e sociale.

Il vernissage avrà luogo in presenza di Davide Mariani, curatore della mostra e direttore del museo Stazione dell’arte a Ulassai. Fino al 10 gennaio 2020 (dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18 e in serata durante i nostri eventi).

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