LE SALINE DI SANT’ANTIOCO DIVENTANO FRANCESI INSIEME A QUELLE DI MARGHERITA DI SAVOIA IN PUGLIA: OPERAZIONE OSCURA GESTITA SEGRETAMENTE DAL MONTE DEI PASCHI DI SIENA

di MAURO PILI

L’operazione si è chiusa segretamente a fine agosto, ma l’arrivo di Macron in Italia ha posto il sigillo all’operazione. Le saline sarde di Sant’Antioco diventano a tutti gli effetti francesi.

Con una mossa tutta finanziaria la più grande società europea di produzione di Sale, Salins du Midi, ha rastrellato le saline di Sant’Antioco e quelle di Margherita di Savoia, quest’ultima la più grande in Europa.

Il pacchetto sardo pugliese è stato gestito direttamente dal Monte dei Paschi di Siena. Un debito da saldare della società titolare delle saline, stranamente non saldato, ha consentito una sorta di Opa francese senza troppi fronzoli.

Qualcuno ha anche tentato di opporsi in sede di offerte ma non si capisce come Monte dei Paschi non abbia sentito ragioni e abbia affidato ai francesi i due compendi esclusivi, 4.500 ettari quello di Margherita di Savoia, 1.500 quello di Sant’Antioco.

Produzione complessiva 700.000 tonnellate per un giro d’affari di 30 milioni di euro l’anno.

L’ingresso ufficiale di Salins, che chiude una fase preliminare di contatti e studio del dossier, è atteso nei prossimi giorni al massimo ai primi di ottobre.

L’operazione che sa di scippo francese alla Sardegna e alla Puglia non avviene per acquisizione diretta di quote ma attraverso un debito (garantito da azioni) che Atisale, controllata da Salapia, ha maturato verso il Monte Paschi di Siena.

Agli uomini di Macron sarebbero bastati appena 5,4 milioni per aggiudicarsi la gara lanciata da Mps con cui ha ceduto crediti per 16,7 milioni erogati a Salapia-Atisale.

A garanzia dei crediti erano state rilasciate fidejussioni e pegni sul 100% di azioni Atisale e sul 77,44% di azioni Salapia.

L’escussione delle garanzie ha fatto il resto con Salins che acquisce il controllo delle due società perché i crediti messi sul mercato da Mps sono appunto legati ad azioni delle due società.

Sant’Antioco isola del sale nell’isola del sole, dunque, avrà bandiera francese senza che nessuno si sia occupato della vicenda e sopratutto abbia chiesto un minimo di garanzie sul futuro dell’attività a partire da quella occupazionale.

Nessuno sa se l’operazione sia un rastrellamento a basso costo di saline sparse in giro per l’Europa per dominare il mercato e mettere sotto scacco l’intero sistema del sale, che ovviamente non riguarda solo quello che si consuma a tavola, ma che costituisce materia prima per molte altre lavorazioni da quella farmaceutica a quella chimica, da quella industriale a quella salutista.

Di certo è inesistente questa giunta regionale che non ha il minimo controllo su queste vicende, l’ultimo intervento sulla gestione delle saline risale alla mia giunta nel 2003.

Ma quel che è più grave è quel ridicolo governo sovranista che ha consentito questa operazione, visto che è stata avviata già a fine dicembre 2018. Tutti dormienti o complici su un settore che solo degli sprovveduti possono pensare marginale.

Le saline marine di Sant’Antioco in Sardegna risalgono all’età romana si affacciano sul golfo di Palmas e si estende per 20 km lungo la costa tra la località di Porto Pino fino all’istmo di Sant’Antioco.

Ora il rischio è che Salins prenda marchio e mercato e faccia tabula rasa delle attività a partire da quelle sarde. Il rischio c’è ed è sotto gli occhi di tutti. La cessione del credito ai francesi senza che nessuno muovesse un dito lascia capire con chi abbiamo a che fare.

E l’isola del sale nell’isola del sole perda l’ennesima materia prima del suo sviluppo mancato.

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