PAOLO BOI E IL LIBRO “IL MISTERO DELLA MORTE DEL PROFESSOR PASTORE”: UN GIALLO INTRIGANTE E AVVINCENTE

ph: Paolo Boi
di MANOLA BACCHIS

Un giallo intrigante e avvincente. Un foglio manoscritto, un bicchiere e la morte del protagonista, Juanni Frori, professore di Fisica, intorno al quale ruotano misteri e dinamiche in un piccolo paese, Terrearriu, dove è nato e cresciuto.

Paolo Boi, con il suo primo romanzo, “Il mistero della morte del professore pastore”, offre al lettore un’atmosfera ricca di sfumature che volteggiano nel tempo e nello spazio.

La morte del professore, che avviene a Cagliari, nella casa di proprietà, è fulcro e origine di passi essenziali per colorare di noir vicoli e ogni angolo di Terrearriu, e non solo.

Il professore, riverso sulla poltrona, è rinvenuto privo di vita dal figlio Salvatore. Vedovo e mai risposato, con una brillante carriera universitaria, ben voluto da tutti, Juanni Frori lascia sul tavolino un biglietto scritto di pugno. Sono le sue ultime volontà.

Il figlio insieme al suo migliore amico, Mauro, che vive a Londra, e al maresciallo dei Carabinieri tuttavia serbano dubbi e perplessità sulla fine tragica dell’uomo. Suicidio? Omicidio?

L’autore, Paolo Boi, di professione meteorologo, Laurea in Fisica a Pisa, regala al lettore una panoramica che abbraccia diversi mondi, sospesi, eppure uniti e in comunicazione continua. Un mix di due tempi, quello post bellico, periodo dell’età giovanile del professor Frori, e quello della sua morte. 

Due emisferi che dialogano e, con uno stile di scrittura originale, dove non mancano riferimenti al mondo della fisica e della meteorologia, affiorano, tra i ricordi, aspetti intimi che segnano la vita di ogni uomo. Sarà un diario, ritrovato tra le carte del professore, a offrire appunti significativi per ripercorrere a ritroso squarci della sua esistenza e di un amore ibernato nel fuoco acceso da animosità incessante.

Come la cornice di un quadro, ogni parola scritta sarà segno e disegno che tra ineguagliabili scorci magici l’autore esalta e fa rivivere tratti culturali della vita sarda, immersa in un magico paesaggio agreste, a tratti mozzafiato, dove si materializzano delitti, intrighi, amori possessivi che, talvolta, sfociano in violenze inaudite. Storie di quotidianità trascorse e attuali, mai cancellate, si perpetuano nel tempo.

E’ un libro che fa riflettere. Che va oltre la morte del professore; si sofferma sulla vita, sul senso del sentimento per eccellenza che dovrebbe generare vita: l’amore tra un uomo e una donna.

E’ un libro che cattura fino all’ultima pagina e non lascia indifferenti.

Domus de janas, 280 pp., (12 euro)

https://www.lacanas.it/

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